Childfree: se sette figli vi sembran pochi

Circa un anno fa parlavo sul blog di movimento childfree. Ma soprattutto delle nuove martiri, le madri, strozzate da un’idea di maternità che oggi prevede come norma il farsi tiranneggiare sistematicamente dal bambino e rinunciare a ogni parvenza di una vita propria. Qualche mese dopo ne ho riparlato grazie e un’inchiesta su Newsweek e recentemente invece lo spunto mi è stato offerto dal primo convegno universitario sul fenomeno childfree in Italia. L’argomento, ovviamente mi interessa, essendo (ancora?) senza figli e vivendo le contraddizioni di una società che si dice moderna ma poi ti relega ai margini non appena devi provvedere alle esigenze di un cucciolo. Ma non interessa solo me: la quantità di commenti che continuo a ricevere, a distanza di mesi, su quei post dice che la maternità è oggi più che mai un nervo scoperto.

Emanuela, in particolare, mi ha colpito e vorrei riportare parte del suo commento. Perché lei e il movimento childfree sono lontanissimi: sta aspettando il settimo figlio. Ma la saggezza, la calma, la semplicità con la quale racconta la sua vita sono illuminanti. Soprattutto per una che come me già fatica a mettere insieme lavoro, compagno e gatta. Moltiplica il tuo amore, dice Emanuela, parla con le altre madri, mantieni il rapporto con il tuo partner: le ansie diventeranno più tollerabili.

Quest’anno compio 40 anni e dopo pochi mesi se tutto va bene mi nasce il 7° figlio. Vedo anch’io queste mamme stressate succubi dei loro figli e allo sbando nelle scelte educative, con grandi ideali che non si calano nella realtà. Quando le incontro, e ne conosco molto tenendo conto che ognuno dei miei figli ha in media 20 compagni di classe, tutte mi chiedono:” ma tu come fai?” pensando che i problemi che loro hanno per 1 siano moltiplicati per 6. Invece ciò non è vero più i figli aumentano i problemi diminuiscono perchè anche noi madri abbiamo un limite all’ansia che viene diviso per il numero dei figli e siccome siamo più stanche fisicamente dobbiamo per forza lasciare che sia arrangino, quindi loro diventano più in gamba e tu poi fidarti sempre di più. Potete immaginare che io non posso fare il taxi per 6 tra sport catechismo, musica, scout ect. quindi ai miei figli ho dato le fotocopie del Tuttocittà e ho sempre sperato che arrivino a destinazione del resto o così o li relegavo in casa o morivo dietro di loro. Un altra cosa che mi aiuta è sempre scegliere mio marito prima di loro (anche se sembrano avere più bisogno i cuccioli di un adulto), questo me lo ha insegnato mia madre che quando da piccoli noi protestavamo perchè andava in cine ogni tanto con mio padre ci rispondeva:” A vent’anni voi andrete via e se io non coltivo la relazione con vostro padre (con cui ho scelto di passare tutta la vita) ci troveremo come due estranei” in quel momento non ero contenta ma ora le sono molto grata.
Però capisco anche le ansie delle madri essendoci passata e penso che ciò sia dovuto a una grande ansia da prestazione, ma soprattutto a tanta solitudine, e penso che parlare con altre donne che ci sono passate e venute fuori non possa far loro che bene.

Ora, non dico che mi abbia convinto ad avere sette figli, questo no. Ma vedere che si può essere plurimadre e rimanere una persona autonoma mi è sicuramente di aiuto.

100 thoughts on “Childfree: se sette figli vi sembran pochi

  1. Ciao a tutti, sono una ex-mammanevroticaestressata.
    Quando 6 anni fa è nata mia figlia, volevo essere una mamma perfetta, leggevo libri di puericultura e pianificavo paappe, nanne e bagnetti, però non riuscivo più a telefonare, leggere e-mail nè cucinare… Per poter lavare i pavimenti una volta alla settimana chiamavo una babysitter che mi tenesse la bimba per un paio d’ore.
    Avevo fatto una ricerca tra le amiche e deciso che avrei dovuto avere il secondo (o 2 o niente) due anni dopo il primo, per ridurre ansie (mie) e gelosie (sue).
    Ma la nascita del desiderato fratellino è stata uno shock: mio figlio era malato, di una malattia non grave ma fastidiosa, che non gli permetteva di nutrirsi e dormire normalmente. Di notte piangeva per 2-3 ore di fila…
    Eppure la terapia d’urto ha funzionato: ho capito che ai miei figli non serviva una mamma perfetta, ma una mamma che li amasse davvero, senza ansie.
    Due anni fa è nato il nostro terzo angelo e stiamo pensando al quarto…
    Ogni giorno li porto all’asilo, al parco, al mare, vado in piscina ogni settimana, esco con le amiche ogni mese (i papà sono ottimi baby sitter), ho ripreso ad usare il computer, cucino tutti i giorni e lavo i pavimenti ben due volte alla settimana!!
    Il nostro segreto è quello difeso con tanta grinta e passione da oss. speciale: abbiamo buttato le nostre ansie su Qualcun altro e ci fidiamo di Lui…
    In questi sei anni abbiamo cambiato 6 appartamenti e tre continenti per il lavoro di mio marito, trovando sempre una casa e uno stipendio che ci permettessero di vivere dignitosamente. Io mi godo il lusso di stare a casa, viaggiamo in un opel corsa e i miei bimbi hanno vestiti e scarpe di seconda o terza mano, non mangiano ostriche e tartufi, ma sono felici!!

