Allonsanfan

sarkoVince, come previsto, Sarkozy.
Con tanto di tocco-Beautiful: Cécilia, la moglie fedifraga tornata all’ovile, dopo aver brillato per assenza durante la campagna elettorale è riapparsa vicino al marito trionfatore. Vogliamo forse far mancare una sposa al fianco del conservatore vittorioso?
Prodi sottolinea: “E’ un amico”. Chissà perché mi ricorda qualcun altro quando diceva “L’amico Putin”?
In Place de la Concorde si festeggia, in Place de la Bastille, mica un posto a caso, la gente delle banlieue, già definita da Sarko racaille, ossia feccia, incendia automobili. Stesso copione a Nantes, Tolosa a Lione. Si vede che quando ha detto che sarà “il presidente di tutti” e non solo di chi l’ha votato, la racaille non ha sentito bene, vai a sapere.
Ségo, che ho visto tesa, aggressiva, fuori controllo nel confronto tv con il suo avversario (ma sempre radiosa), ha signorilmente ammesso la sconfitta e dichiarato che continuerà il suo percorso (elefanti socialisti permettendo).
Durante l’approfondimento su Rai 1 più che commentare ciò che è successo in Francia si è fatta smaccata propaganda politica italiana, come se le elezioni ci fossero da noi. Degna chiusa: “Ministro Pollastrini, a quando un leader donna anche da noi”? “Io spero presto”.
Bene, e noi con lei, ministro. Aspettiamo e speriamo.
E buonanotte.

Immagine presa qui

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