Le mamme, l’autostima e il per sempre

L’altra sera un’amica, nota per non essere tenera con le madri (e  in parte ha ragione, eh), ha esposto la sua teoria su come cambiano le donne dopo aver avuto un figlio. In sintesi, lei dice, avere un figlio fa sentire più “potenti”, più forti, più piene di sé. Aver generato una vita, sostiene, pompa l’autostima a livelli altissimi e scatena un malcelato senso di superiorità nei confronti delle non madri. Trasformando donne un tempo normali in fastidiose Madri Sacre dal ditino alzato e dalla conversazione fotocopia che verte su cacche e asili nido.

Sì ma no.

Nel senso che è vero, conosco anche io donne che si definiscono in primis come “mamme” e non come “persone”, la cui maternità è servita per riempire vuoti di frustrazione e noia, ha dato il famoso “senso” a una vita che non ne aveva e ha rimpolpato un’autostima in caduta libera. Ma quello dipende dal carattere di una persona, da come reagisce alla vita,  soprattutto da come ha impostato le priorità della sua vita. Nel mio caso, ad esempio, la maternità non ha portato alcun senso di superiorità, anzi: ero convinta prima e lo sono ancora di più adesso (prima lo sospettavo solo, ora ne ho le prove) che le donne senza figli si divertano di più di quelle con, abbiano molte più opportunità e occasioni in tutti i campi, dal lavoro alle relazioni sociali alla vita di coppia, per cui non vedo di cosa sentirsi superiori.

Invece mi sento di dire che sì, c’è una cosa che cambia davvero e credo ci accomuni tutte. Ed è quel – mai provato prima – senso di per sempre, di ineluttabile, di definitivo. Un uomo lo lasci, un lavoro lo cambi, la casa la vendi, ne compri un’altra, vai in affitto e chissenefrega. Gli amici, con rare eccezioni, vanno e vengono, puoi vivere in cento città diverse e pure tagliare i ponti con la tua famiglia di origine, che a volte fa pure bene. Per quanto possa sembrare difficile o addirittura impossibile cambiare qualcosa – dal partner al peso al colore dei capelli – non ci sono cose irreversibili, nella nostra vita. Un figlio, banalità comunque da ricordare,  non lo cambi, non lo lasci, non torni indietro. Femmine un giorno e poi madri per sempre, ebbene sì, niente sconti, niente ripensamenti, qualunque cosa accada alla vostra vita di coppia, lavoro, casa.

Se siete poco a vostro agio con i per sempre, quelli veri, se gli impegni, quelli definitivi per davvero, vi angosciano ecco, è questo semmai che dovete temere. E’ l’unico vero cambiamento tra il prima e il dopo, è un pensiero che non molla, una realtà con la quale scendere a patti, in qualunque modo decidiate di vivere la maternità.

18 thoughts on “Le mamme, l’autostima e il per sempre

  1. Il “per sempre” si fa evidente quando una madre perde il suo bambino.
    Resta madre, anche se non ne avr mai pi uno.
    Per sempre.

  2. Bli tutto quello che hai scritto rispecchia pienamente (pure troppo, mi faceva quasi paura mentre leggevo!)quello che penso e soprattutto provo in questo momento; ho un marito che adoro e ho spostato le montagne per stare con lui e poterlo sposare (nella fattispecie gli Apennini!), ho la vita che desideravo, stiamo benissimo, ci divertiamo, viaggiamo, usciamo anche se sto meravigliosamente anche solo stando a casa a cucinare…non desidero un bambino ora perch so che poi non sar pi cos.Molti mi dicono che sar meglio, ma ho paurissima perch quel senso di “indietro non si torna”lo sento gi ora, l’unica decisione irreversibile della vita e io che non ho mai temuto gli impegni a lungo termine sono un po’ spiazzata….

  3. Non temo gli impegni “per sempre” in generale, ma l’eternit dell’essere madre mi spaventa non poco, perch ho visto la vita dei miei genitori gi anziani rovinata da un figlio che li ha umiliati, insultati, ingannati, perfino derubati, senza nemmeno una spiegazione. L’hanno sempre perdonato, sempre riaccolto a braccia aperte anche quando arrivava nel cuore della notte solo per chiedere dei soldi con l’arroganza di chi pensa che gli siano dovuti in virt di chiss cosa. Una persona malvagia e vigliacca che non posso e non voglio considerare un fratello. Ma l’idea che un istinto primordiale un domani mi costringa ad accettare nella mia vita una persona del genere in quanto sua madre mi spaventa. Un figlio per sempre, chiunque egli sia?

  4. Penso di s July, che un figlio sia per sempre anche nel caso di persone come tuo fratello..o meglio credo che dentro di te rimanga sempre figlio, anche se puoi la mente e il buonsenso ti suggeriscono di darci un taglio…

  5. Mamma Imperfetta: l’ho pensato, mentre scrivevo.
    ci_polla: dillo a me.
    martina: ti capisco perfettamente. Era anche la mia sensazione “prima”: la mia coppia era il mio nucleo, stavo bene cos e non c’era posto per altro. Per cui, se ti senti cos, vivi come ti senti. Arriver il momento in cui cambierai idea. O forse no. L’importante che tu ne sia consapevole.
    July che bella, pesante, forte domanda. Un figlio per sempre, chiunque egli sia? Non lo so. Oggi, sono tentata di pensare che io metterei, comunque un “limite”. Ma chi riesce a sapere in anticipo come si comporter in un caso estremo? C’ qualcuno che vuole rispondere?

  6. Anche io penso che con Dafne, mia figlia, sia un amore per sempre (ma sono in una fase in cui lo penso ancora di mio marito… speriamo, insomma!).

