Niente sesso (senza si), siamo inglesi

Finché non c’è un “si” esplicito, si presuppone il no.

Questo mantra, che un paio di miei amici conoscono a memoria visto che per loro il no delle donne è di default, è il succo di una mega campagna antistupro lanciata in UK qualche giorno fa, sui magazine maschili, alla radio e tramite poster con foto provocatorie affissi nei luoghi “caldi” per definizione, ossia le toilette dei pub.
Di ammirevole c’è lo sforzo economico e organizzativo della campagna e il concetto di partenza: come ha spiegato il ministro dell’Interno Fiona Mactaggart, per una volta si tenta di ribaltare la prospettiva. Non sono più solo ed esclusivamente le donne a doversi preoccupare della loro sicurezza; la responsabilità grava anche sugli uomini che devono essere certi di ricevere un consenso esplicito al rapporto sessuale, a rischio di un processo.
Questo è un passo molto importante anche per cercare di cambiare l’attitudine che permane (anche) nel Regno Unito nei confronti della violenza sessuale; secondo una recente ricerca di Amnesty International, più del 25% degli sostiene se la donna violentata aveva flirtato con il suo stupratore, beh, “Se l’è cercata”.

Ora, io non credo che una campagna di questo genere, per quanto capillare e ben fatta, possa per incanto cancellare secoli di maschilismo e
sessismo. Non credo che chi considera le donne come oggetti da prendere e usare senza pagar di dazio si illumini grazie a un poster che guarda
mentre urina in un bagno pubblico, magari un po’ annebbiato dalle pinte di birra. E mi chiedo anche come si potrà dimostrare il consenso
esplicito:

“Si o no?”

“Si, si”

“Sei sicura? Hai detto si esplicitamente? Inequivocabilmente? Non è che poi cambi idea e mi denunci? Magari e lo scrivi e me lo firmi?”

Però è un inizio. Un piccolo contributo per il superamento del ”esci di sera, ti metti la minigonna, se ti succede qualcosa poi non lamentarti”.
Il governo inglese investe 500.000 sterline in questa campagna, fra l’altro in un momento in cui gli stupri in UK sono in
forte calo.
“Ma lo facciamo per fare sentire alle donne che la legge è dalla loro parte”, ha detto Fiona Mactaggart. E si sta ancora lavorando per tentare di risolvere i numerosi casi in cui c’è un “drunken consent”, il si strappato dopo parecchi bicchieri di troppo.

Per chi l’avesse già dimenticato, invece, da noi, dove i casi di stupro sono tutt’altro che in diminuzione, vedi domenica scorsa, poche settimane fa una sentenza ha dichiarato che lo stupro di una minorenne è meno grave se lei non era più vergine.
Altro che consenso.

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