Childfree o madri martiri?

Miranda: Today’s the babynurse’s last day. From now on you’ll have to book me a year in advance.

Carrie: Wow, you’re like Nobu.

(Sex and the City)

Riflettori (di nuovo) puntati sul “movimento” childfree. Ossia, tutte quelle donne che, senza problemi di fertilità, scelgono consapevolmente di non avere figli. Non è una novità, visto che negli Usa se ne parla da un po’, e negli anni 90 già erano una tendenza i Dink, Dual Income, No Kids.
Ma una recente ricerca (riportata dalla Bbc) ha dato nuova forza a queste donne che sono ormai (quasi) libere di dire “no, grazie”, senza sentirsi additare come mostri.

Esistono anche un’associazione UK e una mondiale che spiegano tra l’altro la sottile distinzione linguistica: non child – less, suffisso che indica privazione e quindi una scelta imposta dalla natura o dalle circostanze, ma child – free, liberamente e consapevolmente.

A me non può che fare piacere, visto che non ho figli, non dico che non ne avrò mai, ma anche se così dovesse essere, non sarà un dramma.
Ma soprattutto voglio che una scelta personale di vita non venga mai più stigmatizzata, additata, vivisezionata.
Credo non sia più da dimostrare a nessuno che la vita di una donna (e di una coppia) possa essere ricca, allegra e piena di senso anche senza figli.

Poi.

Poi c’è il problema della madri.

Non so se sono io, ma a me sembra che le madri di oggi abbiano perso un po’ il senso delle proporzioni. Non per fare della sociologia spicciola, ma mi chiedo quando è successo che la maternità è diventata dramma. E non parlo, ci mancherebbe, dei casi estremi di violenze sui figli, ma della semplice organizzazione quotidiana.
Le madri come la mia, che mi ha avuto nel 1972, e quelle delle mie amichette di allora, erano totalmente diverse.
Oggi verrebbero tacciate di menefreghismo, freddezza, noncuranza, non so. Ci hanno fatto crescere un po’ come un seme in un prato, che lo butti e poi vedi cosa viene su. Sicuramente un libro di self help direbbe che stanno irrimediabilmente minando l’autostima del bambino con un comportamento anaffettivo.
Però loro hanno fatto i figli e hanno vissuto quasi normalmente, tante hanno anche lavorato, ma decisamente con meno paranoie.

Oggi è impossibile.

I tiranni in pannolini hanno la precedenza su tutto e tutti. Io mi ricordo (tipico segno dell’età, ma devo dirlo) che quando ero piccola, guai a intervenire in una conversazione “fra adulti”. Se c’erano ospiti, zitta e mosca. E alle 21 MASSIMO a letto. Nessuna eccezione prevista.

Invece io mi trovo a cena da amici con i quali è impossibile tenere una parvenza di conversazione perché i bambini strepitano, lanciano oggetti o, meglio, ti si lanciano addosso prendendo la rincorsa dal corridoio.
I genitori? Impassibili.
Tutt’al più un sorrisetto che dovrebbe scatenare l’empatia e invece libera solo i miei istinti omicidi. Reggo sperando che prima o poi li mettano a letto, ma a mezzanotte cedi io: li saluto esausta, con i teneri pupi che ancora urlano e scorrazzano.
In più, le amiche le ho perse definitivamente.
Improvvisamente, ragazze brillanti, piene di interessi, vivaci, si trasformano in monoliti imparlabili, con un unico argomento di conversazione, e zero attrazione per tutto ciò che esula dalla sfera materno-riproduttiva. Compresi i racconti splatter sul parto, ai quali io di solito svengo a metà.
Io capisco, anzi non capisco perché non ho figli, diciamo immagino che sia una cosa sconvolgente, che “il matrimonio non ti cambia la vita ma un figlio si” e tutta la retorica che donne insospettabili riescono a tirare fuori in questi momenti.

Ma c’è proprio bisogno di annullarsi?
Di smettere di vivere fino a che i bambini sono all’università? Di trascurare amici, hobbies, letture, mariti?
E’ una moda? Si deve fare così? La maternità targata XXI secolo implica il sacrificio di sé?
in altre parole, è proprio così necessario che una donna smetta improvvisamente di crescere interiormente, di arricchirsi, di apprendere cose nuove ed essere una persona gradevole e interessante perché ha fatto un figlio?
O sono io che la vedo tragica?

37 thoughts on “Childfree o madri martiri?

  1. Credimi, questo post potrei averlo scritto io! :)
    Classe ’72; dink; circondata da donne che partoriscono (vogliamo parlare di episiotomia, ragadi, depressione post partum? sono preparatissima…).
    Io credo che una parte del problema sia che i nostri genitori non hanno fatto i genitori perchè dovevano lavorare (tanto c’erano i loro genitori, che ci pensavano… io sono cresciuta con le nonne) e ora si rifiutano di fare i nonni (che vuoi, dopo una vita passata a lavorare, sistemati i figli, mica si possono mettere a fare i baby sitter… i miei suoceri vanno 3 volte l’anno a New York, sono fuori tutti i fine settimana, ancora lavorano, ti pare che possono tenere un mio eventale pargolo?). E noi ci dobbiamo organizzare…

  2. Uhm…ho sempre un po’ di perplessità di fronte a un “identificato” gruppo di persone che per rimarcare la propria scelta di vita (religiosa, politica, sessuale e parentale) debbano costituirsi in associazioni o club, per poi scendere in piazza con bandiere e slogan. Insomma, penso che ognuno debba limitare a sé stessi le proprie scelte. Il movimento childfree più che una rivendicazione delle proprie scelte, sembra la solita ricerca di giustificazione di una scelta. Comunque, bella la battuta di Carrie.