    Solo una nota a Kevin e rosa: ma per quale motivo una famiglia numerosa vivrebbe sulle spalle della società? Paghiamo le tasse come e più degli altri, visto che per necessità abbiamo case più grandi, e i nostri consumi di luce ecc… sono per forza elevati, quindi paghiamo sempre tariffe maggiorate. Se poi si riferiscono al misero assegno per il terzo figlio…bè in tal caso pesano più sulla società i compensi di Hunziker e soci. E comunque in futuro, visto il calo demografico, saranno i nostri figli a permettervi di andare in pensione.

  2. PS:Ho notato dopo che nel post precedente chiamo la prima figlia “mia” e il trerzo “nostro”.
    Infatti con un figlio solo si crede di poter far tutto da sole, accumulando stress, mentre già con il secondo si comincia a ciedere (ed accettare) l’aiuto del marito, con il terzo quello dei figli…così aumentando i figli l’ansia diminuisce, come ben diceva Emanuela.

  3. ciao a tutti, oggi è la festa della donna che non amo festeggiare. però quest’anno ho qualcosa da dire.
    alla radio stamattina per quel poco che sono riuscita ad ascolatre per “festeggiarci” hanno fatto la lista di tutte le ingiustizie che subiamo. E’ come se il giorno del mio compleanno venissero lì con un muso lungo e mi dicessero” Poveretta, che stanca sei, quanto lavoro fai, ti vedo ingrassata e che capelli grigi e unti”, ma scusatemi io preferirei per essere festeggiata che mi incoraggiassero nel mio lavoro e che mi facessero osservare tutte le cose che ho imparato e quanto ho camminato senza farmi pesare tutte le mie incapacità e inadeguatezze. Ecco io penso che sia ora di parlare delle cose buone che le donne sanno fare e di quanto e già stato fatto, senza dimenticarci che anche gli uomini ci hanno aiutato e permesso di stare bene come stiamo oggi.
    Mi ha colpto un commento, che non nasconde poca sofferenza,di un collega di mio marito quando ha saputo che aspettiamo il settimo figlio, quando tutti dicevano” che brava tua moglie!!”: egli ha risposto:” vuol dire che la tratta bene.” Ed è vero mio marito da quando ci siamo sposati mi fà stare sempre meglio, e prorio questo festeggio oggi del mio essere donna, non sarebbe così senza l’amore di mio marito.
    Comunque come dice Gibran:

    I vostri figli non sono vostri figli.
    Sono figli e figlie del desiderio ardente
    che la Vita ha per se stessa.
    Essi vengono per mezzo di voi,
    ma non da voi.
    E benché siano con voi,
    non vi appartengono.

    Potete dar loro il vostro amore
    ma non i vostri pensieri,
    poiché essi hanno i loro pensieri.
    Potete dar alloggio ai loro corpi,
    ma non alle loro anime,
    poiché le anime
    dimorano nella casa del domani,
    che voi non potete visitare
    nemmeno nei vostri sogni.

    Potete sforzarvi di essere come loro:
    non cercate però di renderli come voi.
    La vita, infatti, non torna indietro
    né indugia sul passato.

    Voi siete gli archi
    dai quali i vostri figli
    come frecce viventi son lanciati.
    L’arciere vede il bersaglio
    sul sentiero dell’infinito
    e vi piega con la sua potenza
    perché le sue frecce
    volino veloci e lontane.

    Lasciatevi piegare con gioia
    dalla mano dell’Arciere;
    poiché come egli ama la freccia che vola
    così ama pure l’arco che è ben saldo”.

