La Liguria non è un paese per turisti, reloaded

Oggi mi piacerebbe tanto essere a Genova per l’incontro Social Media Team Diffuso, proposto dall’Assessorato al Turismo a blogger e persone attive sui social network che risiedono in Liguria. Ringrazio molto per l’invito e spero di poter partecipare la prossima volta – anche se non risiedo più da troppi anni in Liguria, chi mi ha invitato sa che resto ligure inside, evidentemente. Ma purtroppo il lavoro l’ho dovuto cercare a Milano, eccetera, eccetera. Se ci siete, passate: alle 18.00 presso la Sala Auditorium della sede di Piazza De Ferrari, 1. (A proposito: non vedo l’hashtag nell’invito, magari la prossima volta suggeritelo, visto che avete invitato blogger e socialmediaqualcosa, sarebbe interessante vedere se la conversazione continua su twitter…)

Avrei detto un po’ di cose sul turismo social in generale e sulla Liguria in particolare. Avrei detto, ad esempio, che da quando vivo a Milano ho scoperto che la mia regione è molto più amata, conosciuta e valorizzata da chi non c’è nato, che la scopre e la racconta sui social spontaneamente, lasciandosene stupire (come, lo racconto in parte qui). Mentre noi facciamo clamorosi autogol come questo
Avrei parlato, soprattutto, della discussione nata via twitter ieri dopo una mia fotografia. Perché io, da anni, fotografo e pubblico i divieti di Liguria. Avete presente? Dal classico “Non giocare a pallone”, che ha funestato le estati mie e di tanti altri ragazzini dopo di me, al creativo “Vietato fare buchi nella sabbia”, visto in uno stabilimento balneare frequentato quasi solo da famiglie con bambini, fino al crudele – per chi magari ha i tacchi e ha camminato per ore – “Vietato sedersi sul gradino”, scoperto in un negozio del centro storico. Lo faccio come lo si farebbe con un fratello, un genitore o un caro amico molto amato ma dotato di caratteraccio: con affetto, una punta di fastidio per l’accoglienza ancora una volta disattesa, un po’ di complicità per quel modo ruvido e immutato negli anni di intendere il turismo, anche con un pizzico di orgoglio per quell’essere “Lontano dalle mode del momento” come direbbe il maître à penser di noi quarantenni (Jovanotti, in caso non foste del gruppo) e distanti dalla cortesia spesso ipocrita e untuosa di altre località che a me, ruvida come sopra, più che gratificare infastidisce.

Qualche giorno fa ho trovato questo illuminante avviso di “Cestino riservato”, chiedendomi cosa sarebbe successo al malcapitato che, non essendo cliente della gelateria, avesse per errore gettato un pezzetto di carta.

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Ieri invece ho postato questo cartello, casualmente (casualmente?) esposto nella pescheria proprietaria anche di questo ristorante. Un cartello che ti fa venire proprio voglia di entrare gioioso e fare un mutuo per acquistare tonno e palamita, certo.

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E, proprio come succede per il fratello pecora nera, io sono la prima a esporre le mancanze del turismo ligure, ma siccome di base c’è un amore incrollabile e against all odds, se lo fa qualcun altro mi offendo. E la mia reazione è quella, atavica, di tutti o quasi gli esercenti liguri.

Non vi piace così? Statevene a casa, ché qui di posto ce n’è poco e intanto siamo pieni lo stesso.

Quindi, pur essendo stata la causa scatenante, ho osservato con crescente irritazione i commenti alla mia immagine, ritiwittata da Roberta Milano, che erano di questo tenore:

Ovviamente, come da un po’ di anni a questa parte, io sto passando parte della vacanze in Liguria (sailabambina). E quello che vedo è quello che vedevo quindici anni fa, quando ancora ci vivevo. Spiagge prese d’assalto, non un ombrellone libero (ah, la sublime disposizione di ombrelloni e sdraio in Liguria, secondo le immortali regole dello Shanghai! Ah, quei generosi cinque centimetri che passano tra il tuo gomito e il piede sporco di sabbia del bambino dei vicini, che si spalmerà a più riprese tra il tuo il tuo libro e il telo mare!). Ristoranti che rigurgitano gente – sì, anche i più tragici come quello che ho recensito. Ogni sera il pienone, cosa che ti fa pensare: o la gente è priva di palato, o il passaparola non funziona, o sono sempre persone nuove che poi non torneranno mai più ma intanto per una cena ci cascano. Hotel che espongono il cartello tutto esaurito da un mese, genitori disperati che non sanno dove andare a dormire per vedere nel weekend i bimbi parcheggiati con i nonni. E quindi, direte voi? E quindi mi viene da pensare – provocatoriamente, certo, però –

Vengono perché è vicino a Torino e a Milano? Anche la posizione geografica è un atout, o no? Vengono perché si trovano bene, perché i paesaggi sono innegabilmente belli, perché scegliendo accuratamente si mangia bene, perché abbiamo tante Bandiere Blu? Non lo so, ma arrivano a frotte, da sempre. E visto che l’umanità tutta tende al minimo sforzo, e per il turismo ligure i risultati continuano a esserci – parlo empiricamente, certo; non ho dati alla mano, non ho fatto i conti con il fatto che cèccrisi, eccetera – ha senso violentare un’attitudine? Se siamo sarvæghi e stundai ma il nostro problema sarebbe più quello di mettere un numero chiuso al casello autostradale che quello di attirare gente, cosa può apportare, in più, un cambio di attitudine, posto che questo riesca? Non sto parlando di rispetto e buona educazione, ovviamente; quelli devono esserci a prescindere (la maleducazione, però, non l’ho trovata solo in Liguria; sono la prima a stigmatizzare le asperità dei miei conterranei, ma non venitemi a dire che in una qualunque città turistica italiana vi hanno trattato sempre con i guanti, perché non ci credo). Parlo di una finta cortesia untuosa che qui non troverete e io, sarò nata qui e sarò decisamente più gatto che cane, poco incline alle smancerie, ma lo preferisco.
Non avrebbe più senso invece lavorare su un’offerta diversificata, promuovere al meglio quello che abbiamo – sono andata a visitare il Museo Archeologico del Finale, ad esempio, e l’ho trovato delizioso, ma tutti s’intruppano in spiaggia senza soluzione di continuità – anziché lavorare, fallendo, sul carattere di un popolo?

Ecco, a me di questo piacerebbe parlare parlando di narrazione spontanea del territorio. Cercate la spontaneità? Volete raccontare con trasparenza un viaggio, un momento, un ricordo? Se lo strumento è – finalmente – senza filtri, forse lo devono essere anche i luoghi e le persone che raccontate.

