Oroscopo per la Bilancia, 19-25 giugno
Quando inciampi in una sedia le chiedi scusa? (Sì! Esatto!)
Alle feste ti ritrovi sempre da solo a parlare con la persona più noiosa? (Sempre no, ma se qualcuno, anche noiosissimo, mi parla non riesco a sganciarmi: mi pare maleducazione…)
Hai mai cominciato un discorso dicendo “Non vorrei disturbarti, però mi chiedevo se non ti dispiacerebbe…”? (Sempre!)
Se sì, è il momento di cambiare. Ti consiglio di aggiungere un po’ di grinta al tuo comportamento: fai quello che ti piace e non solo quello che ti sembra educato. (Olé! Finalmente! Fosse facile, vedi sopra).
Cerca l’azione, non l’armonia. (L’azione, non l’armonia. Giusto. ‘Fanculo).
Naturalmente non devi esagerare: evita le offese e non creare conflitti. Prova a mettere un po’ di fuoco nei tuoi rapporti, senza scatenare un incendio.
(Sono pronta. Accendino alla mano).
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Scrivere un libro è divertente e fa bene al tuo ego.
Scrivere un libro ti fa capire che ci sono persone con cui hai lavorato anni, o che credi amici,visto che li frequenti da una vita, che non si degnano neppure di rispondere a una mail in cui lo annunci. E poi ti gratifica con altre persone che si fanno in quattro per aiutarti, partecipare, esserci. Come Andrea, presente nonostante a casa lo aspettasse una festa con una quindicina di bimbi scatenati (o forse proprio per quello?!?); come Mitì, conosciuta per caso anni fa a InEdita (fuori a fumare, ovviamente: al vizio non si comanda) e oggi amica affettuosa e presentatrice impareggiabile. Come Marco, che si sorbisce decine di presentazioni per lavoro ed è venuto pure alla mia, quando avrebbe potuto essere in giro. Come Marina, che ci ha ospitato tutti con il solito splendido sorriso.
Come gli amici di sempre, che agli appuntamenti che contano si fanno trovare.
E’ stato bellissimo tornare a casa anche solo per poche ore. Una giornata gloriosa di sole e cielo turchese che pioveva dall’alto come lama nei vicoli. Io, però, sono quasi scappata a testa bassa guardandomi in giro il meno possibile. Torno sempre meno, perché ogni volta mi fa più male.
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“Finalmente sarò profeta in patria”.
“Ah, vai alla Fiumara?”.
L’illuminante conversazione con un amico che dell’understatement genovese ha fatto la sua bandiera è avvenuta davvero ma no, non vado alla Fiumara (per i non nativi, la Fiumara è un orrido centro commerciale nell’altrettanto orrida periferia del ponente genovese - ci sono nata, so cosa dico).
Comunque no, non vado alla Fiumara anche perché di centri commerciali ne ho abbastanza di quelli nella periferia milanese (l’ho già detto, sì, che la periferia è orrida?).
Invece, dopo 10 lunghi anni di assenza diciamo così professionale dalla mia città, domani, 18 giugno ore 18, torno per presentare il mio libro.
Grazie alla gentilissima Marina, saremo nella, ahem, splendida cornice (per una volta l’abusatissima locuzione dice il vero) di Palazzo Cicala, che già ospitò i pellegrini zuppi di pioggia di ViadelCamp.
Siccome è sempre bello circondarsi di amici veri, sarà con me Mitì Vigliero, aka Placida Signora.
E quindi? Cosa state aspettando? Intervenite numerosi, fate girare, portate gli amici, i colleghi, i figli, eccetera.
Se vedemmu a Zena.
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