Copriti, Giovanna

Loredana Lipperini lancia l’idea di un osservatorio dove segnalare servizi tv, articoli, libri che perpetuano gli stereotipi più odiosi sulle donne. Che siano la mercificazione del corpo o il relegarle a una vita di casalinga eccitata perché i fornelli brillano.
Ne parliamo fra Sorelle; in molte siamo d’accordo, pur con sfumature e accenti diversi. Non ci sono nuances e distinguo, invece, per bollare subito lo spot più vergognoso; avete presente la Giovanna camerierina in calze autoreggenti che dipinge il cancello, mentre sotto il padrone di casa sbava?
Ecco, a parte che tra inquadrature e colonna sonora sembra un trailer di un film porno, tagliato giusto quell’attimo prima che scatti l’ormone impazzito e i protagonisti si mettano a farne di ogni, è talmente paternalista, osceno, stupido e volgare che sembra ironico. Sembra un meta stereotipo. Ma quel che è peggio è che è tutto vero, come diceva qualcuno.
Ne parla, fra gli altri, anche Ivan Scalfarotto e, attenzione: è dello stesso produttore che, per pubblicizzare il silicone, chiudeva in un box doccia una stragnocca nuda. Quando si dice essere recidivi.

20 thoughts on “Copriti, Giovanna

  1. l’ho visto e più che uno spot per la pittura antiruggine(sai io me ne intendo essendo un bricoleur) mi sembra uno spot per un sito di scambi a tre anche perchè lui “brava Giovanna” con il bavino all’angolo della bocca, ma la presunta moglie sorride sorride come a far pensare che ci sia un dopo no?

  2. Boh, io sono d’accordo con Luca: sembra il trailer di un film per coppie in cerca di avventure.

    Io comunque sono d’accordo con l’iniziativa della Lipperini ma per una volta parlerei anche di tutte quelle donne che antepongono l’avvenenza fisica al cervello, che si lasciano chiamare sceme (o trattare da sceme) ma che se poi gli si chiede qual’è la cosa di cui hanno paura rispondono che è avere il seno cadente e non poter più sfoggiare una quarta da paura in bella vista (curare il proprio fisico è desiderio legittimo e condiviso/condivisibile ma curare solo quello è follia!).

    Sono queste le donne che rovinano la categoria e che fanno paura…. ma se ne parla troppo poco, sia quando si discute di donne mercificate dalla società che di donne-veline per scelta.

  3. “a parte che tra inquadrature e colonna sonora sembra un trailer di un film porno, tagliato giusto quell’attimo prima che scatti l’ormone impazzito e i protagonisti si mettano a farne di ogni”

    Cavoli, ci avevo pensato anche io ma pensvo di essere malizionsa…

    @Mademoiselle Anna: Sul piano teorico non hai tutti i torti, me se non siano noi per prime a smettere di darci tutte le colpe, chi aspettimo che lo faccia? Iniziamo a stare per una volta dalla nostra parte (anche se non siamo sante) e poi vedremo…
    Finchè avremo sempre l’alibi di quelle che ‘rovinano la categoria’, non faremo molti passi avanti.

  4. @RossaNaturale: io non ne faccio un alibi, io ne faccio proprio una questione di principio. E’ una cosa che mi manda proprio ma proprio in bestia… credo si tenda a sottolineare la triste condizione femminile solo quando non si chiamano in causa le donne stesse le quali, nella maggior parte dei casi, hanno poca consapevolezza di come sono, cosa vogliono e chi sono.

    Scommetti che se proviamo a chiedere ad una ventenne tipo cos’è la legge 194 ti risponde che è acqua invece di dire che è fuoco? Manca la consapevolezza perchè, a mio avviso, manca la volontà di essere consapevoli…

    sono contorta ma sono proprio incaxxusa su questa cosa qua…

  5. mademoiselleanne, ti leggevo proprio mentre transitava mia figlia, 18 anni a settembre. le ho chiesto a bruciapelo se sa cos’è la 194. la risposta è stata timida ma esatta (uh… mi pare… l’aborto?).
    per la cronaca, avevamo parlato fino a cinque minuti prima del dilemma del giorno: tenersi qualche chilo di troppo e due tette che fanno girare i ragazzi o fare la dieta e rientrare nei ranghi di un’onesta seconda?

  6. @TERRA: evidentemente ha avuto un’OTTIMA educazione e questo è quello a cui volevo arrivare. Se una bambina-futura donna non riesce a distinguere tra giusto e sbagliato, fattibile e non fattibile, possibile e impossibile, è perchè non hanno modelli di riferimento da seguire. Io non sono madre ma credo che il buon esempio sia la madre e che troppo spesso entra in competizione con la figlia, non riesce a trasmetterle l’idea che una donna debba/possa usare la testa e non solo le tette.