Poi, certo, se non vi va bene, potete pure starvene a casa a farvi consumare dall’afa e mangiare dalle zanzare*

(*è ironico, non so perché ma ho sentito il dovere di specificarlo.)

53 thoughts on “La Liguria non è un paese per turisti, reloaded

  1. sono ligure. lavoro nel turismo e leggendo questo articolo mi scendono lacrime di rabbia. la Liguria è bellissima. certo ha molti problemi. spiagge piccole, pochi posteggi ecc ecc ma ha dei panorami da sogno una cucina ( quella tipica orignale) che non nulla da invidiare a nessuno. offre tutto , dal mare alla frescura dell’entroterra, paesini da favola , città d’arte . cultura. tutto insomma ma allora cosa non funziona? me lo chiedo da ligure e da professionista. e intanto piango!

  2. io certi cartelli ti dirò (da gestore di pasticceria) li capisco, a noi nel cestino della carta hanno lasciato un sacco della spazzatura. :) e non ti dico cosa avremmo potuto appendere nei bagni… Certo che il problema lo risolvi con l’intelligenza non con il cartello…per il resto ci vorrebbe un gran cambio generazionale, un po’ come è successo in trentino alto adige…. più professionalità meno famiglia. Se poi quelli che devono promuovere il turismo (apt Regioni province) cominciassero a farlo anche loro in maniera professionale…

  3. E’ un articolo che mi tocca da molto vicino, dato che lavoro come guida turistica a Genova. Quotidianamente vedo la nostra città (e i dintorni!) con gli occhi dei “foresti” e gran parte del mio lavoro, che credo essere molto interculturale e per questo l’ho scelto e ho faticato per raggiungere l’ambita abilitazione, si concentra proprio sull’interpretare i segni e il carattere dei “genovesi”. Ma teniamo conto di altri fattori: le visite guidate (anche non gratuite ;-) sono sempre affollate, gli stranieri increduli e ammirati. Io credo, qualcosa stia cambiando e noi che lavoriamo nel turismo e nella cultura in prima linea lo stiamo avvertendo. Anche in alto, perché ho l’impressione che convenga a tutti darsi da fare, aprire le porte, tirare fuori i gioielli di famiglia. Perciò ben vengano i cartelli, sono comunque un segno su cui riflettere, non solo una denuncia di grettezza o riservatezza. Grazie per lo spunto, ho condiviso con altri colleghi e spero ne nasca un buon dialogo. Fabrizia

  4. Fabrizia, grazie a te. A te e a tutti quelli che, attraverso il loro lavoro, fanno sì che la mia città che mi manca ogni giorno di più sia ammirata da turisti a bocca aperta.

  5. Gentile Signora Sgarzi,
    sono un ligure nato a Chiavari ho abitato nell’adolescenza tra Sestri Levante e Casarza Ligure , vissuto in Amsterdam per piu’ di 35 anni , fatto l’operatore turistico negli ultimi 20 anni e le posso dire che la Liguria e’ stata rovinata dalle 2de case (dei Padani)(forse conosce bene il termine Rapallizzazione) dalle autostrade e da una miope gestione del territorio dei governanti locali e nazionali . In Amsterdam nel centro si paga 5 € all’ora nei parcheggi e se ne trova sempre uno , I residenti hanno un permesso speciale che si paga e si puo’ ottenere solo per UNA macchina a indirizzo. Tempo fa i benvenuti turisti facevano una vacanza ininterotta per lo meno di 2 sttimane adesso e’ mordi e fuggi il fine settimana con l’intenzione di spendere il meno poassibile. Non so vdro’ancora in vita mia una Liguria a misura d’uomo non solo bagni che detesto per la loro invadenza e macchine.

  6. Belin, vengono qua, respirano la nostra aria, consumano gli scogli e la sabbia, magari fanno anche la pipì in mare e non vogliono pagare 200 euro per un pezzo di focaccia….che gente!
    Poi tutti questi liguri che van a Milano a travaggià, come se da noi non ci fossero un mucchio di occasioni per guadagnare fior di palanche non facendo un bel tubo!
    Adesso vi lascio perchè devo andare ad affittare a 5000 euro al mese il mio luminoso seminterrato a soli 800 metri in linea d’aria dalle spiagge di Varazze.

  7. Io non parlo da turista ma da organizzatrice di eventi culturali. Pessima esperienza con le amministrazioni comunali, assessori della cultura e del turismo in particolare. Tant’è che ci siamo spostati altrove portandoci dietro l’evento. Zero disponibilità, zero voglia di investire. Sembra che dài fastidio quando sei TU che hai portato un evento potenzialmente nazionale in un paese dove a dire tanto c’è la sagra del pesto. E per inciso quest’anno un sacco di case ancora sfitte e posti negli alberghi. La pacchia non durerà più a lungo.
    Non è questione di essere ruffiani, è questione di essere lungimiranti.

  8. Esempio curioso di diversità ligure/romagnola:
    Parcheggio di località balneare della riviera di levante (leggasi campo da pallone riciclato in parcheggio estivo), il “parcheggiatore” mi invita a parcheggiare al centro del campo in un nuvolone di polvere sollevata dagli altri avventori. Chiedo di poter parcheggiare vicino alla recinzione avendo una bambina piccola sul passeggino; risposta: “eh belin, non puoi mica parcheggiare dove vuoi tu”.
    Parcheggio di parco divertimenti della riviera romagnola, un tizio dietro di me chiede al parcheggiatore di poter lasciare la macchina all’ombra, risposta in romagnolo: “fermati qui a cena, il parco chiude alle 23, vedrai che l’ombra a quell’ora la trovi”.
    A voi i commenti

  9. o forse sono i turisti che non si adattano………….sono ligure..ho fatto la commessa per parecchi anni….e ne ho viste di tutti i colori…sia da parte del turismo che da parte dei miei colleghi…….io darei la colpa al 50%……ce chi non sa fare il proprio lavoro(la liguria di questo vive)e chi parte nervoso ed arriva in ferie nervoso ,e cosi’ rimane!!!!!rilassatevi……e se da una parte il cliente ha sempre ragione,dall’altra l’educazione molto spesso non viene messa in valigia e portata con se’ in ferie,ma viene o dimenticata ,o abbandonata in autostrada come i poveri amici a 4 zampe……..

  10. Luisa: perché? I turisti che vanno a Rimini sono meno maleducati? quelli che chiamano i callcenter sono mano maleducati? Quelli che entrano da McDonald sono meno maleducati? Quando le gente si stuferà di essere trattata a pesci in faccia andrà altrove. Sta già accadendo. Se avete così tante risorse da potervi permettere di perdere clienti così buon per voi.
    L’occhio, la pagliuzza, la trave, già.

