Donne e mass media

logoChe poi, alla fine, a questa tavola rotonda dei Giardini di Marzo, di donne e mass media si è parlato davvero poco.
Gli ospiti, pungolati da un Gianluca Nicoletti particolarmente polemico, a tratti fastidioso, hanno provato a dire quello che non va: Camila Raznovich ha sottolineato l’eccessiva omologazione mediatica ed estetica tipica della Generation Mtv che anchelei ha contribuito a creare. Milka Pogliani, Chairman e direttore creativo di McCann Italia ha invece sollevato la tv dalle responsabilità: “La tv non propone modelli ma imita quelli proposti dalla realtà. E’ la realtà oggi a essere distorta, spiazzante e la tv non fa che imitarla” (e su questo non sono molto d’accordo). I pubblicitari presenti si sono cosparsi il capo camiladi cenere, soprattutto Valeria Monti, direttore generale UPA (Utenti Pubblicità Associati): “Noi pubblicitari abbiamo molte colpe. In tv passano spot indecenti per la figura femminile e spesso sono approvati proprio da donne”.
Nella seconda parte del dibattito gli ospiti hanno cercato di tratteggiare una figura ideale di donna che dovrebbe (e sottolineo il condizionale) apparire nei media. Ecco le cose salienti che ho notato:

– Si auspica una donna che non si atteggi a “uoma” ma mantenga la sua femminilità. Si vogliono opportunità di lavoro reali assegnate in base alla meritocrazia e non alla coscia lunga o al fatto di essere una “minoranza” (lo ha detto Camila, che ha fatto l’esempio della corsa alla Casa Bianca: “Una donna o un nero”, come dire, a quale minoranza vogliamo dare la chance?)
– Si sogna che nei media appaiano donne reali, con le quali possa scattare l’identificazione, secondo Luca Dini di Vanity Fair che ha aggiunto: “Le donne mi hanno insegnato molto. Ad esempio, da direttore uomo di un settimanale femminile, credevo che l’uomo in copertina facesse vendere più copie, esattamente come succede con le belle donne per i lettori uomini. Mi sbagliavo. Le donne apprezzano copertine al femminile, basta che raccontino una storia, basta che dietro ci sia una persona magari ricca o famosa ma disposta a raccontare davvero qualcosa di sé”.

ospiti – Si chiedono aziende che non vedano la maternità come un ostacolo e dove non ci si debba vergognare di chiedere al capo un permesso per motivi familiari, come ha sottolineato Roberta Cocco, direttore marketing di Microsoft.
-Alla fine, si sono tirati in ballo gli uomini, quelli del futuro. L’intervento più applaudito è stato quello di Laura Masi, Vice-Direttore Commerciale & Marketing A.C. Milan che ha tirato in ballo il ruolo educativo delle donne: “Siamo madri di figli maschi che un giorno diventeranno colleghi, amici, partner o capi di donne. Educhiamoli al rispetto delle donne, alla comprensione della diversità di genere e daremo un contributo forte al futuro”. Si torna sempre lì: senza l’appoggio maschile non si va da nessuna parte.
Un appoggio che stanno già dando i membri di White Ribbon (in Italia, Fiocco bianco), presenti al dibattito del mattino. Uomini che combattono contro la violenza alle donne.
Insomma, tante buone intenzioni ma poca ciccia condita da banalità. Come la triste e prevedibile la chiusa dell’incontro:

“Saremo davvero arrivate quando convegni come questo non esisteranno più. E quando chiuderanno il Ministero della Pari Opportunità”.

5 thoughts on “Donne e mass media

  1. “Senza l’appoggio maschile non si va da nessuna parte” come per contro senza donne non si va da nessuna parte.

    “Natura” (o il suo Autore) vuole che la specie umana sia arrivata ai giorni nostri tramite la “collaborazione molto stretta” di un uomo ed una donna, malgrado la scienza oggi provi a fare a meno di questa collaborazione sul piano fisico, non viene meno l’essenza stessa della vita.

    Io sono certamente un maschilista, ma mai mi sono sognato di trattare una donna come inferiore a me, n tantomeno di trattarla come un uomo.

    Personalmente trovo la campagna del fiocco bianco, come anche il ministero delle pari opportunit, strumenti creati proprio per sminuire la donna che “altrimenti non ci riesce da sola”.

    La verit che le donne hanno prerogative completamente diverse dagli uomini, apparentemente meno gratificanti (o almeno il “business” vorrebbe cos) ma certamente non meno fondamentali per una societ civile.

  2. Stefano: sull'”effetto-ghetto” prodotto da pari opportunit e quote rosa sono abbastanza d’accordo. Meno sulla campagna White Ribbon. Si tratta di intervenire sulla violenza maschile ai danni delle donne (a oggi, la prima causa di morte, mica scherzi) ed un impegno che *devono* prendersi gli uomini. Non si tratta di quote o contentini, si tratta di smettere di ammazzarci di botte, per dire. Una curiosit: tu che ti definisci “un maschilista” e non tratti le donne come inferiori n tantomeno come uomini, come le tratti?

  3. Una donna non si tocca neppure con un fiore, ma mia moglie una santa donna a prescindere.

    Comunque tu pensi che pubblicamente ci siano degli uomini che dicono che sia giusto menare le donne (eccezion fatta per vecchi proverbi cinesi)?

    A questo punto ritengo che per quei casi (ricordando che i casi di violenza domestica non sono esclusivamente del marito sulla moglie) sia indispensabile una formazione sull’individuo piuttosto che dichiarare a parole o tramite nastrini che la cosa sbagliata. Bisogna capire quali sono le sorgenti psicologiche e soprattutto culturali della violenza.

    Qualche mese fa (vedi ad esempio questa pagina http://passaggioalbosco.blogspot.com/2006/12/manifesti-choc-brescia-il-pap-lorco-di.html ci fu una campagna di affissioni che ha portato molte polemiche con se perch diversi padri ad esempio hanno fatto notare come statisticamente siano pi le madri ad uccidere i propri figli dei padri, non per questo i padri hanno pensato di pubblicare manifesti contro le madri in generale.

  4. Stefano: non penso che pubblicamente ci siano degli uomini che dicono che sia giusto menare le donne, penso che le menino e non dicano nulla. E’ vero che la violenza familiare non solo esclusivamente degli uomini sulle donne, ma anche vero che le percentuali sono drammaticamente sbilanciate.

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