  3. come dici tu non hai bisogno di giustificare con nessuno la tua scelta;benissimo,devi accettare che avere un figlio è invece qualcosa un pò più complesso e forse le paranoie fanno parte della nostra vita, sia di chi ha figli e non capisce chi li ha e sia dall’altra parte chi concepisce una donna senza figli come una donna senza futuro.
    La vita è abbastanza difficile con e senza figli, ma non piace neanche a me chi si piange addosso in tutti e due i casi

  4. Andrea, sono certa ch eun figlio si aqualcosa di più complesso. Ma io mi chiedevo soprattutto se, come sembra a me, oggi essere madri (allargando, essere genitore) non sia troppo complicato rispetto alle generazioni precedenti. Mi dà l’idea che le nostre madri vivessero la maternità in modo molto più easy, mentre oggi sembra un “dramma” che non lascia altro spazio al resto della vita.

  5. Sono d’accordo con Barbara, un tempo i figli si facevano e basta, senza troppi drammi, naturalmente con tutti i pro e i contro! Oggi si hanno maggiori conoscenze sulla psicologia infantile, ma questo, invece di aiutarci a crescere dei figli, ci mette in uno stato di ansia: “Ecco se faccio così che ripercussioni ci saranno sul suo carattere??” Il risultato è di crescere dei piccoli tiranni. Almeno, questo è quello che vedo intorno a me e anch’io mi sono ritrovata in situazioni dove un bambino catalizza su di sè l’attenzione di 10 adulti che magari avrebbero voglia di conversare di tutt’altro! Questo, per me che già non sono molto convinta, mette dei freni notevoli alla mia “voglia di maternità”… anche perché so che mi farei amorevolmente tiranneggiare ;-)

  6. io x ora non ho figli (se verranno bene, senno’ amen) ma sono una di quelle convinte che “il matrimonio non ti cambia (troppo) la vita ma un figlio si”, almeno in base alle esperienze che vedo in giro. Le mamme del ’72 mi sembravano senz’altro meno isteriche, ma anche molto più rigide. Regole base, poche, ma da rispettare. E mi sembravano efficaci nel migliorare la vita di grandi e piccoli. Non ho mai visto in giro tanti bambini isterici (e infelici) come adesso.

  7. Paura di prendersi responsabilità e terrore di non essere all’altezza di educare e crescere figli. Questo è quello che avete.
    Siete semplicemente una massa di vigliacche senza amore nè per voi nè per il futuro del vostro popolo.
    Godetevi pure il vostro individualismo e il vostro egoismo, pagherete tutto col tempo.

  8. Pazienza, Iron, pagheremo caro, pagheremo tutto. Meglio noi che un innocente che si trovi ad avere come madre una vigliacca irresponsabile. O no?
    Per quanto riguarda il futuro del mio popolo, lo vedo già abbastanza nero anche senza altre bocche da sfamare.

  9. Ciao a tutte, io sono Marinella, ho solo 15 anni e frequento, anzi … frequentavo, poiché mi sono dovuta purtroppo ritirare per problemi alla vista, il V ginnasio (speriamo bene per il prossimo anno). Forse non interesserà a nessuno il punto di vista di una stupida adolescente, per giunta priva di esperienze pratiche di vita, soprattutto nel mondo del lavoro. Mi consola il fatto che, leggendo il post prima del mio, vedo che c’è chi ha meno idee delle mie ed anche notevolmente confuse e paranoiche. Premetto d’essere una “voce fuori dal coro”, non esibisco mutande, non vado in giro con pantaloni sotto il sedere, non anelo a diventare un poster vivente attraverso tatuaggi o piercings stile bovide. Odio i motorini e detesto le discoteche. Con il cellulare ho un giusto rapporto limitato solo ed esclusivamente ad un uso di emergenza. Gli sms, a meno di un uso telegrafico d’urgenza, li trovo demenziali. Non mi si deve parlare di alcool e di droghe. Amo la musica classica. Dico tutto questo perché sono orgogliosa del mio ruolo di “emarginata” che vivo ruotando il tutto di 180°, ovvero, emargino io i miei coetanei e, in tal modo, un pochino potrete sapere chi è a scrivere. Voi vivete il problema della maternità, o propabile maternità, dalla parte soggettiva. Io lo vivo ancora come complemento oggetto. Su quelli della mia età, ancora ricadono certe paure che affliggono le vostre decisioni, le vostre incertezze. Per fortuna ho avuto dei genitori, soprattutto mio padre, senza tante paure, senza titubanze o remore d’alcun genere. Per mia fortuna, se ne fregò, al momento giusto, delle varie tendenze psico-pedagogiche, dandomi qualche ceffone quando me lo meritavo e … non mi stancherò mai di ringraziarlo. Non mi ha mai fatta sentire sola, e ancora oggi è il mio miglior amico e confidente in assoluto. So che, anche se qualche volta potrò deluderlo, lui non deluderà mai me. Questa è la vera sicurezza che un genitore può dare ad un figlio. Ma vedo un mondo ben diverso attraverso gli occhi allucinati dei miei compagni. Adolescenti che vivono un mondo di paure, terrorizzati da chi è “diverso”, cresciuti nel più totale abbandono, anche se i genitori sono convinti del contrario. Genitori che hanno saputo interpretare il loro ruolo, con mani in terra e piedi per aria! E loro, i miei compagni, lo avvertono per istinto, comprendendo d’essere soli. Io credo, per concludere, che esistono ed esisteranno sempre tante belle teorie, su come educare dei figli, ma all’amore per essi, non si possono contrapporre teorie. Ognuno di noi, poiché per solidarietà mi ci metto anch’io, gradirebbe meno soldi in tasca e molto più amore, molta più presenza da parte di chi dovrebbe costituire l’unico vero punto fermo della nostra piccola vita. E nel vero amore per i propri figli, non c’è spazio per una mera giustificazione ad oltranza, qualunque cretinata questi possano fare! Credo che una vera e meravigliosa mamma, sia quella che si lascia portare dal proprio istinto, senza correre dietro a ridicole teorie che cambiano come l’acqua che scorre in un ruscello. In noi, i traumi, nascono nel momento stesso che voi ne scoprite l’impropabile esistenza. Mi scuso per aver disturbato, esprimendo una mia piccola ed acerba idea. Spero non me ne vogliate.