  11. Secondo me per la Liguria vale quello che penso anche della Puglia o della Sardegna: il punto non è il pienone due mesi l’anno (uno per Puglia e Sardegna), il punto è un turismo di dodici mesi l’anno, possibile climaticamente e come tipo di viaggio, ma impensabile oggi per come è strutturata l’offerta.
    Per cui sono d’accordo con te: il punto non è cambiare carattere (che nel mito dell’autenticità, per quanto stantio, ci sta pure l’essere scorbutici), il punto è non accontentarsi.

  12. Bell’articolo ma… sono sempre i soliti discorsi triti e ritriti che sento da una trentina d’anni a questa parte…
    Finita la “sagra del Maniman”, magari sarebbe bene, per una volta, proporre delle soluzioni a questo problema (se così lo vogliamo chiamare), sia da parte dei turisti che degli operatori del settore.

  13. I liguri sono chiusi caratterialmente da sempre così come, da sempre, la Liguria, accogliente o non accogliente che sia, beneficia della presenza dei Piemontesi e dei Lombardi. Inutile dire che prima o poi la pacchia finisce, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, è semplicemente una questione logistica.
    Detto questo vorrei però fare notare una cosa: sembra che nulla cambi all’ombra della lanterna ma questo non è vero. Tornate indietro di 20 o 30 anni e ditemi voi se, allora, si vedevano centinaia di turisti per le vie della città. Oggi Genova, con tutti i pregi e i difetti si sta trasformando radicalmente. Paragonate l’acqua del mare di Genova di 20 0 30 anni fa a quella di oggi e scoprirete che, in confronto, quella di oggi sembra quella dei Caraibi, pur con tutti i suoi limiti. Certamente la strada da fare è ancora moltissima, la cortesia è in gran parte da costruire ma le cose stanno cambiando gradualmente.
    La Liguria non è una terra da turisti? forse si, forse no ma lo è sicuramente molto di più di 20 o 30 anni fa.

  14. Sono una “turista”; in realtà a guardare la definizione non è tanto vero visto che vengo (vado?) in Liguria dal 1968, fedelmente, tutte le estati, almeno un mese, anzi due da quando sono nati i miei figli.
    Non mi sembra proprio di essere la tipica turista mordi e fuggi, così come non lo sono molti miei amici che vengono da Torino, Vercelli, Ivrea, Alessandria, Piacenza… più o meno dalla stessa epoca.
    Posso essere sincera? In tutti questi anni i liguri hanno fatto davvero di tutto per spingerci a cercare destinazioni alternative: hanno riservato gran parte dei parcheggi ai residenti a partire dal 1 Giugno (parcheggi che sono spesso vuoti perché i residenti che potrebbero occuparli parcheggiano negli spazi – pochi – utilizzabili dai non residenti), aumentano in modo dissennato i prezzi (ogni anno di più) sempre a partire dal periodo estivo, ci trattano con sufficienza e se per caso cominciamo a frequentare un altro bar/ristorante/negozio/stabilimento balneare non ci salutano più quando ci incontrano per strada, si lamentano anche davanti a noi di quanto vivono bene d’inverno quando noi non ci siamo, tanto per fare qualche esempio.
    Devo proprio dire che se avessero destinato tutta quella energia non solo a cercare di migliorare le infrastrutture turistiche ma anche a educare i turisti a fruire al meglio della loro regione forse oggi la Liguria sarebbe un novello eden (anche per loro).
    Qual è stato invece il risultato di tanto accanimento? Noi “foresti” ci stiamo davvero convincendo che forse non è più il caso di andare in Liguria, che forse è meglio non disturbare più persone tanto desiderose di rimanere tranquille, anche se magari senza più un lavoro.
    In fondo non c’è solo la Liguria a questo mondo e le distanze ormai non sono più quelle di una volta …

  15. Riccardo, l’idea è proprio quella di aprire un dibattito. Non so quanto un post o anche l’incontro di questa sera che ho citato in apertura possano servire o bastare per ‘trovare soluzioni’; ma questi commenti, dei quali vi ringrazio per il tono, la diversità, gli aneddoti di vita vissuta, sono già un bello spaccato di discussione.

  16. Mafe, sì, diversificare nel tempo, allungando la presenza turistica e spalmandola idealmente sui 12 mesi, e nel modo di fruire la regione, evitando appunto l’intruppamento nelle spiagge, per poi lamentarsi che non c’è spazio (non c’è spazio: la Liguria oltre che caratterialmente, è morfologicamente inospitale, e se ci sono poche speranza di cambiare il carattere, per quanto sia ormai un cliché, pensate quante poche ce ne sono di spostare una montagna per aggiungere un paio di file di ombrelloni).

  17. Leggiamo sempre critiche a come gestiamo il turismo in liguria, mai che
    invece vengano avanzati dei suggerimenti per migliorare.
    Penso che gli assessorati al Turismo di Genova e Regione Liguria dovrebbero
    studiare un sistema per invogliare i turisti a proporre suggerimenti per
    migliorare le attività turistiche e naturalmente poi cercare di attuarle
    unitamente ai rappresentanti delle attività (commercianti,albergatori ecc).
    Perchè non istituire l’ACCADEMIA DEL TURISMO che potrebbe preparare
    nuovi professionisti delle attività turistiche?
    Speriamo che tutto sderva a migliorare il turismo

  18. Ho smesso anni fa di andare a varazze, dove con la famiglia dove passavo 2 mesi l’anno. Maleducazione dei gestori locali che ti dimostravano che tu, milanese, gli davi fastidio. Posso capire fino ad un certo punto i residenti, ma non chi lavora con il turismo.

    Alcuni esempi di poca attenzione ai clienti e turisti.
    Prezzi diversi nei negozi e piccoli supermarket tra residenti e turisti.
    Multe solo per turisti. Nella stessa via le macchine con targa MI avevano le multe e quelle di Savona no. Andavo ai bagni kursaal per uno o due mesi l’anno; costava ma pagavi per il tempo che affittavi. Lo hanno fatto diventare un club e dovevi iscriverti per tutta la stagione. Non so se ci hanno guadagnato. Io dopo il primo anno non ci sono andato più.
    Se in agosto, dopo il 15 cercavi un gelato particolare o un particolare succo di frutta, se non c’erano, non li ordinavano più perché gli sarebbero rimasti a fine stagione. Ecc.
    Il problema non è la Liguria sono gli operatori turistici liguri, che spostatisi anche in Toscana, a Marina di Massa per esempio, si comportano nello stesso modo. L’ultima capitatami in uno dei bagni di questa località è stata quella che non potevano più farmi la granita alla coca cola perché era finito lo sciroppo e il gestore non l’avrebbe più comperato, perché forse non finiva entrò la fine della stagione (NB eravamo al 10 agosto e una bottiglietta di sciroppo costava 3 euro…). Non so quale sia l’attenzione per i turisti a Rimini, ma invito tutti ad andare sul lago di Garda. Luoghi puliti. Attenzione ai clienti e rispetto per chi porta soldi durante le ferie.

