Perché le misure contano

Si chiama ecografia di accrescimento.
Deve verificare che l’ospite nella tua pancia stia crescendo secondo giusti canoni e corrette proporzioni.
Insomma una specie di esame ancora prima di nascere, povera stella. E ovviamente una terribile ansia da prestazione per la madre che si sente sotto accusa (“E se è piccola?” “E se non l’ho fatta crescere abbastanza?” “Sarà sicuramente colpa mia, non ho mangiato abbastanza proteine o fibre o frutta e verdura”, “Sono una disgraziata” “Lo sapevo di non essere in grado”, eccetera eccetera).
Comunque, si comincia. L’ecografista borbotta come uno sciamano premendomi sulla pancia:

“La testa…mmm, la testa va bene, è perfetta. Anzi, no: è più grande, è sopra la media!” (E certo, besugo, è mia figlia; sarà intelligentissima, no?)
“L’addome…sì sì anche l’addome va benissimo, anche quello leggermente sopra la media!” (Ok, sarà un po’ cicciottella, e allora? Contro la dittatura della taglia 38, e vai così, brava bimba! Imponiti da subito!)
“Il femore… il femore è in media…sì, va bene, ma è l’unico che non è sopra la media. A quanto vedo… eh, eh! Mi sa che l’altezza l’ha presa dalla madre!” (Cafone).

Io, la pancia e la Seredova

Metà mattina, squilla il telefono per la quotidiana telefonata di mia suocera.
Come da copione, vuole sapere se sto bene, se la bambina sta bene e soprattutto se mi sto comportando in modo da “non fare danni”.
Come se da quando sono incinta mi trovassero a impennare in moto sulla Tangenziale, a svuotare bottiglie di whisky o a darmi pugni sulla pancia, ovviamente.
Insomma, tutto ciò che serve per sentirsi non più una persona ma un’incubatrice, con buona pace degli ormoni per traverso.
Ma oggi c’è di più: oggi osa la fatale domanda:

“Di quanti chili sei ingrassata?”
“Mah, 7,5 per ora, per cui va bene”.
“Beh, arriverai a 8″.
“Arriverò anche a 9 o 10 credo, ci sono ancora due mesi, ma va sempre bene, direi”
“Ah no! La Seredova, che è quasi al termine, ne ha presi 8, devi fare come lei”.

E certo. L’ansia da prestazione con target-Seredova. La raccomandano tutti i manuali per vivere una gravidanza serena, no?

Ah beh, allora…

Dopo mesi e mesi finalmente ho avuto l’occasione di sentire di nuovo il mio adorato Maurizio Bossi, sessuologo, andrologo, esperto di rapporti di coppia e soprattutto troppo simpatico. L’ultima volta che l’ho sentito, per dire, mi ha svelato come smascherare uno che ha preso il Viagra.

Stavolta il tema era un sondaggio sui single europei. Ecco la trascrizione puntuale della nostra conversazione:

“Allora, pare che i single italiani sono fra quelli che pensano più spesso al sesso e lo vivono anche in maniera libera e spontanea: più del 70% ha dichiarato di vivere l’eros in modo “Molto spontaneo”. E’ vero, secondo lei?”

“Mah, è vero che le donne single vivono sicuramente il sesso in maniera più libera e giocosa.
Quanto agli uomini, non saprei, visto che l’ansia da prestazione aumenta a ogni cambio di partner”.

“Ah davvero? E’ sicuro?”

“Se sono sicuro? Guardi, nella mia carriera ventennale ho visto circa 25.000 piselli. Faccia lei…”