Stalking: le attenzioni pericolose

Cambiano il numero di telefono. Le abitudini. Il lavoro e a volte la casa. C’è chi sceglie un’altra città e chi scappa all’estero. Anni di terrore, vissuti con il cuore in gola, nella speranza di sfuggire alle molestie, che diventano spesso una vera persecuzione.

Lo stalking, termine mutuato dal linguaggio della caccia (da to stalk, fare la posta), della caccia ha i connotati. Bracca la preda, la riduce all’angolo, le ruba la vita. E spesso la isola, visto che in Italia le istituzioni possono fare poco per aiutare le vittime: da noi non esiste (ancora?) una legge che lo sanzioni e parenti amici rischiano di finire a loro volta bersaglio della violenza. Non esistono dati ufficiali sul fenomeno ma basandosi sulle cifre Istat del 2006 si parla di due milioni 77 mila vittime. E sono dati parziali: riguardano solo le molestie ricevute dai partner in di fase di separazione.

Su Grazia un mio pezzo con intervista a Laura De Fazio, docente di Criminologia all’Università di Modena e Reggio Emilia e membro del Modena Group on Stalking, team multidisciplinare europeo di ricerca sul fenomeno.

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