  19. premetto che io ho lavorato per piu di 30 anni nella ristorazione e ospitalita industiale in italia e all estero . Dunque sono ospite da amici provenienti dal sud africa che risiedono per la notte in un noto hotel di celle ligure prendiamo l aperitivo in piscina ,mi alzo e vado al bar e chiedo del bagno .
    mi rispondono che il bagno e riservato per i clienti dell albergo.
    questo dopo aver chiesto un gin tonic ,ma non c era ghiaccio le noccioline erano vecchie, il vino uno era fresco di frigo l altro era a temperatura ambiente ho chiesto se funziona il ristorante ,erano le 9.15 di sera ..mi ha risposto si ma adesso e troppo tardi la cucina chiude alle 9.30 .io sono di celle abito da 15 anni a citta del capo in sud africa e meno male ..e in vacanza me ne vado in tailandia ….che muoiono di fame ma hanno il sorriso sulle labbra qui piangono ma ti fanno pagare un piatto di troffie al pesto 12 euro al bar della spiaggia..meditate gente meditate…ma e troppo tardi..liguri si nasce..

  20. quando sento dire che i turisti ci danno i soldi per sopravvivere mi viene da ridere,pensate a chi ci abita e fa il “turista” tutto l’anno:io d’inverno ci vedo solo locals nei bar a lasciar palanche e i parcheggi e la verdura ,senza parlare degli affitti li paghiamo tanto quanto voi,non abbiamo nessuna corsia preferenziale.Sono nato in liguria ma ho sangue terrone e fiero di esserlo,lavoro nel turismo da 20anni e sinceramente di tanti turisti della domenica ne farei a meno!

  21. Sono ligure, ma abito sui monti. Oddio, tutto è relativo perchè in un quarto d’ora d’auto sono a Savona. Premesso che i turisti, della nostra regione conoscono solo il mare, e ignorano che esiste anche l’entroterra, al mio paese, in decenni, nnn ho mai sentito nessuno provare a pubblicizzare il fatto che in pochi minuti un villeggiante potrebbe venire a dormire in un clima fresco, trovando parcheggio, e magari quel minimo di cortesia in più (anche se solo un minimo). Se ne parli con qualcuno che “conta”, ti rispondono che mancano le strutture ricettive, ma credo che attrezzare almeno un bed & breakfast o qualcosa di simile per due mesi l’anno non sarebbe insormontabile. Per quanto riguarda il tema centrale della discussione, a parer mio non ci sono speranze. I piemontesi e lombardi verranno sempre, grazie alla vicinanza geografica, e quindi i liguri possono stare tranquilli e continuare ad essere inospitali. Anche tra i miei amici quasi tutti maledicono le code domenicali ed estive, lanciando improperi su chi viene ad “invadere” la nostra regione, ci costringe a viaggiare come sardine sui già scarsi treni, e invade i nostri incantevoli paesi schiamazzando. Ah già, dimenticavo, ad una certa ora serale, quando in Romagna e in Versilia iniziano le danze, qui scatta il coprifuoco. L’anno scorso un noto locale di Albissola festeggiò l’inizio dell’estate con una decina di minuti di fuochi artificiali non annunciati (e forse non autorizzati ma non credo sia un delitto), e i giornali ne parlarono per settimane scandalizzati contro chi aveva osato turbare il sonno ai poveri residenti. La mentalità delle persone non si potrà cambiare, mai, si eredita di generazione in generazione, personalmente avessi potuto avrei già traslocato da tempo in Toscana o in Emilia/Romagna.

  22. Per essere completa, ” la giornalista da riporto” autrice di post su twitter a riguardo l’ospitalità in Liguria, dovrebbe iniziare a dire della consuetudine di buona parte di Camperisti Lombardi di vuotare i Wc nei cassonetti dell’immondizia, di contribuire a lordare strade e marciapiedi con i loro cani, senza pulire ovvio, ” perchè tanto ci sono gli Spazzini..”. Lombardi perchè pare di capire siano, per la “giornalista da riporto” la Razza Eletta tra i Turisti in Liguria, quelli da prendere a esempio. Vogliamo parlare della tipica espressione del ” Ghe Pensi Mì “? Parliamo delle tv e delle radio a TUTTO volume nei condomini, spessissimo in ore notturne??? Parliamo dei parcheggi assurdi e fuori norma? Essere in ferie non vuole dire che chi lavora per i Turisti deve essere schiavizzato.. Insieme alle valigie, sarebbe buona norma portare anche una buona dose di educazione, spesso lasciata invece a casa. A riguardo gli introiti, lasciamo perdere và.. Da Sempre i Turisti si portano anche la scorta di tutto l’occorrente, spendendo qualche spicciolo per il gelatino serale, quindi… I cartelli affissi ? Ci ricolleghiamo alla buona educazione.. Se Io preparo l’accoglienza, pulendo anche il pavimento, non posso tollerare che a metà lavoro, ” il turista” lo zampetti quà e là, vanificando la mia accoglienza ai Turisti, in termini di pulito e igiene. Allora, un cartello affisso dovrebbe aiutare a capire.. Dovrebbe, ma a giudicare dai post non sembra affatto. Poi, a giudicare dalle vicende giudiziarie della Lombardia, vicende che si ripercuotono su TUTTI, mi pare che prima di criticare chi lavora duramente, sarebbe meglio guardare a casa propria.. Non basterebbero 1000 server, per illustrare sotto forma di twitter e Fb, le malefatte e gli inciuci che si ripercuotono anche in ambito Nazionale… Buone ferie

  23. Cari amici liguri, quale io sono dopottuto, il problema non è con i turisti è quello che non capite!
    Voi parlate del turismo perchè si perdono soldi e allora ve ne accorgete ma il problema è molto più profondo:
    Non è che il ligure sia chiuso coi turisti egli è chiuso con chiunque non appartenga strettamente al suo circolo familiare… e forse anche con questi!
    Ogni ligure è una individualità solitaria e scontrosa e secondo me questo vuol dire non saper stare al mondo…
    Infatti è questo il motivo fondamentale per cui non si vive bene nelle nostre citta da Genova a Noli, ecc ecc. Allora cari liguri ricominciamo tutti dal nostro piccolo, cerchiamo di essere più gentili con gli altri, di comunicare, di parlare di aprirsi agli altri! Salutiamo anche chi non conosciamo da 40 anni… Siamo curiosi di quello che ci succede attorno. Capito? E poi non mi dite che non ve lo avevo detto, non sapete l’amarezza che ho nel vedere questo tipo di atteggiamento dei miei conterranei non solo con i tutisti ma proprio con tutti… Liguri svegliatevi!