    BLIMUNDA PERDONAMI, ho monopolizzato il post. La smetto qua:)

  7. Mi accodo anche io, ma la cosa peggiore è che quando ho mostrato indignazione per una pubblicità così palesemente mal fatta (quanto ci si deve pensare prima di realizzare il “vero” soggetto è una vernice?) In casa mi hanno guardato stranita, come se fosse normale che una pubblicità sia strutturata come i primi 30 secondi di un film porno.
    Sarò strana io…

  8. terra: è quella convivenza di “alto” e “basso”, di scarpe e battaglie antidiscriminazioni che vorrei facesse parte anche dell’educazione di mia figlia.
    MademoiselleAnne: i post sono qui per essere monopolizzati :-)
    Forbiddenangel: il problema è proprio quello: ci stiamo abituando a un uso improprio del corpo femminile.

  9. premesso che lo spot non l’ho visto e quindi non posso commentarlo (ma so che sarei d’accordo con chi si scandalizza per certi “usi” del corpo femminile), vorrei rispondere a un’osservazione di mademoiselle, se blimunda non si offende troppo per l’ostinato ot.
    so per averlo letto (ma non visto tra le mie conoscenze) che il problema della competitività tra madre e figlia è per molte un bel problema, appunto. personalmente non l’ho sperimentato ma, curiosamente, ne ho parlato con mia figlia maggiore, quella promossa sulla 194. è stata lei, un paio d’anni fa, a chiedermi esplicitamente se non mi desse fastidio che lei fosse in pieno sboccio mentre io iniziavo la sfioritura. mi ha fatto riflettere sull’asincronicità tra un corpo che è al suo meglio intorno ai 20 anni e una mente che non arriva alla sua completezza, secondo me, prima dei 35. per completezza intendo una coscienza di sé, una solidità, una serenità e un’autostima che non vedo – come è giusto – nelle adolescenti e nelle giovani donne. personalmente, non tornerei indietro: non per un discorso da volpe con l’uva, ma perché trovo che sia nel corso naturale delle cose un’evoluzione del genere, e quello che posso rimpiangere – un bel corpo sodo e fresco, e chi non lo vorrebbe? – viene compensato da quello che mi guadagno con gli anni. non solo: vedere le mie figlie che si affacciano in ghingheri alla vita da adulte mi dà una soddisfazione che posso godermi solo alla mia veneranda età, sentendomi fuori da certi giochi (e dentro ad altri, altrettanto intriganti).
    non so se mi sono spiegata bene, e comunque chiedo scusa per lo sproloquio sentimentale. sarà la primavera.

  10. Bellissimo terra sebbene non abbia seno cadente ti capisco benissimo… :) la mia ne fa 17 tra qualche mese……
    per quello che riguarda lo spot però bisogna capire dove voleva colpire quale categoria di persone… chi compra la pittura?

  11. Credo che lo spot in questione sia volutamente ironico e che la situazione ricreata rifletta una realtà davvero troppo poco realistica per essere presa come un affronto. Non penso ci sia da discutere così tanto per qualcosa che è stato studiato apposta per far sorridere, e che evidentemente ha colpito nel segno. Io, personalmente, l’ho trovato così esagerato daa risultare quasi brillante. Lo scopo di una pubblicità non sempre è quello di illustrare il prodotto specifico, ma anche solo quello di far sì che ci si ricordi della marca, ed in questo caso mi pare che l’autore abbia raggiunto il suo obiettivo.
    Lo metto un pò sullo stesso piano dello spot delle patatine con protagonista Rocco Siffredi: efficace.
    Non che sia contraria ai commenti che sono stati scritti, anzi, ma mi sembra che questo sia proprio il soggetto sbagliato da prendere in considerazione.

  12. Tremenda questa pubblicità! Col cavolo che è così facile da dare quella vernice!
    Scusate la battuta, ma è uno spot così stupido, sotto tutti punti di vista. A questo proposito a Torino c’è stata una mostra sulle pubblicità sottoposte al Giurì:
    http://www.kila.it/archivio-eventi-e-iniziative-/fino-al-12-3-torino-mostra-pubblicit-con-giu.html.
    Infatti è possibile segnalare le pubblicità offensive per la donna. Io pensavo che fosse una cosa ormai superata (santa ingenuità) fino a quando non mi è passata sott’occhio la pubblicità (su La Stampa)della Franco Costruzioni che per pubblicizzare le sue case aveva messo una foto di una ragazza ignuda con il logo stampato sulla chiappa. Così l’ho segnalato, con mail apposita, al presidente delle pari opportunità del comune di Torino che tralatro mi tiene aggiornata sulle azioni portate avanti contro la ditta segnalata, cui credo comminino delle multe (spero…).
    Comunque Saratoga era già emersa in passato per pubblicità oscene, e a quest’ora io li avrei già licenziati i loro creat-ivi creat-ini, invece se la tirano:
    http://www.saratoga.it/ita/cult_movies.asp

  13. ehi luca, dove hai letto che ho il seno cadente? umpf!

