Il mio zaino e Thoureau

Our life is frittered away by detail. Simplify, simplify…

Che Thoureau avesse ragione lo sospettavo da un po’.

Ma visto che ieri sera ha preparato lo zaino per il mio viaggio in Ecuador e Galapagos e per 18 giorni ho messo via 6 kg scarsi di bagaglio, adesso ne ho anche le prove.
Però adesso mi sento ancora più stupida quando apro il guardaroba sul punto di esplodere, zeppo di abiti inutili, troppo stretti o troppo larghi o che non mi piacciono più e non metto da mesi o che semplicemente non mi sono mai piaciuti.
Io per 18 giorni (visto che lo zaino me lo devo, come si dice a Genova, camallare io) ho portato: maglione, due paia di pantaloni, 8 fra t-shirt e canotte, un K-way, un paio di sandali, un pareo e un costume da bagno. C’è stato anche un asciugamano. E ovviamente un bel pezzo di sapone perché il bucato sarà obbligatorio. E altrettanto ovviamente ho bandito balsami, creme, fluidi, antirughe, effetto tensore, antilucido, matite, kajal, ombretto effetto metallizzato e gloss effetto bagnato. Uno shampoo, una crema, dentifricio e spazzolino. Stop.
C’è anche un po’ di spazio che avanza, calcolato al millimetro per il mercatino di Otavalo, che pare essere il più bello di tutte le Ande.

Sono certa (perché ho già fatto una vacanza del genere svariate volte) che i vestiti mi basteranno senza problemi. Che non mi mancherà nulla di tutto quello che ho lasciato a casa. Che apprezzerò il mio bagaglio per aspetti meramente funzionali (abiti caldi, puliti, asciutti, comodi), e non estetici.
Che quindi, sarà una vacanza anche e soprattutto da me stessa.
La migliore.
E che infine, Thoureau era davvero un gran figo:

Most of the luxuries, and many of the so-called comforts of life, are not only not indispensable, but positive hindrances to the elevation of mankind. With respect to luxuries and comforts, the wisest have even lived a more simple and meagre life than the poor.

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