  24. E’ impensabile che un Ligure non possa vivere il proprio territorio. Il Ligure per colpa del piemontese/lombardo è costretto ad interminabili code.
    La vera vittima del turismo è il cittadino ligure che non può godere delle bellezze del territorio. E smettiamola con il sostenere che il piemontese/lombardo è una risorsa economica, perchè oramai arrivano tutti con la loro borsa della spesa (spesa probabilmente non fatta in Liguria).
    L’unico modo per liberare i liguri dalla piaga del turismo di massa è quello di far pagare un ticket estivo per l’accesso in liguria.
    Cio’ si tramuterebbe, si spera, in una diminuizione del turismo di massa e una ridistribuzione del territorio e un aumento qualitativo del turismo.

  25. Caro Lino, la ‘giornalista da riporto’ (?) invita a leggere tutto il post con attenzione, e non solo il titolo, prima di commentare. Non c’è scritto nulla di quanto imputato, meno che mai che il turista lombardo è razza eletta. Direi anzi che la tesi è opposta. Bau.

  26. La polemica è quantomai banale, nonchè puerile.
    Esistono delle premesse antropologiche per il carattere ligure (figlie anche, se vogliamo, del campanilismo del secolo scorso) che unite alla morfologia degli spazi abitativi della regione rendono l’ambiente poco incline all’accoglienza turistica.
    I parcheggi sono pochi, risulta perciò normale che venga data priorità ai residenti, questo è un dato logico; non mi dilungo neanche su leggende metropolitane di automobili multate perchè targate MI ( io sono targato GE, e la multa l’ho sempre presa come gli altri quando ho parcheggiato in divieto di sosta perchè era TANTO COMODO nella strada dietro la spiaggia)
    Se il turista si aspetta carattere solare, la finta amicizia e il sorriso stampato quando gli si presenta il conto salatissimo (però l’accoglienza è ottima, eh!) può pure prenotare in Emilia Romagna.
    Perchè? perchè la Liguria o si ama o si odia.

  27. Genova è terra da turisti, pero’ che turisti sono?
    Croceristi che hanno tutto pagato nelle navi e che quindi non comprano e consumano niente e famiglie da 1 giorno che vanno all’acquario e stanno nella zona expo’…
    Questo è il tipo di turismo che viene a Genova, per quanto riguarda l’educazione quella ci deve essere sempre sia da parte dei commercianti ma sia da parte dei turisti.
    Vero scandalo è invece la sporcizia dei vicoli dove tutto è permesso , in 15 anni che vivo nei vicoli non ho mai visto fare una multa a uno che sporca

  28. “IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE”

    Se risponde “si ma” e lavorate nel turismo forse dovreste riconsiderare la vostra professione, non scherzo.

    Ovviamente in strutture complesse non é sempre possibile accontentare immediatamente qualsiasi richiesta anche perchè c’é sempre il rischio di scontentare qualche altro cliente.

    Ovviamente ci saranno clienti che cercheranno di ottenere degli “extra” rispetto ai servizi richiesti.

    Ma queste situazioni vanno gestite con estrema delicatezza, facendo comprendere al cliente che verrà accontentato nel più breve tempo possibile, oppure che pur non potendo materialmente accontentarlo proporremo una soluzione alternativa.

    Se dobbiamo essere gentili quando diciamo un SI dobbiamo esserlo almeno il doppio quando ( nostro malgrado ) dobbiamo pronunciare un fatidico NO e il no non dovrebbe mai essere l’ultima risposta.

    E’ una questione di comunicazione, non di servizi: ogni volta che rispondiamo dobbiamo ricordarci della fatidica frase indipendentemente da quale sarà la nostra risposta.

    P.s.
    Peraltro sfido chiunque ad entrare in un qualsiasi ristorante rinomato al di fuori della liguria ( Rimini, Milano, Roma, Bologna ecc… ) e provare a chiedere qualcosa che non sia in carta, fosse anche solo una paillard o magari un cappuccino insieme al secondo; oppure di prenotare in un hotel al di fuori della liguria e arrivare prima dell’orario di check-in e pretendere la camera.

  29. Mi ascì son d’acòrdio co-o fæto che gh’aviescimo bezeugno de ‘na bofâ d’aia neua; ma se e istitoçioin no se mescian, comme femmo? Aloa mi creddo che, fòscia, dorieiva ese i zeneixi pe primmi a sponciâ perché e cöse pòsan cangiâ. Ma a liatri gh’inpòrta?

    Alegri!

    (‘N’anotaçion pe l’outoa do pòst: in zeneize se scrive “sarvæghi” e “stondai”.)

  30. Gryphus, grazie e perdona l’orrenda grafia fonetica: sono diventata un po’ foresta anche io, purtroppo.
    Però, se per sarvaeghi ti do ragione e correggo, stundaio con la u è la lezione di Montale, che riassumeva l’atteggiamento “in una sottile condizione dell’anima genovese in cui si mescolano orgoglio, timidezza e diffidenza.”

  31. La mentalità eccentrica dei liguri ed in particolare di alcuni genovesi è profondamente anticommerciale e non trova alcuna razionale motivazione di essere. Nonostante la crisi, l’offerta rimane bassa ed inadeguata ai tempi (spesso è addirittura inesistente). E’ un’apatia mentale radicata in secoli di modus operandi sbagliati e chiusure mentali tramandate di padre in figlio. Il risultato è una regione ancora vergine, dal potenziale enorme ma inespresso. Un vero peccato in un momento sociale come quello odierno dove la staticità imprenditoriale uccide senza esitare.

    Comunque i tempi stanno cambiando, qualche segnale positivo si intravede (con mille difficoltà). Abbiate pazienza, dateci tempo. Alcune nuove leve (come me) stanno facendo del loro meglio per mutare questa situazione. Ci auguriamo solo di fare in tempo ;) Comunque venite a trovarci, oggettivamente siamo una regione spettacolare!