  14. non lo so era un esempio ma sono sicuro che tu hai un bellissimo di tutto:)

  15. @TERRA: quindi torni a me. L’educazione civica, morale, politica, verso sè stesse è alla base di tutto. E tua figlia può sentirsi in diritto di dire di avere avuto un’ottima educazione in questo senso:) Ma non per tutte è così…

  16. @Mademoiselle Anne: “Scommetti che se proviamo a chiedere ad una ventenne tipo cos’è la legge 194 ti risponde che è acqua invece di dire che è fuoco?”

    Non saprei, veramente…probabilmente non lo saprebbe. Ma quello che intendevo dire è un po’ un’altra cosa. Nell’evoluzione del discorso quelle che ‘rovinano la categoria’ chi sarebbero? Le madri che non educano le figlie al rispetto per se stesse? Il mondo è pieno di donne giulive e forse le madri hanno la loro percentuale di colpa, ma ce l’hanno anche la televisione, la pubblicità i giornali…tutti mondi dietro ai quali non ci sono prevalentemente donne (anzi…). Ho risposto al tuo commento perchè mi sembrava troppo tagliato per categorie. Credo che una donna possa cercare di non far crollare le sue tette senza per questo “anteporre l’avvenenza fisica al cercello”. Se mi metto a dieta in vista dell’estate non vorrei che si pensasse che gli etti che perdo sono tutti di materia grigia. Sarà perchè ho conosciuto tante ragazze belle (e consapevoli di esserlo) e tante brutte (magari anche istruite) che pure erano ottuse. Credo che il punto principale sia la superficialità, che non ha sesso,a nche se quella femminile spesso è più evidente di quella maschile. Il limite di certe posizioni troppo ‘femministe’ è che ad un certo punto si spingono oltre, fino ad affaccirsi sulla misoginia. (Scusa non volevo darti della misogina, ma tecnicamente hai scritto che le donne “nella maggior parte dei casi” hanno poca consapevolezza di come sono, cosa vogliono e chi sono…non mi sembra un’affermazione che gronda stima per la categoria femminile, dunque come frase un po’ misogina lo è). A me piacerebbe vivere in un mondo nel quale almeno noi stiamo ‘dalla nostra parte’, (anche se alcune di noi sono oche, anche se siamo un po’ tutte fissate con l’aspetto, anche se…) invece di attaccarci appena possibile, armate di tutto un arsenale di luoghi comuni.
    Ciao.
    R.N.

  17. ok, la pubblicità fa schifo … ma non è un omaggio al film “Malizia”? e quella del silicone, non è stata abolita, ma cambiata … ora la ragazza sale le scale (di spalle, ma nuda) per andare in una vasca che non è neppure sua!!! o_O

  18. @RossaNaturale: io non amo le categorie e tra il dare addosso ad un uomo e dare addosso ad una donna per me non c’è differenza. E in questo caso non era voler dare addosso alla categoria femminile, ci mancherebbe altro, ma semplicemente far notare come troppo spesso ci si pianga addosso quando invece siamo le prime a stereotipizzare e rendere ancora più concreti certi atteggiamenti, certe prese di posizione, certe situazioni.

    Io non sono femminista nè maschilista: credo di essere una persona obiettiva che non si sognerebbe mai e poi mai di criticare una situazione per partito preso solo se le “vittime” sono le donne così come non lo farebbe con gli uomini.

    Sono convinta di quel che ho scritto, sono convinta che la colpa sia allo stesso modo dell’educazione ricevuta e dei modelli che ci vengono imposti e scusami ma non mi pare di aver parlato per luoghi comuni. Se l’impressione era quella, vorrà dire che sono anche un po’ qualunquista ma in certi casi il qualunquismo ci sta benone se rispecchia la realtà.

    Buon fine settimana [e scusate il commento da tomo di filosofia!]

  19. Ragazze, vi siete scatenate! Ottimo :-) Io sono d’accordo su due cose: la responsabilità dei genitori (e non solo della madre, anche se biologicamente e culturalmente nei fatti è ancora la più importante) nell’educare le giovani donne di domani al rispetto del proprio corpo e di sé stesse (e in questo, come neomadre di una bimba, sono terrorizzata). Ma anche, scusate i toni veltroniani, su ciò che dice Mademoiselle Anne. A volte siamo le prime a darci la zappa sui piedi da sole, facendoci agnelli perché il lupo ci mangi. E infine, Sivy, sarà un limite mio, ma io non ci vedo proprio nulla di ironico in quello spot.

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