    Quindi secondo me la cosa più importante che dobbiamo fare per loro e dargli amore tutto il resto è in più. scusate la lunghezza, ma era tanto che non scrivevo. ciao. Emanuela

  4. Ciao, divertente la lettura di tutto questo post. Concordo sul fatto di dire che ognuno cerca la sua felicità, e condivido che Emanuela ha fatto una scelta di comodo (come lei stessa ha scritto), perchè fare la mamma era quello che voleva fare. Per questo non capisco come mai tanti le fanno i complimenti e sono così sconvolti dal suo “coraggio”.
    In ogni caso sono molto felice per lei e Lucio che stanno realizzando i loro sogni.
    Condivido il pensiero di ef, mi ritrovo molto nelle sue parole. Io e mio marito abbiamo un figlio piccolo e spero che il futuro ce ne doni altri. Adoro il mio faticoso lavoro,con il quale, ogni giorno, provo a costruire qualcosa di buono per la società, nella quale, tra l’altro, ci vivrà mio figlio. Anche lui forse dovrà arrangiarsi con “Tutto città”, perchè sua madre sarà impegnata come Emanuela, anche se in un altro modo!Aggiungo un nuovo elemento di riflessione: le persone che forse sono davvero da ammirare sono quegli uomini e quelle donne che vorrebbero diventare padri e madri anche solo di un figlio, ma la natura non glielo permette. Quelli che devono farsi forza per trovare altri modi per far moltiplicare il loro amore e che vivono in una società che ancora oggi è così poco attenta alla sofferenza che loro provano. Purtroppo mi è capitato spesso di vedere che quelli meno attenti a queste fatiche sono proprio quelli che hanno tanti figli!!che peccato.

  5. >E comunque in futuro, visto il calo demografico, saranno i nostri figli a permettervi di andare in pensione.

    Daje con questo discorso senza molto senso.
    Mi spiace michela, ma se vado in pensione è perché mi sono fatta il sedere tanto a lavoro ed ho versato i MIEI contibuti.
    Non è merito dei tuoi figli se alla fine, nella mia vecchiaia mi riprenderò quelli che sono i MIEI soldi.
    Non vorrei essere troppo pungente, ma per me la scelta di avere tutti questi figli è la più egoistica e crudele che possa esistere.
    Le ragioni le lascio immaginare a chi ha una visione meno “favolistica” della vita.
    Tutte belle parole sì… ma la realtà è ben diversa dallo spaccato che si è dato qui, perciò cerchiamo di aprire gli occhi, vi prego.

  6. cara Marylain,
    faccio un pò di difficolta a capire come puoi dire che una donna e un uomo che decidono di accogliere i figli che verranno abbiano una visione favolistica della vita.
    se vuoi, penso che mio marito non abbia niente in contrario, ti ospito una settimana a casa mia…. altro che reality! E questo non per dire che la mia vita è pesante o più vera e giusta di altre, ma solo per dire che è reale ne più nè meno della tua. Credo che ognuno abbia le sue capacità e negligenze e che tutti cerchiamo di fare meglio possibile. Tu come me. ciao.

  7. …è sempre bello leggere le opinioni della gente in merito a tematiche di vario tipo, oggi sono stato attratto da questo argomento che non mi riguarda molto ma trovo interessante…vorrei solo mettere in luce altri aspetti della situazione che non sono stati presi in considerazione.

    1)”Ansia : sei = Ansia un/sesto” ma “Amore : sei = Amore alla sesta” … questo punto non mi è chiaro.
    2)”Uomo con sei figli = Stallone da monta”. Se si calcola il periodo di gestazione lo si moltiplica per il numero di figli sembra più un >, secondo me c’è qualcosa sotto oltre al desiderio di avere tanti figli … forse l’essere contrari ai metodi contraccettivi potrebbe essere un altro punto da esaminare.
    3)Una famiglia tanto numerosa non rischia di perdere un po’ il suo reale significato, mi viene da pensare ad una comunità dove ci sono degli incontri fissi ma non si sa mai chi sarà realmente presente. Non credete ci sia il rischio di togliere il giusto ruolo alle persone “genitore” “figlio” “fratelli” “nonni” …
    4)La gestione di un nucleo famigliare così numeroso non può essere semplificata con delle fotocopie del tutto città e il supporto dei nonni, ci si deve appoggiare anche a qualcosa di più e qui non viene menzionato. (anche a livello economico suppongo).

    Ho voluto fare un po’ l’avvocato del Diavolo non me ne volete, ma questo non fa altro che confermare che l’argomento trattato è attuale, vero e soprattutto esposto con parole sentite e sincere.