  32. Cara Blimunda,
    diciamoci la semplice verità: la Liguria può essere paragonata a una bella donna, ma con i suoi limiti. Limiti fisici e di carattere. Limiti di ogni essere umano a questo mondo…
    Che, in particolare, il livello di “ospitalità” dei liguri sia mediamente alquanto difettoso è un fatto certo, come il proverbiale attaccamento ai quattrini e più in generale una psicologia che non si può certo definire aperta, disponibile, generosa.

    Ma perché?
    Un antropologo potrebbe spiegarci che questa “forma mentis” è derivata nel corso dei secoli dalle quotidiane difficoltà di sopravvivenza in una natura bella ma aspra, impervia e poco generosa, come la Liguria appunto. Insomma, come succede ovunque, è l’ambiente stesso che ha plasmato in qualche misura la mentalità del ligure.
    Conclusione filosofica: poiché cambiare mentalità può richiedere secoli, il turista se ne faccia una ragione. Ma sappia come difendersi dai gabellieri e dai ladri di strada che si incontrano in ogni parte del mondo, Liguria compresa beninteso.
    Ciao!
    mm (emiliano di nascita, milanese di testa, ligure di residenza)

  33. Da ligure emigrato a Milano da ormai 9 lunghi anni mi riconosco nel post. Siamo una regione di nicchia, con luoghi unici, un mare stupendo, ma non basta, vi porto solo piccoli esempi, guardate il livello alberghiero, prendete in prezzi e fate un confronto con altre regioni, siamo fuori mercato a bassa qualità. Andare a cena in piena stagione e trovare la cucina di un ristorante chiusa alle 11 è assurdo, etc etc, Per il resto abbiamo bisogno di un Colombo che venga in Liguria e porti una filosofia business oriented. Ma vedo solo dei colombi. In attesa del miracolo, andiamo avanti nel “mugugno” sapendo di essere uno dei luoghi più belli in assoluto.

  34. Sono un’ operatrice commerciale del centro storico. Vendo articoli non destinati al consumo di massa, ciò comunque non spiega perché i turisti stranieri ( degli italiani non mi lamento ), letteralmente si “infilino” nel mio minuscolo negozio, senza salutare, accorgersi con disappunto che i gioielli in vendita sono ( chissà perché !) chiusi a chiave nelle vetrine , fare un giro su se stessi senza neppure chiedere un prezzo né dimostrare interesse alcuno, uscire senza salutare. Sistematicamente. Mi sono chiesta il perché, in questi anni. Paura di essere “fregati”? Eccessiva frugalità? Assenza totale di gusto? Assenza totale di soldi? Anche considerando che, in viaggio, io compro di tutto, ceno al ristorante, frequento i bar, sono interessata ai prodotti locali. E così i miei amici. E poi saremmo noi i tirchi!

  35. La Liguria è bella ma perché è così cara e perché poco ospitale?
    Per ragioni geografiche vengo in Liguria da 60 anni e di progressi ne ho visti pochi.

    1. Ho letto che molti dicono che una delle “rovine” della Liguria sono le seconde case….Su questo non sono d’accordo, i comuni sulle seconde case ci marciano e come! Io a Chiavari pago un’ IMU che vale tre volte le spese condominiali per permettere a “enne” categorie di avere tassi di favore.

    2. Scarsa sensibilità commerciale. Un esempio: cliente storico di una stabilimento balneare, da sempre con il mese di luglio fisso. Dopo aver lasciato congruo assegno (al nero ovviamente)al 31 luglio, essendo ancora qui al primo di agosto mia figlia (15 anni) si è presentata allo stabilimento. Su mia istruzione, è andata dal gestore richiedendo di poter entrare …. risultato: 5 euro di ingresso. Pagati regolarmente ma non mi hanno più visto. Io dei 5 euro ne potevo tranquillamente fare a meno ma un po di attenzione al cliente ……

    3. Negozi. Non vi è mai capitato di entrare in un negozio e trovare la commessa (proprietaria nel più dei casi) in chiacchiera con persone (non clienti o …. a fine transazione) e dover aspettare tutti i loro dialoghi, spesso lunghi prima di essere servito ?

    4. Prezzi. Fuori di testa. Piccolo commercio, mi è capitato di trovare un prezzo triplo rispetto all’Esselunga. E’ ovvio che faccio la spesa a Milano prima di partire. Alberghi, E’ possibile che a Chiavari a metà settembre una singola costi 90 euro in un 3/4 stelle (stelle discutibili)? Piuttosto vuoti! In bassa stagione perfino l’Hilton arriva a 80 euro a notte per la camera …..
    Ristoranti. Prezzi omologati. Lo stesso piatto (si fa per dire) lo trovi allo stesso
    prezzo ovunque solo che i locali variano (dalle stelle alle stalle e viceversa).
    Per non dire dei ristoranti dove sei conosciuto, e allora ti fanno lo sconto rispetto ai prezzi per il popolo bue !!!!

    Nonostante questo ci torno, masochista !

  36. Sono riflessioni che può fare solo chi ama, ciò indipendentemente che si viva a Genova o no, che ci sia nati o no.

    Il discorso, però, è davvero molto complicato perché coinvolge una di quelle sfere della vita che al solo nominare si rizzano i capelli: la politica.

    Fino agli anni ’80 Genova era una città industriale, laboriosa, ricca di società, cooperative, consorzi, tutti o quasi depredati negli ultimi 20 anni un po’ dallo stato, un po’ finite a Roma ed un po’ a Milano e si è trovata ad un bivio: salvare il salvabile o cambiare rotta.

    Per fare l’una o l’altra cosa ci sarebbero voluti politici di un certo profilo ed invece sono 30 anni che dondoliamo come una nave in balia della tempesta, che ad ogni colpo di mare vi lascia cadere, perdendola, una parte del proprio carico.

    Purtroppo è così per tutto ed oramai è chiaro che tutte le manovre sono funzionali a quei pochi spiccioli che ormai non drenano nemmeno più e si fermano, anche con una certa nonchalance, ai piani alti.

    La colpa sarà allora dei negozianti che si vedono soffiare i clienti dalle gite crociera/outlet o di chi (molto malamente) li rappresenta da circa 30/40 anni?

    Ci dicono che la Gronda serve al turismo ma con un’area vastissima – tra l’uscita di Bolzaneto e la ferrovia sottostante – a disposizione non sono neppure stati capaci di fare un parcheggio di interscambio, ovvero, neanche di pensarlo!

