Al Salone del libro di Torino

Torno sul luogo del delitto per la terza volta per due eventi (e per un po’ di sano cazzeggio in giro, ovviamente) e ne sono felicissima, anche se mi dicono che a Torino c’è un tempo da lupi e se possibile più freddo che a Milano.
Era il maggio odoroso, eccetera. Vabbè.

Sabato alle 16, invitata da Wuz, parlerò di libri e social network qui.
Domenica, sempre alle 16, invitata da Gli amanti dei libri, parlerò di recensioni online qui.

Nel frattempo, mi sono già persa delle cose belle e interessanti, tra le quali Sepulveda e la presentazione di questa ricerca Aie che dice, molto in sintesi: se volete promuovere il vostro libro facendo il botto ma rischiando di avere un successo effimero, dovete andare in tv e segnatamente da Fabio Fazio; se cercate una promozione più limitata ma più duratura, meglio affidarsi ai blog. Qui il pezzo di Alessia Rastelli sull’argomento.
E qui il sondaggio lanciato da Effe per avere altre informazioni sui blogger che parla di libri. Se lo siete, fatelo, potrebbero uscirne informazioni interessanti.

Brilla per assenza, nella ricerca, la promozione sui social media. Funziona, non funziona, come sarebbe meglio farla? Ormai quasi tutti gli editori hanno un profilo twitter e una pagina facebook, più o meno seguiti ma, che io sappia, per l’Italia non esiste ancora uno studio che ci dica se, come e in che modo la promozione social porta dei risultati. Mi piacerebbe che il Salone provasse a rispondere anche a questo. Sabato sarà un piccolo inizio, vediamo.

Nel mondo delle fiabe con Bettelheim

Mamma, ma noi non possiamo entrare nel libro e cambiare la storia, vero?

La frase, pronunciata dalla vocina della mia quattrenne durante la lettura del Pesciolino d’oro di Puskin è arrivata alla fine di un’estenuante botta e risposta (sì: le femmine parlano tanto) del quale vi riporto solo le ultime battute.
“Mamma, ma che moglie cattiva ha il pescatore”
“Eh sì”.
“Mamma, ma perché ha sposato una donna così cattiva?”
“Perché le persone a volte sbagliano. Avrebbe dovuto scegliere una persona migliore”.

E qui è arrivata la frase citata in apertura. Lapidaria, definitiva.
Per farmi capire, ancora una volta, che i bambini, anche molto piccoli, conoscono perfettamente i confini tra fiction e non fiction. Tra storia narrata e realtà, tra libro e vita vera. Continue reading

LeditaGe: gli ebook, i lettori, gli autori

L’ho scritto su twitter: bravi a tutti quelli che hanno organizzato LeditaGE, perché riempire la sala del Berio Café Genova, alle 17 di un venerdì, per parlare di ebook e nuova editoria non è un’impresa facile. Lo dico amando profondamente la mia città, ma conoscendone i limiti. E invece qualche volta i limiti si superano allegramente, e questa è stata una di quelle volte.
Io ho partecipato per interesse personale, visto che sul blog di Vanity siamo molto attenti alle nuove forme di lettura e scrittura (vedi qui, qui  anche qui), per la mia adorata Zazie, perché mi piacciono gli esperimenti come quel Tarlo della lettura pubblicato nel lontano 2009 e sempre nel 2009 promosso a costo zero su twitter e facebook. Eravamo avanti, sì, ma anche, non c’erano soldi per promuoverlo e farlo online ci era sembrata la cosa più ovvia.
E infine, c’ero anche perché era venerdì e avevo voglia di tornare a casa e mangiare pesto e focaccia, nonostante ci fosse una macaja mica da poco e nemmeno un raggio di sole.
Come dice Beggi, alcune delle tematiche trattate forse apparivano già sentite e dette, per addetti ai lavori o gente che comunque vive in rete; ma l’errore più grande che si possa fare è misurarsi dietro il proprio braccio e dare per scontati concetti che invece, per la maggior parte dei lettori, sono ancora da acquisire. Quindi bene o male ma discuterne, sempre. E comunque mi è piaciuto rivedere nelle vesti di moderatore Effe, l’uomo dal bellissimo tatuaggio (immortalato – sfocato – qui) e sono pure tornata a casa con il libro che ha curato, che sto leggendo con molto interesse.

A me interessava (interessa) in particolare parlare e capire di più di questi aspetti:

- Dato che l’ebook oggi mi sembra allo stesso punto dei newsmagazine e quotidiani online tra la fine degli anni 90 e i primi anni del 2000, ossia un mero travaso di contenuti da una piattaforma all’altra, senza un briciolo di innovazione, senza che siano sfruttate le potenzialità del mezzo (vi ricordate i pdf online? No? Io, sì. Vi ricordate le spatafiate di articoli copiati e incollati pari pari dai settimanali e mensili cartacei, senza un link, un’immagine, un contenuto multimediale? No? Io, sì), dicevo, visto che siamo a quel punto, quando e chi riuscirà a creare un ebook che non sia chiuso e “stampato”, come quelli attuali? Io non lo so, ma attendo con ansia. Per approfondire, date un’occhiata alle millemila slide di gallizio, ma mettetevi comodi.

- Visto che il consiglio dei pari, per quanto riguarda i libri, sta diventando sempre più importante e spesso in controtendenza con le recensioni ufficiali (vedi i presunti bestseller allegramente stroncati su Anobii, Goodreads e ora anche Zazie; vedi i casi editoriali originati dal passaparola), per quanto ancora le recensioni online resteranno pulite e prive di interventi di marketing più o meno pesanti, come sta succedendo per tutti gli altri prodotti? Fino a quando ci potremo fidare? Come mantenerle pure, visto che gli editori si stanno già accorgendo del loro peso nel determinare il successo o l’insuccesso di un libro?

- E gli autori? Per un Piperno che lo scorso anno a If Book Then disse “Non mi interessa minimamente quello che si dice di me su internet, non è il mio mestiere dialogare con i lettori, semmai è il mestiere dell’editore” c’è un Franzoso (e molti con lui) che si apre alla discussione su twitter rispondendo a domande, complimenti e critiche sul suo Bambino Indaco e alla fine ringrazia perché la conversazione gli ha dato idee e spunti molto utili. Per cui gli autori dovranno adattarsi? Sarà meglio che si adattino? Potranno continuare a ignorare la conversazione sul web ma sarà peggio per loro? Sarà necessario solo per gli esordianti o i quasi esordienti, mentre gli scrittori già affermati potranno restare a scrivere sulle loro terrazze sul mare e pensarla à la Piperno?

Non che abbia avuto risposte certe alle mie domande, ovvio; però abbiamo parlato anche di questo e per me rimangono lì, come spunti di riflessione. Infine, sul blog di Marta Traverso, l’organizzatrice di cotanta giornata, trovate altre riflessioni e rassegna stampa. Tutto il resto di cui si è parlato (ed è stato tanto e interessante), lo trovate seguendo l’hashtag LeditaGE.