  10. Ciao Marinella,
    nessun disturbo anzi. Ce ne fossero 15enni così…Forse anche noi paranoiche non-madri ci decideremmo finalmente a saltare il fosso.

  11. Scusate se non ho potuto, per motivi di tempo, completare le mia stupida idea. Tutto quello che posso sapere sull’argomento è limitato al ristretto ambito familiare, il resto e semplice osservazione superficiale di realtà forse troppo complesse per una quindicenne. Ma a parte questo, posso solo dire che mio padre, partito con il fermo proposito di non avere mai figli, oggi mi ripete sempre di aver appreso moltissimo da me! Vi rendete conto? Da me! E si riferisce anche alla mia primissima infanzia! Ma forse è vero, a saper ben guardare, s’impara sempre e ovunque. Ovvio, anzi, lapalissiano che anche io abbia naturalmente appreso tutto da lui. Insomma, anche un inveterato “childfree”, alla fine si dichiara entusiasta di quella che per lui è diventata l’avventura più bella ed emozionante del mondo. Mi dice sempre che veder crescere un essere umano è una sensazione talmente bella da essere irripetibile ed unica. E così è riuscito a farmi sentire: irripetibile ed unica! Come ogni essere umano è, al di là d’ogni assurdo tentativo di stolta omologazione. Tutto questo, credo, sia molto importante per chi deve affrontare una crescita fisica e mentale, costituendo la base essenziale, non già dell’accettazione di se stessi, poiché “accettazione” è comunque un’espressione negativa in sé e per sé, bensì della presa di coscienza di ciò che siamo, con tutti i nostri limiti. Però, anche lui resta convinto che la maggior parte dei genitori, non sarebbero mai dovuti diventare tali. Avere figli sembrerebbe essere “la più emozionante delle avventure”, ma proprio perché tale, cioè un’ “avventura”, è bene essere perfettamente coscienti di quello che si sta facendo. Un figlio non chiede di venire al mondo, per cui, non ha doveri, ma solo diritti. Mio padre mi ricorda sempre che, noi figli, siamo i soli a non dover mai dire grazie ai nostri genitori, proprio perché non abbiamo chiesto noi di venire al mondo, e gli unici veri doveri che abbiamo, sono solo verso noi stessi. Quindi, sono convinta, pur avvertendo in me un fortissimo istinto materno, che sia molto saggio ponderare perfettamente cosa si sta facendo, senza mai lasciare al caso la nascita di un essere umano. Nell’indecisione, è meglio adottare un cagnolino! Almeno, se ti stanca, puoi lasciarlo in giardino! Un bambino deve poter crescere in simbiosi con i propri genitori, con una ben specifica figura maschile ed una femminile, insostituibili entrambe. Un bambino ha estremo bisogno di solidità e concretezze, ma soprattutto: certezze! Certezze affettive più di quelle economiche. Certo, se si è alla fame, sarebbe meglio evitare gravidanze inopportune, no? La religione è di contrario avviso? Perfetto, partorite e poi portate il bebé al Papa! Scusate ancora e buona domenica!

  12. Penso di essere giunta ad adorare colei che ha aperto questo post: dopo tanto tempo mi sono sentita capita e compresa al 100%.

    Anche io sono una di quelle donne che ha scelto di non aver figli, causa problemi pregressi che non vi riguardano. Diciamo che è molto meglio che di bambini non ne abbia; nonostante la mia sia una scelta personale che non coinvolge anima viva eccetto me stessa e mio marito, mi ritrovo la gente che mi guarda con gli occhi a palla quando ne parlo e mi sono pure sentita dare della pazza da una persona cosiddetta adulta, rispettosa e responsabile.
    A parte ciò: anche io ho avuto, fortissima, la sensazione che le mamme di adesso stiano perdendo un po’ il contatto con la realtà, ed anche io sto subendo i messaggi SMS (ora la evito come la peste bubbonica) della mia amica, laureata al massimo dei voti, ora autodeclassatasi a cerebrolesa con il paraocchi:

    il mio tesorino è andata dal parrucchiere.

    La prossima volta scrivo anche io quando vado dal parrucchiere a farmi la tinta.

    La mia cucciola ha la colichina.

    Ok, al mio prossimo attacco di dissenteria ti messaggio.

    Ho comprato le scarpine per la mia piccolina.

    Ed io ho svaligiato i negozi del centro in occasione dei saldi.

    La mia pupetta ha preso un chilo.

