Si chiama ecografia di accrescimento.
Deve verificare che l’ospite nella tua pancia stia crescendo secondo giusti canoni e corrette proporzioni.
Insomma una specie di esame ancora prima di nascere, povera stella. E ovviamente una terribile ansia da prestazione per la madre che si sente sotto accusa (“E se è piccola?” “E se non l’ho fatta crescere abbastanza?” “Sarà sicuramente colpa mia, non ho mangiato abbastanza proteine o fibre o frutta e verdura”, “Sono una disgraziata” “Lo sapevo di non essere in grado”, eccetera eccetera).
Comunque, si comincia. L’ecografista borbotta come uno sciamano premendomi sulla pancia:
“La testa…mmm, la testa va bene, è perfetta. Anzi, no: è più grande, è sopra la media!” (E certo, besugo, è mia figlia; sarà intelligentissima, no?)
“L’addome…sì sì anche l’addome va benissimo, anche quello leggermente sopra la media!” (Ok, sarà un po’ cicciottella, e allora? Contro la dittatura della taglia 38, e vai così, brava bimba! Imponiti da subito!)
“Il femore… il femore è in media…sì, va bene, ma è l’unico che non è sopra la media. A quanto vedo… eh, eh! Mi sa che l’altezza l’ha presa dalla madre!” (Cafone).