I bambini di oggi non credono neppure alla luna. Figurarsi a Babbo Natale

Ieri notte c’era un splendida Luna dei regalini (copyright Placida Signora).
Io e Bea (due anni e mezzo) siamo andate sul mare a vederla spuntare: magnifica. “Mammaaaaaa, guarda la luna che esce dalle nuvole!”
Siccome la scorsa estate era troppo piccola, e durante l’inverno milanese ci sono ben poche occasioni per uscire ad ammirare la luna piena, decido che ora è arrivato il momento di raccontarle una storia nuova. Mi inginocchio vicino al passeggino e inizio:
“Amore, vedi la luna com’è rotonda? Stanotte è una luna speciale: è la Luna dei regalini”
“…ini”.
“Ora tu la guardi fissa e le chiedi tre regalini. Qualcosa che ti piace, che desideri, che vuoi tanto tanto. E poi la luna magari lo dice a mamma e qualcosa succederà”.
“Mamma! Ma la luna non ha le orecchie! E neppure la bocca! Come fa a dirti i miei regalini?”
“E allora, magari te li porta direttamente lei”.
“Ma mamma! La luna non ha neanche le mani!”
“…”
“Mamma?”
“Sì?”
“Andiamo in piazza a prendere il gelatino?”
“Occhei”.

Il pollo alle mandorle

lunaStasera faccio il pollo alle mandorle.
Inizio a tagliare i petti di pollo in cubetti piccoli, le mandorle ci sono, la salsa di soja pure, il riso sta cuocendo, tutto a posto.
Taglio cubetto dopo cubetto, pensando ad altro, canticchiando, cosa c’è di più terapeutico di cucinare per alleggerire il cervello?
E quando ho quasi finito mi rendo conto di aver tenuto da parte una decina di pezzetti un po’ sfrangiati, quelli con impercettibili venature di grasso, quelli un po’ irregolari.
Perché quando facevo il pollo alle mandorle tu guardavi in su richiamata dal mio tagliuzzare e stringevi quegli occhi verdi e ti allungavi con le zampine sulla mia gamba come a dirmi di fare presto, perché sapevi che lo stavo facendo per te e aspettavi ronronando la tua bella porzione di pollo, senza mandorle e senza soja che va bene così.

“Guarda quanto pollo le hai messo da parte”, mi diceva lui.
“Va beh, sono i pezzetti con il grasso, quelli che noi non mangeremmo”.
“Sì, sì, quelli che non mangeremmo, dì la verità che pensi prima a lei e poi a noi. Ogni volta che fai il pollo gliene dai metà”.

E io mi giravo per non fargli vedere che sorridevo e sentivo sulla mia schiena il suo, di sorriso, mentre osservava me di spalle che tagliavo il pollo in due mucchietti separati, uno per noi, uno per lei.
E adesso invece sono qui che guardo questi due mucchietti inutili perché tu non ci sei più e tutto questo pollo è fin troppo per noi due, mi viene da piangere e lascerei tutto sul lavandino, il pollo, le mandorle, la soja, intanto non ho più fame e quell’angolo vuoto della cucina dove c’erano le tue ciotole non riesco più a guardarlo.

Aspettando la prossima eclisse

eclissiIo adoro le eclissi, di sole e di luna.
L’ultima di sole, il 29 marzo 2006, bellissima, l’ho vista nel cortile della Mondadori. L’ultima di luna sul balcone con macchina fotografica sul cavalletto, come ai bei tempi quando non usavo la digitale compatta “che si fa prima”.
Per cui sono andata a cercarmi il calendario delle prossime.
Per il sole, ce ne sarà una totale il 1 agosto 2008 ma secondo questo sito, dall’Italia sarà visibile poco o niente. Bisogna aspettare una parziale il 4 gennaio 2011 o, ancora meglio, una totale il 12 agosto 2026 (argh!)
Per quanto riguarda quelle di luna visibili dall’Italia, ce ne sarà una totale il 21 febbraio 2008 e una parziale il 16 agosto 2008.
Ora non chiedetemi però di spiegare la faccenda dell’allineamento e del cono d’ombra perché non ci ho mai capito niente. Guardo ammirata e basta. D’altronde per me le stelle cadenti che ogni anno aspetto con ansia ogni anno per esprimere i desideri sono le lacrime di San Lorenzo, quindi capirete che il mio approccio all’astronomia è piuttosto romantico, e pure parecchio miope (mai guardato le stelle senza occhiali? Sono dieci volte più belle, garantito).