    Accidenti, anche io (sequela di parolacce censurata).

    Provate a pensare, trasportate nel mondo degli adulti, quanto queste informazioni risultino banali.

    Anche io sto perdendo le mie amiche e vi dico che è doloroso, ma cosa posso dire ad una donna che vede solo suo figlio come il centro dell’universo tutto e, quel che è peggio, si aspetta che voi facciate lo stesso? Non parlano d’altro ed io stento a riconoscere in quella donnetta la mia compagna di tanti anni di amicizia. Cosa può dare lei a me, a questo punto, e cosa posso dare io a lei?

    Su questo argomento, le ipocrisie si sprecano: cena aziendale con i colleghi di mio marito e tutti ad ammirare il figlioletto di uno dei responsabili. Era incredibilmente grasso e bruttino, povera gioia, ma tutti a gridare al miracolo. Sarò perfida, ma gli occhi non mentono. Mi chiedo: “Perché si dicono queste bugie? In nome di cosa?”

    E’ vero che le nostre mamme (io sono del 1970) erano molto, molto più easy e, come detto sopra, e davano poche regole ma chiare. Sono andata al ristorante e mi sono ridotta i padiglioni auricolari al triplo della dimensione ordinaria causa tre bambini strillanti con la mamma che li guardava intenerita mentre gli altri avventori avevano seri problemi ai timpani a loro volta. Al primo urlo, la mamma mia mi avrebbe tirato una centra da farmi fare il giro del locale sul didietro… Non è che permettendo a questi bambini l’anarchia gli si voglia più bene, almeno, non credo.

    Il fatto è che una che non desidera bambini NON è che sia una donna degenere, una pessima persona o, come qualche illuminata mente afferma, una egoista. Mi sembrava fosse un uomo, a parlare, o sbaglio? La scelta di non avere figli è comunque una decisione sofferta che vedi sempre contestata, vieni proprio messa in discussione come donna. E’ per questo che le minoranze si mettono assieme: per sentirsi spalleggiate nella loro scelta controcorrente che, vi assicuro, non è facile, ma io non posso mettere al mondo un bambino che non desidero solo perché vorrei essere lasciata in pace.

    Nell’immaginario collettivo, la gravidanza è un periodo magico e stupendo durante il quale la donna porta avanti la creazione di una vita circondata dagli affetti e in stato nirvanico. Detto così, è molto romantico, ma pensate ad emorroidi, dermatiti potenti, digestioni difficoltose, vomito, stitichezza, smagliature e vari problemi. Non è questa la molla che mi ha fatto dire no (avendo desiderato un figlio, non credo mi avrebbe fermato), ma posso capire che non sia entusiasmante e che dalla nuvoletta rosa del “che bello, che bello”, la futura mamma precipiti presto e si senta un pelino disorientata.

    Ci sono in giro mamme talmente stordite, talmente poco attente e superficiali che mi viene da dire: “Tesoro caro, forse sarebbe stato meglio lasciar perdere.” Ricordiamoci che i bambini non sono giocattolini di pezza e che è semplicemente immorale mettere al mondo un figlio se non si è in grado di offrirgli quell’affetto e quell’attenzione che richiede.

    Una mia amica, educatrice in un nido, di queste persone ne vede più di quanto possa sopportare. Pensiamoci, per favore, prima di puntare il dito.

    Pensate che ci sono i mutui, i lavori precari, gli errori commessi nella scelta del compagno (perché no, succede…), le malattie ereditarie, i problemi in casa, di lavoro, logistici ed in considerazione di questo, abbassate l’indice per favore, poi prendete uno specchio e guardatevi in faccia.

    Grazie

    Anna

  13. Beh, io non potevo mai fare niente da piccolo. Non fare rumore, non correre, non uscire, non sudare, non giocare a pallone etc. Rapporto con i genitori? Zero assoluto. Ho chiesto il perche’ e mi hanno risposto che a scuola mi insegnavano quel che serviva e che loro non sapevano cosa dirmi. Nessun valore vissuto, niente solidarieta’ o attenziona al sociale. Un ciclo immutabile lavoro-mangio-guardoTV-dormo. Siamo andati avanti cosi’ per anni e anni, io che non avevo punti di riferimento e loro che non sapevano che fare. Inutile trovare punti di riferimento nei coetanei, erano una massa di idioti pure loro. Mia madre e’ possessiva, non so che farebbe per non farmi andare con un’altra donna. Io sono suo, sua proprieta’. E’ questo il suo modo di ‘amare’. Ma appena faccio qualcosa che non approva, le critiche piovono e diluviano. Morale: ritengo di avere una personalita’ debole e di essere un po’ nevrotico. Mi riesce difficile provare sentimenti genuini (tipo amare un’altra persona) e sono un solitario. E la mamma ancora mi telefona per chiedermi quando torno a casa etc. Credo di essere fortunato a non essere diventato frocio, vista questa situazione. Ma perche’ le mamme non capiscono che il figlio non e’ un animale domestico e non gli insegnano a vivere anziche’ minargli la psiche? Che imparino dalle gatte, cazzo!

  14. @ Ma sono io che adoro te! Non posso che essere d’accordo al 100%. E’ ASSOLUTAMENTE così (amiche lobotomizzate, urli la ristorante ed emorrooidi in gravidanza comprese). E per quanto riguarda la tua amica al nido, la mia migliore amica è maestra elementare, e dice le stesse cose.

