La rivincita delle cassiere

Giusy Ferreri, che canta con piglio da vocalist di orchestra di provincia, è la più scaricata, intervistata, coccolata d’Italia. Viene, prima che da X-Factor, dall’Esselunga e, dice, ha avuto la soddisfazione di vedere il suo Cd nel catalogo premi della Fidaty Card. Meno male che almeno la canzone da lei massacrata è di Tiziano Ferro (ebbene sì, Ferro è una delle mie debolezze trash, soprattutto grazie alle imitazioni di Mai dire martedì. Di tutte è la più innocua probabilmente. Le altre non le rivelerei neppure sotto tortura).
Anna Sam, cassiera francese, è un piccolo caso letterario con il suo Les tribulations d’une caissière, libretto nato dal suo blog in cui racconta la vita quotidiana dietro il tapis roulant, tra il bip bip incessante dei prodotti “passati” sul nastro, i clienti maleducati che nemmeno sprecano un buongiorno o s’irritano perché devono pagare i sacchetti di plastica. (Il libro lo sto leggendo, niente di cui davvero, se lo traducono non sprecate i soldi).
Non so se si possa chiamare tendenza, ma direi che c’è una fuga dalle casse. Sarà forse perchè sempre più supermercati stanno passando a quelle fai da te: vi è mai capitato di perdere due ore in fila perché la vecchietta davanti a voi agitava come una pazza la pastina da brodo davanti al lettore ottico, e poi non trovava la fessura per i soldi, e poi dimenticava di passare un altro articolo facendo suonare tutti gli allarmi, e poi non prendeva resto e scontrino? Ecco, nei supermercati più evoluti si fa così da un bel po’, e scrivono cose tipo “Fila rapida – Il progresso per migliorare la vostra vita”.
Insomma, a causa del progresso e della probabile futura dismissione delle cassiere umane, assisteremo con ogni probabilità a un flusso di blogger, scrittrici e cantanti. Perché di qualcosa si deve pur campare.

Comunque la francese, non appena pubblicato il libercolo si è licenziata in un picosecondo. La nostra Giusy ha chiesto solo l’aspettativa, Ché in Italia il posto fisso, seppur minacciato da un robot, te lo sogni, altroche.

3 thoughts on “La rivincita delle cassiere

  1. Persino quello dei fichi d’india, che lavorava in una scuola, aveva preso l’aspettativa, perchè in italia il gusto del posto fisso ha un buon sapore

  2. “le tribolazioni di una cassiera” è un libro che riassume quello che ogni giorno devono subire le persone di questa categoria (me compresa),se l’avessi scritto io quel libro probabilmente avrei riportato gli stessi esempi, ciò significa che è un grosso incubo uguale che miliardi di persone vivono ogni giorno…dato che anche io mi sto laureando e mi hanno rubato l’idea di scrivere un libro sul mio “simpatico contatto col pubblico”deduco che gli 11 anni passati alla cassa debbano continuare…perchè l’Italia è un paese che non permette altro…

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