Comunque ora che sono madre, perdipiù di una femmina, e ri-ascolto le canzoncine dell’infanzia, quella stronza di Madama Dorè che subito fa la sostenuta:
Oh quante belle figlie Madame Dorè, o quante belle figlie
Sono belle e me le tengo Scudiero del re, son belle e me le tengo
E invece si preoccupa solo di sapere, di quella figlia che lo Scudiero le chiede, a chi la sposeranno e come la vestiranno:
A chi la maritereste, Scudiero del re? A chi la maritereste?
Al principe di Spagna Madama Dorè, al principe di Spagna
E come la vestireste Scudiero del re? E come la vestireste?
Di rose e di viole Madama Dorè, di rose e di viole
Per dargliene al volo una, e neanche una a caso:
Scegliete la più bella scudiero del re, scegliete la più bella
Senza preoccuparsi se la suddetta figlia più bella fosse o meno felice di andare a Palazzo con ‘sto scudiero del re e di sposarsi a uno sconosciuto principe di Spagna (e se somigliava a Carlo di’Inghilterra?) e soprattutto non salutandola neppure dopo averla scaricata sul cavallo dello scudiero:
Allora vi saluto scudiero del re, allora vi saluto (e tua figlia, disgraziata, non la saluti? La lasci così, a cavallo con un estraneo? E se si perdono nel bosco? E se la violenta? E poi, ma come: non vai neppure al matrimonio?)
Ecco a me ‘sta stronza, dicevo, mi sta proprio antipatica e penso che boicotterò la sua sciocca canzoncina per sempre.
D’altronde Faber, mica uno qualsiasi, cantava:
Madamadorè ha perso sei figlie tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto volta la carta e paga il riscatto
Paga il riscatto con le borse degli occhi piene di foto di sogni interrotti.
E per fortuna Beatrice mostra di apprezzare molto di più Volta la carta che l’infinita litania tra la madre mezzana e lo scudiero maneggione.