    @Fiorenzo molto interessante il tuo punto di vista di “figlio che non è un animale domestico”. E di madre italica opprimente. Se sei solo “un po’” nevrotico, vuol dire che la tua personalità non è affatto debole, anzi. E per quanto riguarda imparare dalle gatte, condivido.

  15. Ma allora ci sono alcuni/e childfree anche in Italia. Anch’io per motivi di storia familiare non ho nessuna voglia di generare (anche se sono uomo), allevare, accudire, finanziare un mio replicante. Sto bene da solo e gia’ io ho mille esigenze e mille cose a cui pensare.
    Sono del ’73 e riguardo alle nostre mamme devo dire che effettivamente noi siamo molto meno viziati dei neonati di oggi.
    Pero’ bisogna anche tenere in considerazione che negli anni 60 70 c’erano delle possibilita’ economiche e lavorative che oggi manco ci sogniamo. Oggi io devo lavorare solo per pagare il mutuo. Se non hai mamma e papa’ che ti comprano l’appartamento, con cosa do da mangiare a mio figlio ?

  16. sono anch’io abbastanza d’accordo con l’articolo iniziale, nonostante la mia esperienza sia un pò diversa. Infatti quest’anno compio 40 anni e dopo pochi mesi se tutto va bene mi nasce il 7° figlio.Tornando all’articolo vedo anch’io queste mamme stressate sucubi dei loro figli e allo sbando nelle scelte educative, con grandi ideali che non si calano nella realtà. Quando le incontro, e ne conosco molto tenendo conto che ognuno dei miei figli ha in media 20 compagni di classe, tutte mi chiedono:” ma tu come fai?” pensando che i problemi che loro hanno per 1 siano moltiplicati per 6. invece ciò non è vero più i figli aumentano i problemi diminuiscono perchè anche noi madri abbiamo un limite all’ansia che viene diviso per il numero dei figli e siccome siamo più stanche fisicamente dobbiamo per forza lasciare che sia arrangino,quindi loro diventano più in gamba e tu poi fidarti sempre di più. Potete immaginare che io non posso fare il taxi per 6 tra sport catechismo, musica, scout ect. quindi ai miei figli ho dato le fotocopie del Tuttocittà e ho sempre sperato che arrivino a destinazione del resto o così o li relegavo in casa o morivo dietro di loro. Un altra cosa che mi aiuta è sempre scegliere mio marito prima di loro (anche se sembrano avere più bisogno i cuccioli di un adulto), questo me lo ha insegnato mia madre che quando da piccoli noi protestavamo perchè andava in cine ogni tanto con mio padre ci rispondeva:” A vent’anni voi andrete via e se io non coltivo la relazione con vostro padre (con cui ho scelto di passare tutta la vita) ci troveremo come due estranei” in quel momento non ero contenta ma ora le sono molto grata.
    Sinceamente io mi sento molto più libera ora rispetto a quando avevo uno o due figli per cui mi sentivo indispensabile, ora vado via da casa anche per alcuni giorni con mio marito lasciando i figli da zii e amici con cui ci aiutiamo a turno ( ciò significa che non raramente a casa mia ci sno anche altri 2 o 3 bambini)
    però capisco anche le ansie delle madri essendoci passata e penso che ciò sia dovuto a una grande ansia da prestazione, ma sopratutto a tanta solitudine, e penso che parlare con altre donne che ci sono passate e venute fuori non possa far loro che bene. ciao. Emanuela

