La mia prima volta col mortaio

Sono tornata a casa per un’occasione da non perdere: l’incontro Voiello a Genova per un pesto-tutorial.
Sì perché io, nonostante viva di pesto e abbia pure realizzato una fotoricetta (cliccatissima, va detto, anche se ci sono dei loschi figuri che la usano come base per la salsa al sedano: perdonali signore perché non sanno quello che fanno), non avevo mai provato a fare il pesto con il mortaio. Per cui, eccoci qui, ad ascoltare la pesto-lesson di Roberto Panizza (gastronomo, produttore di pesto e magnifico inventore, fra l’altro, della Pesto World Championship che si concluderà il 20 marzo) e a guardarlo affannarsi sopra un mortaio di proporzioni bibliche, per produrre i 2 chili circa di pesto che serviranno a cena. Ovviamente provo anche io, e che sono venuta a fare se no?
Dopodiché, abbiamo messo in pratica la lezione (e ovviamente io, in coppia con Gaia, ho vinto il premio virtuale per il miglior pesto. Facile, anche perché gli altri avevano buttato nel mortaio due o tre cucchiaiate di sale grosso anziché un pizzico, ma insomma; qualche gene pestofilo l’avrò ereditato pure io).
Considerazioni sparse:

- Fare il pesto con il mortaio è più facile di quanto pensassi;
- Un mazzetto di basilico pestato per dieci minuti buoni, però, offre circa un cucchiaino da caffè di pesto. Tradotto: ci vogliono grandi quantità e abbondante olio di gomito. Prevedere vesciche alle mani.
- L’errore più comune che si fa, le prime volte,  è di mettere troppo sale (appunto) o troppo aglio. Meglio mettere poco di entrambi e semmai aggiungere in seguito. E togliere sempre l’”anima” dall’aglio.
- Panizza suggerisce questa sequenza: iniziare pestando insieme aglio e pinoli, aggiungere il basilico e il sale grosso (che aiuta a triturare meglio le foglie) e solo quando il basilico è ben amalgamato e cremoso completare con i due formaggi (fiore sardo e parmigiano) e l’olio, che emulsiona il tutto.
- Infine, sappiate che il profumo sprigionato da una decina di mortai che lavorano in sincrono è inebriante.

Serata finita da Ugo&Uga a degustare tre salse al mortaio: salsa di pinoli, di noci e infine pesto. Non che le spettacolari torte di verdura fossero da buttare via, eh. E’ una delle mie trattorie preferite di Genova dove ho sempre passato serate bellissime, in più ero in compagnia di tanti amici e finalmente a casa mia, quindi ero molto, molto felice, nonostante la pioggia.
E, ah sì: la prossima volta che vado a Genova, mi compro un mortaio. E’ deciso.

(Altre foto qui).

Tags: cucinare, pesto, voiello

Araucanía

Araucanía, rosa mojada, diviso
adentro de mí mismo o en las provincias del agua
tus raíces, las copas de los desenterrados,
con los alerces rotos, las araucarias muertas,
y tu nombre reluce en mis capítulos
como los peces pescados en el canasto amarillo!
Eres también patria patleada y hueles mal,
a rencor, a borrasca, a escalofrío.

Hoy que un día creció para ser ancho
como la tierra o más extenso aún,
cuando se abrió la luz mostrando el territorio
llegó tu lluvia y trajo en sus espadas
el retrato de ayer acribillado,
el amor de la tierra insoportable,
con aquellos caminos que me llevan
al polo Sur, entre árboles quemados.

Per un paese devastato che non ho, purtroppo, mai visitato e che ho imparato ad amare grazie a Neruda.

Tags: cile, pablo neruda, terremoto

Food bloggers, mouse e fornello

Qualche settimana fa ho curato una pagina per Grazia con alcuni dei food bloggers più noti o bravi o simpatici o particolari. Siccome vedo che la cucina è uno dei temi più dibattuti e seguiti sul web, lo ripubblico qui aggiungendone alcuni che per ragioni di spazio non sono riusciti a entrare nella pagina. Se ne avete altri da consigliare, fatemi sapere.

Cosa Un tocco di zenzero
Perché il blog di Sandra Salerno è stato premiato come miglior blog Food&Wine alla BlogFest 2009. Appassionata e creativa, Sandra non ha timore reverenziale nei confronti della cucina. Sperimenta, racconta, mixa, fa venire voglia di provare.
In più nonostante le sue ricette non vi sentite all’altezza? Per fare bella figura, sul blog potete sempre prenotare il servizio di cucina a domicilio.

