Produci, consuma, crepa

Ho fatto un voto.

Quest’anno, niente saldi. E, incredibile, l’ho pure mantenuto.
(Facile: basta lavorare come un mulo in un posto fuori dal mondo, dove l’unica cosa da comprare sono le cicche al bar. Ok, ho barato).
Però qualche giorno fa mi sono trovata catapultata in centro, con un’ora di buco fra un appuntamento e l’altro (che scritta così, fa tanto belle de jour ma giuro, non c’entra nulla).
E allora ho fatto un giro per negozi.
Tristezza infinita degli ultimi giorni di saldi. Gli abiti accatastati in un angolino, marchiati dall’infamia dell’invenduto, in taglie e colori improbabili, incalzati dalle nuove collezioni, appesi di sbieco, gualciti, sotto cartelli “Ultimi giorni” e “Last Minute”.
Scatta l’effetto bancarella: sembra tutto brutto, anche quello che due mesi fa ti sembrava fantastico, e avresti fatto (meglio, HAI fatto) un mutuo per pagare.
Così mi è tornata in mente una folgorazione anticonsumista (una delle poche, ammetto, della mia vita da apprendista shopaholic).
Vivevo a Londra, e una sera mi accorgo che manca qualcosa in casa. Il pane quello bianco da toast che me ne facevo fuori delle chilate, il vino, non lo so.
Scendo un attimo da Marks and Spencer (non per fare la snob, visto che aveva dei prezzi fuori dai sensi, solo perché era il più vicino a casa), e intanto ne approfitto per lasciare fuori dalla porta la rumenta, come si dice a casa mia, la spazzatura, ben legata in un sacchettino.
Dopo mezz’ora torno. Uno per mano, due sacchetti griffati Marks and Spencer, pieni di cibo fresco.
Davanti alla porta, un sacchetto Marks and Spencer, pieno. Di rumenta.
Incrocio di sguardi fra me e i sacchetti. Attimo di riflessione.
Ecco, non so perché, ma quella sera ho svuotato una bottiglia Syrah dolciastro (per il vino cattivo ho una memoria da elefante) ruminando a piacere su senso della vita, precarietà dell’esistenza, assoluta inutilità del tutto.
Come cantavano i CCCP un secolo fa? Produci, Consuma, Crepa…

2 thoughts on “Produci, consuma, crepa

  1. Io ho sempre sostenuto che i Saldi sono una fregatura (in genere questa frase la dico di fronte alle vetrine). Ma la mia compagna non demorde, ogni hanno si mette in fila nella lunga processione della “svendita” a tutela del risparmio dei consumatori. In genere ci lascia gi una milionata di lire del vecchio conio.

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