  17. Aiuto! Sono una mamma quasi pentita! Mi è capitata la figlia più
    isterica e allo stesso tempo dolcissima che sia mai esistita. Ti intriga con
    delle frasi di amore totale e poi ti distrugge con scenate isteriche e
    tirannie di tutti i tipi e ovunque si trovi. Avete ragione e per quello che mi riguarda avere figli è l’esperienza
    più impegnativa e allucinante che abbia mai avuto. Avete presente le più
    cruente prove di coraggio degli indiani d’America o di altre
    popolazioni?
    Sono acqua fresca in confronto!!!! Eppure io non sono mai stata una
    mamma inebetita e in adorazione del suo “capolavoro”, anzi già da quando
    aveva pochi mesi non mi sono mai dispensata dallo sgridarla o dal negarle
    eccessive e inutili attenzioni. Si l’ho allattata nove mesi e a
    richiesta per giunta, e forse questo è stato già un errore, ma ha sempre dormito
    in camera sua, mai nel letto con noi, sempre legata nel passeggino o nel
    seggiolino in auto, anche se si inarcava che neanche “L’esorcista”! Mi
    ha sempre fatto tragedie immani per tutto, spesso per strada e a volte ho
    perso le staffe e per non massacrarla di botte spesso ho urlato più di
    lei. Il problema è che a casa bisogna stare attenti perchè i vicini
    sopra e i nonni sotto sentono e giudicano, fuori guai a sfiorare un bambino
    che partono le occhiatacce di tutti e spesso anche brutte frasi (mi è
    capitato in Spagna, era una coppia senza figli che ho “educatamente” invitato a
    non impicciarsi!). Insomma un’esperienza fallimentare, e anch’io sono
    figlia di una generazione (sono del ’67) in cui i genitori erano intoccabili,
    insidacabili e incontestabili. Tra l’altro i miei erano per allora
    anche molto aperti al dialogo e nei limiti abbastanza permissivi. Però guai a
    fiatare all’ora del telegiornale…del tutto uguale ad adesso con mia
    figlia di 5 anni e mezzo: guai a fiatare o a cambiare canale all’ora
    dei suoi cartoni preferiti. Per un po’ cedo poi cerco di farla ragionare,
    poi comincio ad indurire il tono e ad alzare la voce, cerco di impormi ma
    il più delle volte non ci riesco se non urlando più di lei o tirandole
    qualche sonora pizza! E’ un braccio di ferro infinito, a volte ho
    l’impressione che voglia distruggermi, annientarmi così come ancora
    cerca di farlo mia madre dall’alto dei suoi mille impegni… inutile dire che
    anche lei non si degna di fare la nonna e quando è costretta storce il
    naso e poi me la fa pagare tutta appena ne ha l’occasione. Insomma tra
    due
    fuochi, una vera tragedia! Per non parlare dei disturbi fisici legati
    alla gravidanza, di cui alcuni di voi hanno parlato, e che ancora mi porto
    dietro a cominciare da una dermatite che non mi dà tregua e che in sei
    anni mi ha girato tutto il corpo e che è ormai fissa da almeno otto
    mesi dalla vita fino alla punta dei capelli! Dicono che sono troppo agitata
    e stressata! Ma ti credo con una belva del genere dentro casa cos’altro
    si può fare! E’ proprio vero che non si sa mai chi ci si mette in casa!!!
    Se qualcuno conosce un sistema per riuscire a ridimensionare una figlia
    come la mia considerando che:
    – più volte le ho svuotato la sua camera da tutti i giocattoli, una volta anche per un mese (una faticaccia!) e che a lei impassibile non gliene è fregato proprio un accidente;
    – spesso ho usato il sistema del niente più cartoni e anche quello non
    ha funzionato un gran che;
    – le botte non mi piacciono molto anche perchè è bella tosta e il più
    delle volte mi faccio male anch’io! E poi mi sembra che peggiorano la
    sua rabbia per via dell’impotenza che le provocano.
    – non si vergogna di niente e nessun giudizio la tocca. Evidentemente è
    molto sicura di se e anche se le dico cose terribili lei non fa una
    piega, continua a urlare pretendendo ciò che vuole.
    Insomma un disastro! La mia vita è completamente assorbita da lei mio
    malgrado, sto facendo di tutto per sfuggire da questa morsa ma….ma
    c’è anche un legame pazzesco e inscindibile che non penso che le nostre
    madri degli anni settanta abbiano mai provato, un’empatia e un tale
    coinvolgimento come se lei fosse davvero ancora una parte del mio
    stesso corpo, è questa la cosa più difficile da vivere: una parte di sè stessi
    che non risponde ai propri comandi e che impazzita e completamente
    anarchica ci si rivolta contro e cerca di distruggerci. La mia aspirazione
    era di essere una madre autorevole, assolutamente non la “mamma-amica”,
    ma anche una guida per mia figlia e che lei potesse esserlo a sua volta
    per me… ma forse è proprio così perchè la prova che sto affrontando è
    difficile e sicuramente sto già imparando molto…speriamo solo di
    sopravvivere e di riuscire a portarla a termine con un bagaglio in più
    per tutte e due. Scusate se mi sono infilata in uno spazio per child-free
    ma volevo offrirvi un punto di vista diverso da quello delle solite mamme
    stereotipate di cui in effetti è pieno il mondo!
    Grazie!
    Roberta

  18. Ciao sono Juli, ho 27 anni e sono sposata da uno. Sono stata una single convinta per diversi anni, pensavo – e per certi versi lo penso tuttora – di essere un tipo di persona più adatta a stare da sola che in coppia. Ho deciso di sposarmi perchè la persona di cui ero segretamente innamorata da una vita si è improvvisamente dichiarata. Non sapevo cosa mi aspettava: dopo poche settimane dal matrimonio, sono stata travolta da una marea di spropositate aspettative riproduttive da parte del parentado del mio neo marito. Io, cresciuta a pane e Sex and the City e fortunatamente circondata da amiche dotate di una mentalità moderna, civile e indipendente. Io, figlia di genitori che mi hanno allevato all’insegna del “vivi e lascia vivere” e che fin dall’infanzia mi hanno insegnato l’apertura mentale, l’importanza di essere se stessi, la libertà dal conformismo dilagante. Improvvisamente, gente che solo pochi mesi prima sapeva giusto il mio nome,ha iniziato a rivolgersi a me senza chiedersi minimamente chi ero e cosa volevo: ero sposata, dunque istantaneamente obbligata ad interessarmi di cucina e prodotti per la pulizia della casa – da notare che vivo sola da quando ho 18 anni e me la sono sempre cavata senza ammorbare amici e parenti con discorsi da casalinga perfetta – e soprattutto, a sfornare un pargolo quanto prima. Mi sono resa conto che per molta gente – per fortuna non quella che frequentavo io – non è cambiato niente dall’epoca feudale, quando se non figliavi celermente e abbondantemente eri una povera fallita. Io sono libera professionista, se non lavoro semplicemente non guadagno, e mio marito pure. Per me questa non è una scusa per non aver figli, ma mia suocera sta mobilitando le sue conoscenze per trovarmi un “posto fisso”, leggi “un posto dove posso stare a casa in caso di gravidanza e venire pagata lo stesso”; all’inizio a mia insaputa, ora con la mia totale disapprovazione, che però non conta niente. Così come non importa se il mio lavoro mi piace, e che non ho nessuna intenzione di cambiarlo, e che ho progetti per il futuro etc. etc. Io ovviamente cerco di fregarmene, di andare avanti con la mia vita come se niente fosse, di fare le mie scelte in libertà come ho sempre fatto, ma tutte queste pressioni, il fatto che ormai “il bambino” è al centro di mille discorsi come se fosse già nato e cresciuto, il fatto di mettere GIA’ “il bambino” al primo posto in tutte le decisioni: lavoro, macchina, casa…mi fa sentire soffocata e pesantemente non rispettata. Grazie.

