Casa dolce casa?

cottageHa appena finito Andrea e comincio io.
Perché l’imponderabile è accaduto: il mio compagno (marito fa uno strano effetto, partner mi suona -non so perché- promiscuo. Devono essere quei test da magazine femminile pieni di domande tipo: “Quanti partner sessuali avete avuto nell’ultimo anno?”) il mio compagno, dicevo, ha finalmente accettato di lasciare il suo adorato appartamento in una ridente (ma con una spaventosa piorrea) cittadina dell’hinterland milanese.
Forse, e finalmente, ritorno in centro. Perché io in periferia ci sono nata e quando la vedo la vorrei bruciare con il napalm.
Così, per dire.
Ergo, ho iniziato il pellegrinaggio delle sette chiese: annunci, siti web, passaparola, telefonate e visite di case. Che già non sono tanto convinta di comprare perché un acquisto così grosso mi fa pensare a “per sempre” e “stanziale” due locuzioni che scatenano reazioni ansiose a catena e tachicardia fuori controllo. Case che poi ovviamente, essendo a Milano, sono sostanzialmente di due tipi:

– Dal decente (minimo sindacale) al bello, più o meno in centro, a prezzi spropositati;
– Orride, a prezzi appena appena più bassi.

Oggi ho visto nell’ordine: un sedicente attico sul naviglio pavese (era praticamente a Rozzano) con terrazzo splendido incongruentemente affacciato sulla ferrovia (“Ma sa, di treni ne passano 4 al giorno”. Ah beh, allora…); una casa di ringhiera che a me piacciono tanto perché fanno Albero degli zoccoli ma il mio compagno prenderebbe il napalm che è avanzato per bruciare la periferia e completerebbe l’opera; un appartamento zona Medaglie d’Oro che non si capiva dove fossero finiti tutti quei metri quadri decantati dal venditore visto che aveva una serie di stanze lunghe e strette tipo corridoi (“Ma sono commerciali o calpestabili?” faccio io, dimostrando che ho studiato. “Commerciali, con 1/3 del terrazzo, una parte di scala, 1/25 dei muri e metà cantina misurata saltando su un piede solo…”, insomma a calcolare quanto fosse piccola quella casa mi è venuto un mal di testa che neanche il triangolo di Tartaglia e le equazioni risolubili mediante artifizio).

Ma soprattutto ho subito una sfilza di giacche verde marcio, cravatte bordeaux lucido, camicie in fantasie improbabili e occhiali da sole da telefilm poliziesco anni 70. Qualcuno vuole dire agli agenti immobiliari di vestirsi in modo più consono, per favore, che là fuori ci sono persone sensibili?
E domani si ricomincia.

A proposito. Cerco casa. A Milano. Ne avete una che vi avanza? Un amico la vende? La nonna molla tutto e si trasferisce a Bordighera? Fatemi sapere.

20 thoughts on “Casa dolce casa?

  1. Ahimè, ti capisco… io sto cercando a Roma. In affitto. Almeno per il momento. Anche perché vorrei evitare l’umiliazione di uscire dalla banca con mezza filiale che si sganascia dalle risate di fronte al contratto a progetto che dovrei presentare con la richiesta del mutuo. Vorrei avere un’anziana prozia che mi lascia un microappartamentino all’interno del Gra. Ovunque. E invece, domani vado a vedere un appartamento con sospetto, perché l’affitto è troppo basso: ci sarà l’inganno. Spero di evitare la giacca verde marcio.

  2. noi abbiamo una casettina in campagna è vero che ci separano dal lavoro 20 km andare e altrettanti al ritorno, ma il posto è impagabile primo perchè ci siamo nati li … e quindi è il più bel posto del mondo, secondo perchè la vita scorre ancora con i ritmi “di una volta” ….. non saremo tanto mondani, ma abbiamo il ritorno in salute:)
    Per quello che riguarda i venditori, si credo che li stampino in una fabbrica tanto sono uguali ovunque… cravatte oscene….. camici improponibili e gli occhiali da sole……..
    buona fortuna Bli

  3. mi sembra di leggere la mia storia…anche perchè credo che cerchiamo in zone simili (quelle dove comprare è praticamente impossibile, a meno che non si abbiano quei 400.000 euro in più, troppo pesanti da tenere nella borsetta).
    Coraggio, ce la possiamo fare.

