Tuteliamo la Familya

Lo ha già scritto, molto meglio di me, Maurizio Maggiani sul Secolo XIX di domenica scorsa (ho recuperato il pezzo qui). Lasciando da parte tutte le considerazioni sui contenuti della manifestazione “per tutelare la famiglia” (a proposito, qualcuno ha sentito lo spot radiofonico? Quello in cui una serie di voci maschili e femminili spiegano perché sfileranno sabato 12 a Roma? Beh una di queste voci ha il coraggio di dire: “Perché chiediamo politiche più audaci e durature per la famiglia.” Più audaci? Tipo, non ci si sposa solo in bianco, possono essere ammessi anche l’avorio, il panna e il ghiaccio?)
Comunque, quello che diceva Maggiani, focalizzandosi appunto sull’involucro e non sul contenuto, era, “Ma perché Family Day? Perché usare l’inglese?” Soprattutto, aggiungo io, se si vuole sfilare in nome della Famiglia Tradizionale Italiana.
E infatti, puntuale, la schizofrenia è uscita fuori. Perché nel titolo dell’ultimo comunicato stampa del Forum delle Associazioni Familiari voilà, a qualcuno è scappata una autarchica i al posto della y. Ed ecco apparire un rassicurante, maccheronico, caldo, “Famili Day”.

Ora sì che ci siamo.

17 thoughts on “Tuteliamo la Familya

  1. Secondo me hanno usato l’inglese perch “Il Giorno della Famiglia” sembrava quasi un improbabile titolo di un film-incrocio fra western e gangster.

    Poi ovviamente, come sempre, si poteva trovare qualcosa di meglio.

    Giusto per la cronaca: io ci sar.

    Dal De Mauro Paravia
    Audace: “che ha coraggio”, ma anche “particolarmente innovativo e originale rispetto alla tradizione”

  2. Wow, che wonderful manifestazione!
    Non vedo il time che la gente sfili per difendere la family dagli assalti dei gai.

    Voglio politiche pi audaci per la famiglia, tipo la poligamia.

  3. Stefano: se hai voglia di raccontarci le tue impressioni, mi farebbe davvero piacere. E sulla definizione di “audace” niente da eccepire, ma non mi pare il principio informativo della manifestazione, o no?

  4. Appena possibile (domenica e luned sar fuori tutto il giorno) scriver certamente un resoconto sul mio blog pi con le mie impressioni personali visto che la cronaca la vedrete prima.

    In che senso “principio informativo”? Il manifesto (http://www.forumfamiglie.org/manifestazione/allegati/manifesto.doc) mi pare sia chiaro, non e non vuole essere una manifestazione contro i dico ma a testimonianza (per la politica e per la societ) che la famiglia tutt’altro che estinta e che merita le attenzioni che la Costituzione le garantisce.

  5. Stefano: che la famiglia tradizionale sia tutt’altro che estinta vero. Vero anche che proporla come unico modello negare la realt.

  6. io non sono per niente..ne per la famiglia (anche se ne ho una) ne per i gai per i conviventi ognuno fa quello che preferisce il mio pensiero per :
    ok al matrimonio tra i gay
    no alla convivenza al posto del matrimonio
    se uno vuole si sposa in chiesa in comune dove sta il problema i dico sono un falso problema non che vogliamo tutelare la convivenza ma vogliamo solo rendere molto pi semplice la separazione…..
    allora io lancio una proposta
    si al matrimonio tra gay
    si alla separazione easy
    e basta i dico devono rigurdare quelle parti della societ ancora non tutelate gli eterosessuali lo sono gi basta sposarsi

  7. Due considerazioni.
    1. Per quelli che vanno alla manifestazione sopra citata, vi prego di salutarmi il sig. Casyni (divorziato), il sig. Berluscony (divorziato), e tutti quei sig. deputaty divorziati, conviventi, separati, che fanno di questo tema una questione politica e se ne fottono dei reali problemi delle persone.

    2. Perch nessuno organizza la Giornata dell’Amore, una manifestazione dove partecipano tutte le persone che amano qualcuno, in qualsiasi modo e senza distinzioni.
    questa s che dovrebbe essere un’iniziativa promossa da quella vergognosa organizzazione chiamata Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

  8. Baltasar: “Giornata dell’Amore” mi fa un po’ Cicciolina, ma sostanzialmente sono d’accordo.

  9. Mah, francamente credo si stia dimenticando una cosa fondamentale che prescinde da destra, sinistra e centro: in Italia esiste una legge che permette ai parlamentari di godere dei diritti presenti sul disegno di legge sui Dico. Diritti che pero’ i signori parlamentari vogliono negare al loro elettorato… ecco a me sta cosa, piu’ della manifestazione, mi fa proprio imbestialire… e’ un voler rimarcare il famoso concetto del “lei non sa chi sono io”… e prescinde da gay, etero, lesbiche… e’ questione di coscienza e diritti ma non se ne parla mai:/

  10. Considerazione pallosa. Il DPR 223/89 introduce la famiglia anagrafica e la definisce come :” un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinit, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ad aventi dimora abituale nello stesso Comune. Una famiglia anagrafica pu essere costituita da una sola persona”. Se non era violata la Costituzione nel 1989, perche’ dovrebbe esserlo nel 2007?

    Considerazione giocosa. I vari Casini ecc. sono davvero comici nella difesa di cie’ che nel loro privato calpestano. Che sia questo il familismo amorale? :-D

  11. Ciao,
    io alla manifestazione di sabato sarei andato…se mia moglie fosse stata d’accordo.
    Ne ho letto il manifesto e non c’era niente contro i divorziati o contro i conviventi. Tutte le persone, sposate e non, che ritengono la famiglia fondata sul matrimonio una cosa da tutelare per il bene di tutta la comunit potevano partecipare. Non si pu giudicare. Meglio comprendere le scelte o le difficolt altrui, senza per questo rinunciare a proporre valori alti come la responsabilit o la solidariet vera.
    Spero che lo Stato, nel solco della Costituzione, arrivi presto a proporre programmi di promozione del matrimonio come cosa bella e ancora importante. Sarebbe una cosa originale: invece di fare i DICO per inseguire i Paesi del nord Europa che sembrano sempre un passo avanti a noi, sorprendiamo tutti con qualcosa di veramente originale.
    Ancora una volta la creativit salva l’Italia.
    Buona giornata e forza Doria, Alessandro

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