  19. July… NON FARLO.
    Non fare un figlio se non lo desideri solo perché ti stressano i tuoi parenti… tuo marito non ha sposato un utero, ha sposato TE.
    Se non è pronto ad accettarti per ciò che sei allora non ti ama e a quel punto il matrimonio non avrebbe più alcun senso.
    Non cadere nel ricatto di questa società bambinocratica e ragiona sempre con la tua testa.
    Come hai visto, il movimento Childfree conta già molte persone qui in Italia (me compresa) per cui non sei sola… sarai sempre appoggiata da persone simili a te capaci di capirti in pieno.
    Buona fortuna! ^_^

  20. Per caso, visto che c’era il rimando sull’ultimo post mi sono letta questo post vecchio e che dire, Blimunda ti adoro. Condivido TUTTO

  21. (scusa ho la gatta sul mouse e mi ha fatto dare invio involontariamente) volevo dire che condivido tutto quello che hai scritto. Sono d’accordo con te su ogni punto e io che figli non ne ho e se li avessi avuti penso sarei stata un po’ severa, sono arrivata a non poter frequentare amici con figli perché sono un incubo e anche in famiglia con 4 nipoti mica è facile. A me se Luca di sette anni mangia con le mani dal suo piatto (“poverino è piccolo”) mi fa schifo ma tollero, se usa le mani per servirsi dal piatto di portata mi incazzo, ma sua mamma mi fulmina. Idem se Luca interrompe sempre mentre si parla, alla terza interruzione gli dico “adesso basta, aspetti il tuo turno”, la sua mamma mi fulmina ancora di più, ma devo dire che fra noi non c’è grande feeling. Tanto per dire, questo è nulla, vedessi il resto! Comunque ancora brava sono con te e ora che hai Blimundina mantieni saldi i tuoi principi. Baci

  22. sono d’accordo con Marina che quando tova che i figli degli altri disturbino e nessuno gli insegna la buona educazione gliela insegno io. Una volta mi facevo mille problemi perchè mi sembrava di interferire, ma quando son i bimbi che interferiscono tra gli adulti è meglio che qualcuno glielo spieghi , possibilmente con bel modo, ma anche con fermezza. ricordo un figlio di una mia amica che mancava molto di rispetto a sua madre (in modo per me intollerabile), io l’ho avvisato e gli ho detto che non si permetesse più di farlo davanti a me sennò si sarebbe preso una sberla. dopo pochi minuti ci è cascato di nuovo, e si è preso lo schiaffone promesso. da quella volta, con me, si è comportato benissimo.
    Provo a rispondere anche a Roberta: secondo me sta bimba ti provoca. Mi spiego, vuole provare/saggiare il tuo amore per lei, vuole vedere se ti stufi di lei in casi estremi; se pensi che possa essere così, non vacillare sii sicura dell’amore che provate per lei, non dubitate di essere i genitori migliori che potevano capitarle e abbiate pazienza, prima o poi ( potrebbero volerci molti anni) non dubiterà più del vostro amore e si calmerà. Se è giusta la mia analisi, sono bambini che fanno crescere molto i loro genitori a differenza di quelli più accondiscendenti. ciao. Emanuela

  23. Che schifo. Ma a che serve fare 7 figli ?
    Per creare gente scontenta ?

  24. E poi ci sono anche gli uomini childfree ?
    Ma che i figli li fate solo voi donne ?
    A parte il discorso sperma o non sperma, ma chi è che lavora quando le mamme diventano casalinghe = 3 bocche da sfamare con un solo stipendio ?

  25. Blimunda, ti prego! Ogni tanto rileggi questi magnifici post su come NON si educano i bebé e su come NON ci si riduce.
    Ti prego, fallo per me, fallo per noi che, essendo senza figli, ancora abbiamo l’illusione che riusciremo a non parlare solo di cacchine e di colichine. Che riusciremo a non annullarci completamente!
    Salvaci tuuuuuu che sei avanti di un passo, per ora!

  26. La.Stefi: guarda, me li rileggo tutte le sere come un mantra. Perché, ora che ci sono in mezzo lo posso dire, il pericolo di rincoglionirsi e davvero dietro l’angolo!

  27. Brava! Brava! Ce la farai! Ce la devi fare, per tutte noi :-)))

    Eh eh eh!

    Già hai fatto la fuga in Costa Azzurra. Questo promette bene!

    Ciao!

  28. Ciao a tutte (e a tutti),
    Prima di tutto complimenti per il blog che trovo stupendo, anche se è poco che ci bazzico.Non sono riuscita a trattenermi dall’esperimere la massima simpatia e affetto per tutte quelle donne sensate (con figli e non) che amano la vita anche quando non vuol solo dire dare la vita, ma anche godersi la propria, quella che si condivide col proprio compagno, e con tutti quelli che ci amano.
    io non ho figli per il momento,sono sposata da un anno e mezzo con un uomo stupendo e per il momento non abbiamo nessuna voglia di avere bimbi, stiamo benissimo così, ce la spassiamo un mondo, e non solo fcendo vita mondana, ma anche stando a casa a guardare un DVD.
    Tutto ciò pr dire che anche chi i bambini non li desidera, in via defnitiva o momentanea, non è un mostro, trovo molto peggio chi li fa solo per clichè o perchè i parenti si fanno pressanti!Un abbraccio a tutte, siete un pezzo avanti!