Cosa Cavoletto di Bruxelles
Perché ormai famosissima, Sigrid Verbert, ex Gambero Rosso, conta uno stuolo di appassionati che si ritrovano quotidianamente sul suo blog di cucina, elegante e raffinato. Il libro del cavolo, con le sue ricette, è già diventato un culto.
In più le splendide foto, scattate dalla stessa Sigrid, valgono da sole la visita al blog.

Cosa Sandra Longinotti Blog
Perché è un blog nuovo, creato da chi scrive di food da una vita, ha frequentato corsi di cucina prestigiosi, è sommelier. Ma soprattutto regala ricette deliziose e chiare, suggerimenti sulla spesa e sulle materie prime, recensioni di locali e ristoranti.
In più reportage enogastronomici nella sezione Dietro le quinte e suggerimenti su elettrodomestici e utensili giusti.

Cosa Due cuori e un fornello
Perché Ilaria Mazzarotta, redattrice e autrice radiofonica con la passione per la cucina, ci racconta come sopravvivere a un Convivente che chiama la verdura “quella roba verde”, come prendere il meglio dalle riciette della madridilui e a riempire di amore e manicaretti una convivenza.
In più il blog è appena diventato un delizioso libro d’amore e ricette; si legge come un romanzo ma alla fine, in più, avete imparato a cucinare. Almeno qualcosina, dai.

Cosa Giallo Zafferano
Perché Il blog di uno dei siti di cucina più visitati in Italia conta su molte rubriche (fra cui quella dedicata ai cuochi Vip, alle ricette afrodisiache e alla tecnologia in cucina) e una community molto vivace.
In più la sezione Idee regalo offre spunti interessanti per doni originali all’amica che adorare cucinare.

Cosa Mele al forno
Perché l’autrice, Sara Maternini (che ha anche un food blog in inglese), regala dritte per chi ai fornelli già se la se la cava, proponendo menu per occasioni speciali, ma anche ai disastri totali. Molti post sono dedicati infatti alle tecniche di base (grigliare, glassare, ect).
In più in omaggio alla tendenza dei locavori, c’è una sezione che ricorda la frutta e verdura di stagione.

Cosa Papero Giallo
Perché online dal 2004, il blog di Stefano Bonilli, fondatore del Gambero Rosso, è un’istituzione fra i cuochi virtuali e non, un vero punto di partenza.
In più non solo ricette. Sul blog anche attualità, riflessioni, analisi dei consumi e dei costumi.

Cosa Feeder
Perché creato da due ragazzi, Jacopo Colò e Claudio Serena, è l’outsider dei blog culinari. Divertente, fusion (tra il risotto e l’alga Nori) e ben fotografato. Se vi conquistano, potete sentire i due giovani chef creare in diretta su Radionation.it, i giovedì dalle 20.
In più artigianale ma ben documentata, sul blog troverete anche una guida ai locali di Milano.

Cosa Radicchioblog
Perché è il blog di Alta Cucina, magnifico sito dedicato al cibo e al lifestyle italiani. A partire dal nome, parla di prodotti della nostra terra (olio d’oliva, legumi, vini) con competenza e affetto davvero rari.
In più un salto nello store online di Alta cucina vi catapulterà in un mondo di profumi e colori incredibili.

Cosa Matt Bites
Perché si definisce semplicemente un uomo ossessionato da cibo e vino; in realtà è ormai una superstar che gira il mondo partecipando ai bar camp per food bloggers. Ex art director, ha uno spiccato gusto estetico ma allo stesso tempo canta le lodi della nostra Colatura d’alici.
In più fotografie stupende, da ammirare anche sull’altro sito dedicato solo alle immagini.

Inoltre…

Comida de mama. Elena Chesta scrive dall’Olanda: attenzione alle materie prime e amore per la cucina regionale italiana.
Fior di zucca da un’italiana a Londra, un mix fra tradizione e sapori esotici.
Basilico e pinoli il diario di una fotografa golosa (il nome ha attirato immediatamente la mia attenzione!)
The Pioneer Woman una celebrity negli Usa: vedere alla voce Cooking.
• Il diario di Jamie Oliver , perché chi non ama il “cuoco nudo”?

Tags: cibo, cucina, food, food blogger, ricette