E a 1000 punti, una bella protesi!

Vado in famacia.
Tra l’ipocondria mia, quella del mio compagno (ovviamente peggiore), ‘sto stramaledetto inverno che non finisce più con strascichi di tosse e raffreddore, le erbe-integratori-propoli-valerieane, gli shampoo per contrastare l’acqua che è talmente calcarea che fa gli ologrammi sul box doccia, faccio il solito mutuo per pagare.
La dottoressa, tutta garrula, trilla:

<<Lei ce l’ha la nostra tessera punti?>>
(Guardo il negozio per essere certa di non avere l’Alzheimer: si, è proprio una farmacia, con tanto di croce verde che brilla)
<<Scusi?>>
<<Si, la nostra tessera punti. Visto che lei spende parecchio, può accumularli ad ogni tot di spesa e poi ci sono dei bellissimi premi, le do il catalogo>>.
Esco vergognandomi come un ladro e sentendomi soprattutto una vecchia carampana. Si che ho comprato anche gli shampoo, le creme, però…. La tessera punti in farmacia, ma dai!
E i premi cosa saranno? Calze elastiche? Misurapressione? Un kit per le flebo do-it-yourself?
Ah no, aspetta, c’è pure lo scaldavivande Chicco (magari, per la pappa della gatta, che fredda di frigo le fa male…), l’aerosol e il cardiofrequenzimetro.
Mi sento male, ma di un male che quasi quasi vado al pronto soccorso.

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