  29. Ma ci aggiorni sui tuoi comportamenti mammeschi? Voglio dire: sei riuscita ad evitare queste cose o no? Mi interessa molto capire quanto ci si possa riuscire per carattere e quanto invece si venga tirati dentro nel vortice!
    Rassicurami, dài!

  30. ecco, questo post mi piace. neanche io pensavo di avere figli, e invece sono qui che scrivo con il seggiolone posteggiato di fianco :-)
    però le cose che hai scritto le condivido talmente tanto che voglio tenere queste considerazioni nei bookmark e poi tornare a leggerle tra un po’. per non dimenticarmi di me stessa.

  31. la.stefi: molte cose le ho evitate, per carattere e per buon senso. Esco spesso da sola o solo in coppia; ho mantenuto le amiche senza figli (salvezza delle madri!), lavoro, scappo per qualche weekend diciamo “romantico”, ho programmato una settimana di vacanza senza la cucciola, cerco di parlare di tutto e non solo di cacche e pannolini. L abimba da quando ha 4 mesi dorme da sola nel suo letitno: letto matrimoniale bandito. Altre cose mi hanno preso: sono stata un weekend da sola a Roma e ho anticipato il treno per tornare prima, sono un po’ fissata con la’0limentazione (zero conservanti, cucino tutto io) e devo tenere a bada l’ansia. ma insomma, dai: credevo peggio!
    Estrellita: mai dimenticarsi di sé stesse. E grazie!

  32. Bene! L’essere fissata con l’alimentazione … non è una fissazione, per come me la racconti! Anche io odio i conservanti e controllo le etichette, perciò mi sembra normale farlo con un bambino. L’anticipare il treno mi sembra una cosa normalissima e non da madre fissata.
    Il resto: spero di fare così anche io, anche se non sono abituata a fare week end in giro perché non mi piacciono.
    Ti affidi ai nonni o hai una baby sitter di fiducia? Io non so se mi fiderei a lasciare per n giorni un figlio a una baby sitter (all’inizio, almeno).
    Grazie!

  33. E cosa succede quando oltre che childrenfree sei anche lesbica? Ho sempre saputo che non mi sarei mai sposata né che avrei avuto figli, e gli uomini, a parte qualche attore mi hanno sempre lasciata indifferente se non schifata (e periodicamente devo lottare contro le loro avances anche se non faccio nulla ovviamente per attrarli) e quando ho scoperto di essere gay mi sono detta è fatta, gravidanze indesiderate e pannolini addio per sempre!
    Peccato che l’ultimo trend per le donne gay sia il volere un figlio a tutti costi. Per carità, non voglio buttarmi in una discussione sull’omogenitorialità (con tutti gli etero che non dovrebbero fare figli, ci sono senz’altro degli omosessuali che sarebbero ottimi genitori!), ma possibile che mi debba sentir dare dell’omofoba interiorizzata perché dico che non voglio figli? Né tanto meno voglio crescere i figli di un’altra donna, grazie non fa per me.
    Morale, è uno dei motivi per cui me ne sto da sola…

  34. Elena,
    penso semplicemente che per la maggior parte delle persone non sia normale chi non vuole figli e perciò criticano. Indipendentemente dall’essere omosessuali, eterosessuali, sposati o meno.
    Purtroppo c’è gente che non sa accettare che qualcuno abbia una vita interessante anche senza riprodursi. Mah!

  35. Eh già!!!e l’aspetto ancora più paradossale è che oltre a non accetare che uno possa vivere benissimo anche senza figli, e senza sentirne il bisogno, quelli che di figli ne hanno, a volte li fanno facendoli poi pesare a chiunque altro abbia la fortuna di incrociare la loro strada!Esempio recente: ieri ero ad un matrimonio dove almeno 8 coppie di invitati hano portato i pargoli da 0 a 3 anni ritenendo del tutto normale che i suddetti pargoli venissero lasciati liberi di scorazzare ovunque, di rovesciare sedie e sporcare i vestiti di tutti.Quando mi sono permessa di far presente ad una mamma che suo figlio stava stava tirando la terra sul vestito della sposa e su tutti gli astanti, mi ha risposto: “che vuoi, sono così pieni di vivacità, eh si vede che non hai figli…”

  36. Ciao, sono Chiara, ho 31 anni, e sia io che mio marito siamo childfree convinti. E’ anche per questo che non abbiamo molte amicizie: se ci fate caso, uscendo, ci sono pochissime persone sui 30 senza bambini, il resto li hanno tutti, o sono molto più piccoli o molto + grandi di noi. Pazienza; io non mi faccio problemi a dire, a chi me lo chiede, che figli non ne viglio perchè voglio essere libera, e mio marito lo stesso. Usiamo sia la pillola che il preservativo, e se un domani questa mi dovesse dare problemi, mio marito vuol farsi sterilizzare; non ci fidiamo di un metodo solo. Per ora non ho avuto problemi, anzi, mi sono liberata dai brufoli! Credo che nessuno debba essere convinto a fare nulla, ma che ognuno debba scegliere in totale libertà, e che ci dovrebbero essere + mamme come Roberta e Blimunda che dicono le cose come stanno e non giudicano. Grazie! Fossero tutte come voi!!!!

  37. Sono totalemnte e pienamente con voi. Vi amo. vi voglio tutte come amiche.

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