Sì, l’altra sera sono incappata di nuovo in The Club. Parlavano ancora di viaggi e vacanze.
Confermata la valenza ipnotica della trasmissione; stavo stendendo i panni, occupazione poco glamour ancorché necessaria, e sono rimasta in piedi in mezzo al soggiorno con una t-shirt gocciolante in mano, a bocca aperta, per una buona mezz’ora.
Perché sul video scorrevano perle come queste:
Il gioco del “se fossi”
- Se fossi una città, quale vorresti essere?
“Spagna!” (Franza o Spagna purché se magna?)
“Ibiza!”
Siamo tutti geografi
- Qual è il fiume più lungo del mondo?
“Rio de Janeiro” (Beh, dai, Rio c’era, rio vuol dire fiume, insomma ci siamo quasi)
“Il più corto è Fiumicino, il più lungo non lo so” (un cabarettista nato; hai provato con Zelig?)
- Dov’è il Vietnam?
“In Giappone!”
“Non lo so, ci ho avuto il debito in geografia”
- Qual è la capitale degli Stati Uniti?
“New York!” (Ripetuto da tutti, tutti, tutti, con voce stentorea e incrollabile sicurezza)
Campanilismo
- Qual è la città più bella del mondo?
“Cagliari!”
“Torino!”
“Vibo Valentia!”
Saluta il nostro pubblico
“I want girls in my life”
“Chiamatemi che ci ho i soldi”