    Personalmente preferisco la Genova industriale del passato, non perché io ritenga sia preferibile ad uno sviluppo turistico ma perché dimostrava di sapere cosa stava facendo e dove voleva arrivare. Dopo di allora ci hanno parlato, i politici, di turismo ed hanno consentito che le colline si riempissero ulteriormente di abitazioni inutili (Genova ha perso 250.000 abitanti da allora), riducendo la bellezza disponibile sulle nostre colline e rinunciando a recuperarla laddove era possibile, posizionandovi centri commerciali utili solo all’impoverimento della città, non certo al turismo! Ciò, purtroppo avviene in tutta la Regione, la più cementificata d’Italia, la più mafiosa del nord Italia!

    Dunque concordo col titolo della critica ma trovo che, almeno per quanto riguarda Genova, parta da un assunto del tutto errato, ovvero che per Genova questa strada turistica sia stata davvero intrapresa e che sia davvero necessaria.

    Per quanto riguarda la seconda questione, naturalmente, si lascia il giudizio a ciascuno ma per la prima la risposta è decisamente NI, nel tipico stile del finto vero genovese patriarca del maniman. Il vero Genovese è quello che conquistava i mercati del mondo, anzi che li ha inventati.

    Negli anni ’80 abbiamo avuto un’occasione unica, le valli sono state liberate dalla massiva (ma etica) presenza delle industrie; poteva essere il punto di svolta per un recupero delle antiche località, soprattutto collinari, ed una loro rivalorizzazione in senso turistico, che avrebbe funto da dietro le quinte al centro storico, da base di appoggio, da solido movente per una vera conversione della popolazione ad una mentalità di accoglienza. Invece oggi si pretende che i genovesi accettino il turista senza averli resi partecipi di questa trasformazione, partecipi di oneri e guadagni, mentre quel che alla maggior parte dei genovesi appare all’arrivo dei turisti è la coda sull’autostrada mentre stanno andando da qualche altra parte!

    Tutto ciò, però, non è colpa del poveretto che si vede il bidone riempito di ogni schifo solo perché la politica è 40 anni in ritardo su tutto – gestione ed educazione alla raccolta differenziata fra le altre cose.

    La nostra politica è ancora convinta di essere in ritardo per fare le grandi opere, spendere cioè 6 miliardi per il terzo valico quando non è in grado di strappare condizioni migliori per i nostri pendolari su tratte che 50 anni fa funzionavano normalmente, 4 miliardi per una tratta autostradale nuova, fatta senza gara europea, che devasterà ancora di più valli e torrenti mettendo a repentaglio la vita dei cittadini e la parola fine alla frase entroterra turistico (oltre passare 10 metri sopra il mercato della frutta e verdura).

    La Liguria non è una terra per turisti non per colpa dei liguri che sono diventati una imbarazzante minoranza della popolazione, liguri che tenevano colline come giardini e sono stati pagati per abbandonare le terre, le bestie e portar via con loro la propria cultura, quella che da altre parti (Tirolo ecc…) hanno fatto la fortuna turistica ed economica di quelle zone.

    Ecco, le valli genovesi sono una specie di Tirolo sul mare, con una città d’arte del calibro di Firenze o Venezia a due passi ma i nostri politici vi hanno visto solo lotti, per fare un centro intermodale lì, un mostro edilizia là, un centro commerciale lì, un quartiere senza collegamenti là.

    Vaglielo un po’ a dire che la Liguria non è turistica, loro in vacanza non ci andrebbero mai!

  37. OSPITALITA’ LIGURE…una conclusione
    Si possono leggere nei post precedenti critiche severe e sacrosante, qualche giusta rivendicazione delle cose piacevoli (non tantissime, diciamo la verità) che si possono trovare in Liguria, il tutto condito dei soliti luoghi comuni che possiamo ascoltare in un bar.

    Conclusione?
    Inutile nasconderlo, questa regione mostra da anni segni di declino, di scarsa vitalità, di “vecchio” che si vedono ovunque…per chi ha la memoria lunga, altre realtà di confronto e soprattutto occhi per vedere.
    Una situazione per altro non molto diversa dal resto d’Italia -a quanto ci dicono statistiche, indagini, numeri- le cui cause sono molteplici e note.

    I liguri, che per loro natura già non brillano per generosità, intraprendenza e amore del rischio (salvo eccezioni beninteso), non fanno che adeguarsi alla situazione generale.

    Il mare -“u mà”- su cui si affaccia l’intera Liguria ha nella cultura atavica del ligure una duplice valenza: è sinonimo di opportunità di sviluppo ma anche di disgrazie, è cioè “u mà”, quel “male” nel senso più ampio del termine che il ligure aborre e fa di tutto per scansare a partire da quando si sveglia ogni mattina.

    Forse non a caso proprio il genovese Colombo ha saputo guardare oltre il mare. Ma solo lontanissimo da Genova e dalla Liguria ha trovato chi gli ha pagato il viaggio con tutti i rischi annessi e connessi.

  38. Vivo da circa un anno in Liguria, e devo dire che per quanto mi riguarda credo profondamente che questa non sia una regione per turisti. Maleducazione, prezzi irragionevoli accompagnato a cibo scadente, divieti assurdi, vergogna dei lidi (fortini con barriere impenetrabili e tesi ad accupare abusivamente tutte le spiaggia), simpatici vigili urbani che fanno di tutto per multarti ecc ecc. Panorami e bellezze naturali innegabilmente stupendi e città ben curate

  39. io sono Ligure. Ligure nel senso che sono nata qui,da Liguri da generazioni, vivo qui da 55 anni, i miei genitori hanno vissuto qui. I nostri figli se ne sono andati, per lavoro, emigranti di lusso, vero… new York e Milano, per trovare il lavoro per il quale avevano studiato. Noi nella nostra ormai troppo grande casa abbiamo aperto un B&B, all’inizio con timidezza. Con piacere vedo che i miei ospiti lasciano i commenti (sempre positivissimi) anche su internet, e spesso gli stranieri non solo mi decantano le bellezze della mia terra ma anche i servizi eccellenti…. un esempio? Ospedali, Bike sharing che nella mia città è gratis, mare bellissimo, vino (pigato e vermentino) eccellente, ristoranti (dove li dirotto non per guadagnare ma per fare bella figura) da urlo, panorami e tramonti che si porteranno nel cuore per sempre. Da dove vengono? Russia, Germania, Olanda, Belgio, Inghilterra, Stati Uniti. Essendo ormai pochi noi Liguri penso che dobbiamo ripartire da qui: basta piangerci addosso, sfruttiamo con intelligenza questo grande strumento che è internet, riprendiamoci la nostra terra attraverso la microricettività, prendiamo consapevolezza delle bellezze che abbiamo intorno, lasciamo i cartelli dove sono, non per fare polemica… ma ci sono in tutto il mondo. E di mondo ne ho visto.

