Non solo la cattiveria è contagiosa

In coda per un caffè a un baretto. Davanti a me una suora, al suo fianco, poco distante, un ambulante di colore, intirizzito dal freddo, come tutti noi sorpresi a tradimento da una Milano già imbiancata.
La suora paga la sua consumazione e poi dice: “Aggiunga il caffè e la brioche del ragazzo”, indicando l’ambulante con un cenno del velo.
Il barista s’imbarazza, tentenna, la guarda, non sa che fare. La suora incalza: “Fa freddo, povero figliolo, non avrà venduto niente, almeno un caffè…”.
Il barista si lascia andare: “Lasci, sorella, il caffè al ragazzo lo offro io”. Anzi, quasi è piccato, ci tiene a dimostrare la buona fede, in tutti i sensi: “Sa, anche io spesso glielo offro, eh”.
La suora insiste: “No, questo lo offro io. Prenda i soldi e se questo lo paga lei, li tiene per il caffè di domani, quando torna”.
Il barista alza gli occhi al cielo e ammutolisce.
E’ il mio turno. Pago e vedo un euro di resto lì, che brilla sul piattino. Che faccio? Ovviamente, m’incanalo: “Questi li lasci per lui”, faccio, vergognandomi un po’. Perché sono certa che né io né il barista gli avremmo mai dato un soldo bucato se non fosse stato per quella suora tonda e occhialuta, che se ne va camminando veloce, bianca nel grigio.

Pensavo che solo la cattiveria fosse contagiosa, e invece.

4 thoughts on “Non solo la cattiveria è contagiosa

  1. Allora anche il “senso di colpa” contagioso ??

  2. Certo che s. Il senso di colpa strisciante, non aspetta altro che una buona occasione per emergere.

  3. e magari il ragazzo voleva una caipiroska, mentre al bancone si discuteva per un misero caff :)

  4. Solo io mi sono commossa per questo post?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
Website