    Per ammetto di provare un enorme fastidio, quando in tv sento un genitore che difende a spada tratta il figlio assassino/stupratore/mafioso.

    Non credo che potrei farlo, nemmeno per mia figlia.
    Credo ci siano degli errori dai quali non si pu tornare indietro. E, magari, come genitore si pu provare compassione, ma non posso pensare che riuscirei a difendere mia figlia ‘perch comunque mia figlia’. Non credo che in certi casi la vita sia sufficientemente lunga per riparare a sbagli cos grossi.

  7. Un figlio per sempre, chiunque egli sia? Una domanda forte che ha origine da un’esperienza dolorosa di vita. Si potrebbe ribaltare chiedendosi “un genitore per sempre, chiunque egli sia?” (penso ai casi di abuso).
    Il limite sottile sta nell’identit della persona che via via si forma, nel caso di un figlio, o nella responsabilit genitoriale che investe l’adulto.
    Il rapporto figlio- genitore si costruisce ed evolve col tempo, a volte si consolida e arricchisce, a volte pu deteriorarsi per il concorso di tante variabili.Sostenere ed educare un figlio non significa solo, volenti o no perlomeno finch piccolo, conciliare il proprio stile di vita alle sue esigenze, ma significa anche mettersi in gioco, a volte in discussione e crescere con lui.

  8. Come hai ragione, Bli…
    Solo non capisco, tra i commenti, la frase “Un figlio per sempre, chiunque egli sia?” E chi vuoi che sia, scusa, se non quello che tu hai partorito, nutrito, educato, guardato, conosciuto, curato, sorvegliato da lontano, guidato, amato? Io non credo proprio che arrivi un momento in cui non sai pi chi tuo figlio, o non ti spieghi pi da dove vengono i suoi comportamenti, le sue opinioni, le decisioni che prende. Se succede, solo una fase, e pu solo spronarti a capire meglio, a studiarlo, a cercare di conoscerlo pi di quanto credi gi di conoscerlo. Se succede davvero che tu non sappia pi chi , a te stesso che devi guardare, e di sicuro da qualche parte hai mancato, sei stato distratto, hai erroneamente creduto che, ad un certo punto, potevi ritirarti dalla sua vita perch non era pi la tua, invece sar sempre la tua. Perch un figlio, appunto, PER SEMPRE.

  9. Ho appena terminato di organizzare la festa dei “18” di mia figlia, posso dirvi una cosa ? un figlio non per sempre, vorreste che fosse cos ma non lo .
    Forse per 13 forse per 16, a meno che non abbiate fatto un bamboccione che vi sta in casa per 40 anni, ma non per sempre per un p come tutte le cose di questa vita terrena, questo,naturalmente, se pensate a viaggi, uscite momenti intimi con il vs partner

    Ma un figlio per sempre ma non perch non esci la sera, ma perch sei diventata madre o padre e questo cambia tutte le tue prospettive.

  10. Io sono d’accordo con Mammafelice: ci sono cose per le quali non si pu difendere nemmeno il sangue del proprio sangue.
    Poi, certo, un figlio per sempre.
    Ma anche decidere di non averne una scelta da cui non si torna indietro.
    Non facile in nessuno dei due casi, se si persone che riflettono su se stesse e sulla propria vita.

  11. secondo voi per la irrevocabilit della maternit che molte pi donne che in passato vanno in crisi e forse non riescono ad accettarla oppure c’ solo pi diffusione delle notizie e prima invece tutte queste difficolt si vivevano solo in famiglia?

  12. Se vabb. Falla parl con me la tua amica, che ho fatto una figlia e prima mi sentivo onnipotente e ora nammerda. Bonjour finesse. Solo le perfette idiote che prima non avevano una vita si sentono onnipotenti dopo aver fatto un figlio, la cosa pi elementare ed animale che una persona possa fare.

  13. Concordo punto per punto al post e sul per sempre. S, per sempre. E’ quella la meraviglia e il casino. Perch io non penso come Tatalla che”Io non credo proprio che arrivi un momento in cui non sai pi chi tuo figlio, o non ti spieghi pi da dove vengono i suoi comportamenti, le sue opinioni, le decisioni che prende.” Nell’adolescenza dei miei figli per esempio io di continuo vivevo quelle emozioni. Nell’adolescenza per fisiologico. Come adulti, se compissero azioni orribili, orribili davvero, io non potrei accettarlo solo perch sono miei figli, taglierei i ponti. Ci non toglie che sarebbe per me una condanna, per sempre, in quanto madre di persone orribili.
    Cielo! che argomento pesante.
    Comunque, sfaterei un altro mito di gi. I miei figli tutti fuori casa in pochi mesi. Dovrei essere afflitta dalla sindrome del nido vuoto. Ma dai!! Si sta benissimo! tempo e spazio per s, lunghe chiacchierate al telefono, qualche piacevolissima cena tutti insieme e via ognuno per i propri interessi.

  14. Sono diffidente verso gli estremismi, ovvio che un figlio lo avrai per sempre e ci cambia completamente la vita. Non credo che la maggior parte delle mamme si senta onnipotente perch ha partorito, ma comunque bisogna riconoscere che diventare madre un’esperienza lunga, dolorosa e che richiede impegno fisico e mentale per almeno 9 mesi e quindi perch ci non dovrebbe essere considerata un’esperienza di vita che ti arricchisce “il curriculum” e certamente aggiunge qualcosa in una donna che ancora non ha provato cosa vuol dire diventare madre? Cos come chi ancora non ha provato cosa vuol dire perdere un affetto per sempre o avere una delusione terribile o scoprire una verit sconcertante o subire un intervento operatorio difficile ecc. ecc. chi prova la sofferenza ha pi possibilit di elevarsi spiritualmente ed avr certamente pi cose da raccontare.

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