  40. Anna, tutto giustissimo. L’approccio, lo spirito, il metodo. Leggendo ciò che scrivi, non ho dubbi che i turisti lascino solo commenti positivi sul tuo B&B. E i cartelli, spesso fosse chiaro dal contenuto del mio post, sono solo un piccolo gioco, una piccola provocazione. Tutto il resto voleva essere costruttivo.

  41. Cara Barbara, ho letto con curiosità il tuo blog e il tuo account twitter, soprattutto per ciò che riguarda l’essere liguri. Sono un ligure (nato a Genova, ma sempre vissuto a Celle) emigrato a Milano più di vent’anni fa in cerca di un futuro.
    Avendo passato metà della vita in Liguria e metà a Milano, capisco i punti di vista di entrambe le fazioni (se così vogliamo chiamarle).
    L’unica cosa che mi sento di dire ai liguri è: provate a fare una settimana di vacanza sulla riviera adriatica. Io ci ho passato pochi giorni, di passaggio verso un’altra destinazione. Non potrete credere ai vostri occhi e alle vostre orecchie.
    È vero: il mare fa schifo. Ma non potete capire che mondo di differenza ci sia. Così come non potete capire cosa voglia dire “ospitalità” senza essere stati lì.

    E non venite a dirmi che lì i clienti sono più educati o cose del genere, perché sarebbe solo l’ennesimo tentativo di autoassolversi.
    Sono appena tornato da 3 settimane a Celle e ho pagato uno sproposito per l’ombrellone, così come in pescheria, così come quell’unica volta che sono uscito a cena con la mia famiglia. Se non avessi la casa lì, col cavolo che ci metterei piede. Prezzi alti per un servizio quasi sempre assente. E sento gli esercenti lamentarsi che “quest’anno non c’è nessuno”.
    Tristezza.

  42. ho smesso di andare in liguria anni fa….adesso I miei soldini li vado a lasciare in Toscana o sardegna,tanti liguri dovrebbero capire che se non fosse per I tanto vituperati padani,sarebbero ancora Sui loro monti dietro al mare a fare I pastori…..

  43. Il carattere delle persone determina la tipologia dei rapporti con gli altri. Per noi liguri anche se vieni pagando, devi avvicinarti in maniera felpata; solo così, forse, dopo venti o trenta anni perderai l’aura del foresto. E se non ti va…… BELIN ! STATTENE A CASA TUA !

  44. Ho sempre amato la Liguria da un punto di vista paesaggistico ma ho rinunciato a passarvi le vacanze per i prezzi davvero irragionevoli.
    Ovviamente il mio “irragionevoli” non è rapportato alle mie tasche ma a quanto viene offerto .
    E’ come acquistare un kg di pane per 30 euro, potrà pure essere buonissimo ma altrettanto irragionevole.
    Da padano doc, coi miei limiti intrinseci, vedo la romagna come una sorta di eden per il turista.
    Forse il mare ed i paesaggi non reggeranno minimamente il paragone con quelli liguri ma una vacanza non è solo questione di orizzonti!
    I romagnoli hanno un educazione e attenzione per il turista talmente riscontrabile da poter quasi rischiare di essere generalisti.
    Concludo meno diplomaticamente pensando ai prezzi che indubbiamente e indiscutibilmente consentono ai romagnoli di vivere del turismo, ebbene verificateli e raffrontateli con quelli dei liguri, sono sicuro che il termine truffa sia quello che più si addica a questi ultimi.

  45. Io abito da 15 anni in veneto sono ligure con antenati incrociato svizzeri piemontesi noi liguri saremo scostanti ma siamo diretti i veneti pur essendo un popolo onesto di fondo ti fa il sorriso cordiale e tela butta in culo

  46. Ciao a tutti, sono una genovese.
    Odio gli stereopiti in generale e sopratutto non mi piace quando le persone parlano male della mia terra Natale. Credo che la maggior parte delle persone si lasci influenzare da questi appunto stereotipi su quanto i genovesi siano tirchi e inospitali. Sinceramente vivo a Genova da anni e si, ci saranno i vecchietti rompiballe e scorbutici, ma io stessa quando incontro persone che sono o meno di Genova cerco sempre di metterli a loro agio… poi è vero, è inutile venire nella nostra città a cercare lavoro ecc… se non c è per noi non c è per nessuno , e concordo sul fatto che prima i posti di lavoro vadano dati a coloro che erano a Genova e che vi abitano da prima di altri… Non starò a qui a parlare molto perché ,al contrario di come si dice tornando al discorso di prima sugli stereotipi, amo molto parlare.
    E BELIN se secondo voi Genova non merita di essere vista a causa “del nostro carattere chiuso” allora statevene nelle vostre belin di case e per la prossima estate progettate le vacanze in un altra regione!

  47. E non credo che a nessuno( genovese o meno che sia) vada a genio di ospitare con benevolenza turisti come quelli che riconoscono la terra Ligure solo per il carattere di coloro che vi vivono, da loro considerato pessimo. Io sono buona con chi è altrettanto buono con me.

  48. Che poi se siete turisti ed andate a scegliervi le zone come Chiavari o le cinque terre che sono le più care cavoli vostri!
    Sarò logorroica ma non credo che se voi andate in qualunque altra regione in qualunque bar o ristorante in cui andate siano TUTTI amichevoli e perfettamente ospitali.

  49. Alessia, genovese anche io e anche io a tratti stufa dei luoghi comuni. Sono pronta a difendere i miei conterranei a spada tratta, se qualcuno li offende. Però, più giro per altre regioni, più mi rendo conto che potremmo migliorare.

  50. io sono ligure da chissà quante generazioni.alcune critiche ci stanno,ma spesso si dice essere ligure chi non lo è!esempio,una famiglia venuta da altre regioni apre un albergo senza sapere il mestiere,fallisce ,chiude,rovinando il nome di un luogo…..e si dice:”i liguri lavorano male”!io sono sempre contento di trattare ospitalmente,se non ha l’arroganza di chi pensa:”senza di noi”….chi viene qui.e sono cresciuto prima in un ristorante(sono di alassio)e poi in un albergo.ma sono pronto a rispondere agli arroganti che in questa terra ,prima del turismo,i miei avi vivevano lo stesso e io con i VERI liguri come me di chi viene con arroganza ne facciamo a meno.ne ho conosciuti!

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