Lasciate che le signore vengano a Roma

In diretta dal confronto televisivo del secolo, quello tra Prodi e Berlusconi a venti giorni dalle elezioni, fra uno sbadiglio e l’altro carpisco la parola “donne”.
Precisa la domanda di Marcello Sorgi de La Stampa ai due contendenti: quante donne ci saranno nel vostro governo?

Il presidente del consiglio in carica, Berlusconi dice più o meno:

Ne abbiamo poche; vorrei che ce ne fossero di più ma è difficile convincere le candidate di spessore culturale, queste signore insomma, a lasciare il marito e la famiglia e andare a Roma per lavorare in politica.

(E poi si dimentica di citare la Prestigiacomo tra le donne del suo governo attuale).

Prodi ribatte:

Ci dovrebbe essere una legge sulle quote rosa che non è stata voluta dalla maggioranza. Secondo me è la prima cosa da fare per sfondare il tetto delle presenze femminili. 10 anni fa pensavo non servissero; adesso la mia esperienza mi fa dire che senza quote rosa non arriveremo ad una forte presenza femminile in parlamento nemmeno fra 50 anni.

Allora: siamo il paese con le presenza femminile in Parlamento più bassa in Europa, e uno dice che è colpa nostra perché non lasciamo paesello e focolare per andare nella metropoli; l’altro che l’unica soluzione è la riserva indiana.

Io mi sento come al gioco dell’oca, quando capiti sulla casella “Stai fermo un giro”.

3 thoughts on “Lasciate che le signore vengano a Roma

  1. E’ triste che si debba ricorrere all’espediente delle “quote” per poter garantire una presenza consistente ed equa delle donne nel Parlamento. E’ anche vero che in Italia abbiamo un gap culturale enorme rispetto all’Europa per quanto riguarda l’emancipazione delle donne nella societ. Beh, la Santa Sede in Italia qualche influsso lo avr pur avuto. Ma in Spagna come sar?

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