  4. oddio, non so se esser contento che te ne vai dal “paese delle nebbie eterne” o no…
    ma pensandoci bene sì, sono contento! magari trovar casa sarà uno sbattimento senza pari (lo dico solo per confortarti, sia chiaro) ma andare un po’ più in centro non è cosa da poco!
    un bacione,
    beppe

  5. spikette: terribile l’appartamento con inganno. Quello che ha una tale incongruenza fra descrizione e prezzo da farti sospettare le cose peggiori. E mi spiace deluderti: la giacca verde marcio, prima o poi, incontrerà i tuoi passi.
    Luca: ma sai io non ho niente contro i piccoli centri, anzi…Odio solo questa periferia né carne né pesce, dove non sei in città ma neppure in “campagna” e devi prendere l’auto anche per comprare mezzo litro di latte…Grazie per il “buona fortuna”, mi sa che ne avrò bisogno!
    Live80s: esatto! Mi sa che un giorno di questi ci incontreremo durante la caccia!

  6. Beppe: grazie per il conforto: tra poco addio alle nebbie di Avalon! E poi tu di case te ne intendi: mica hai sottomano una “casa del matto” da farmi vedere? ;-)

  7. sotto casa mia (zona esselunga rubattino mediaworld) ci sono sempre mazzi di cartelli. però è periferia…

  8. Sei il mio esatto contrario, vivo la periferia milanese da 23 anni, e mai e poi mai andrei a vivere in centro….
    ;)

  9. Dopo aver fatto una decina di traslochi in sette anni, non stupirti se ti compiango. Oltre tutto, essendo di roma, sono assolutamente inutile alla causa.
    Magari nella prossima vita?

  10. Se, dopo le due doverose operazioni di pulizia urbanistica, vi avanza un po’ di napalm ne avrei bisogno per bruciare la periferia dove non sono nata (belìn io sono di Carignano…) e dove sono finita a vivere per “amore”, dopo aver inutilmente cercato casa in centro…

  11. Fiodor: ma no, restatene a Roma anche nella prossima vita, che si sta meglio!
    serpe: questa è una bella sfiga, nascere a Carignano e finire nella periferia genovese! Ma fai il paio con me che sono passata da Notting Hill all’hinterland milanese, dai. Coraggio. E’ che noi donne siamo ancora le uniche a spostarci per amore, purtroppo.

  12. Se ti sente Fabs dire che sono solo le donne a spostarsi per amore e mollar Cavallino e patria…;-*

  13. LUCA: 20 km ad andre e 20 a tornare ti sembrano tanti?
    a milano sono pochi, io abito nel primo hinterland e lavoro a milano e sto ho 16 km tra casa e lavoro.
    se potessi farne 20 e stare in campagna be io ci farei la firma a VITA .
    20 km nonson nulla. :)

  14. Accanto a casa mia (detto bucolocale o soffitta per capirci) ne vendono una, ma non so il prezzo, centro è centro… pero’ io punterei sui navigli: l’unica zona bella di Milano. Si lo so che i prezzi sono esorbiatanti, pero’ almeno esci e respiri un’aria non troppo milanese, poi compri mica sei in affitto…
    Magari nella prox vita l’editoria si sposta a Roma e possiamo andare a vivere a Trastevere o Ostiense?o magari in questa cambiamo lavoro, o magari ci assumono all’Espresso o magari la smetto di sognare e mi rassegno?

    Per la casa forza e coraggio: le giacchette verdi sono appena cominciate, con calma troverai la casa con la ringhiera e terrazzo in cui Luna farà grandi dormite.

  15. Mi dicono che le aste giudiziarie permettano di avere belle case a prezzi accettabili.

  16. Io ho trovato uno dei pochi uomini che si spostano x amore… ma ha preteso la casa in Brianza, vietandomi Milano. Come dire, un favore a ciascuno non ammazza nessuno. Però devo dirti che quando ho visto l’ammontare mensile del mutuo x il nostro trilocale brianzoeu mi sono ricreduta sulle mie possibilità di acquisto a Milano. E mi sono rassegnata ai miei 35km quotidiani “innanz e indree” x raggiungere il grande mondo dell’editoria.

  17. Placida: vero! Tu hai trovato uno dei rari esemplari di uomo mobile!
    Sara: Luna, in effetti, è preoccupata: ha paura di perdere i due grandi balconi che ama tanto!
    Piero: sì, ma spesso le case non puoi vederle prima e sono sventrate :-(
    Aranel: Milano è spropositata, vero, ma è l’unica possibilità che prenderei in considerazione

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