    Di certo sono state le parole di Emanuela che mi hanno colpito di più ad esempio:”…perchè l’ho fatto: penso che l’ho fatto perché mi piaceva…“…un giorno una mia amica ha detto che ha fatto tanti figli perché le piace stare con tanta gente. Credo che anche per noi si possa dire così…” , lei ha trovato la sua realtà è una donna fortunata, non spiega la sua scelta ma espone il suo pensiero, questo significa che è una persona serena. La serenità è il “nirvana” che tutti cerchiamo.

  8. …scusate ma non è stato visualizzato:
    Punto 2)…sembra più un -He “scored” at the first attempt-…

  9. ciao! volevo rispondere a Marylain sui soldi della pensione. Mi ha spiegato mio marito (che se ne intende più di me) che i soldi che ADESSO gli trattengono dallo stipendio per la sua “futura pensione” vengono immediatamente usati per pagare la pensione a chi in pensione c’è già; e così sarà sempre che chi lavora paga per chi ha già finito.
    Quindi se fra qualche anno tu andrai in pensione e non ci saranno abbastanza lavoratori(in Italia ci sono troppi pochi bambini rispetto le persone a cui dovranno essere pagate le pensioni..) che pagano per te, la tua pensione …te la sogni ! anche per questo augurati che nascano tanti bambini!

  10. riuscire a seguire i propi istinti significa realizzarsi(anche con difficoltà)..ben venga che tutti ci riescano ma il problema dei soldi stà nell’alta società(chiedete ad un parlamentare quanto guadagna o ai politici in genere o ai superstudiati cervelloni) che non sgancia un cent in più x favorire la massa con o senza figli. inutile scannarsi sul chi pagherà adesso o dopo..troppi pensieri non permettono di costruire niente e poi xchè continuare a seguire le direttive statali che continua a prenderci in giro sul futuro con le tasse e non lascia guardare al presente, cosa di cui abbiamo bisogno adesso.

  11. Penso che i figli siano una buona notizia per tutti. Lo sono per me che ho appena avuto il terzo e lo sono anche per chi non ne vuole o può avere perché quando saremo vecchi manderanno avanti ospedali, fabbriche ed imprese. Noi genitori avremo il compito di trasmettergli il senso del servizio in modo che tutti possano usufruire della loro generosità, non solo io che li ho avuti. In questo modo li aiuteremo a dare un senso alla propria vita.
    Penso che oggi fare dei figli sia difficile perché impera il mito del figlio perfetto a cui devo essere in grado di dare tutto e per tanti altri motivi.
    Mia moglie ed io abbiamo avuto il terzo figlio la settimana scorsa. In questi giorni abbiamo sperimentato l’affetto e l’aiuto, spesso inaspettato, di tante persone, come quello di un’ostetrica in gamba e dal cuore grande come un casa. Abbiamo fatto scorta di speranza.
    Si, i sacrifici ci sono, come ci sono per tutti, anche per quelli che di figli non ne hanno. Noi abbiamo scelto di farli per la famiglia.
    Ciao, Alessandro

  12. Eh lucia, e ti sei chiesta, per caso, chi ti sta pagando i servizi scolastici dei tuoi pupetti? No, eh? XD
    A parte che il discorso che fai tu è abbastanza velleatorio in quanto si applica solo sui lavoratori dipendenti.
    Io la mia pensione me la sto facendo DA ME, nel senso che parte dei miei risparmi li metto da parte e quindi ti posso assicurare DI NUOVO che quando sarò vecchia i soldi che mi prenderò saranno sicuramente i miei e non quelli del lavoro dei tuoi figli (ammesso e presupposto che lavorino con la disoccupazione che c’è).
    Un’altra cosa: se ci fossero meno bambini si starebbe meglio tutti quanti, credimi… è come se una torta anziché spartirla tra 10 persone la spartissi in 2!
    E’ un concetto così semplice, ma molti fanno gli struzzi, mettono la testa sotto la terra e fanno finta di non capire.
    Mi spiace, ma è così.

  13. cara Marylain,
    ma se ti mangi una torta in due diventi obesa!
    forse non hai mai sentito che sapore diverso ha una torta da 10 fette mangiata in 20. La mia esperienza è che i gusto cambia eppoi provo un senso di sazietà che probabilmente non è fisico ma del cuore, della festa di avere tanta gente attorno.
    Questo sito ha preso un andazzo mangereccio. ciao Emanuela

  14. Va bene… facciamo così… dividiamo la torta in 100 parti così anziché diventare “obesa” muori di fame XD
    Così è meglio, giusto?
    Ti vorrei ricordare che la sovrapopolazione è UN PROBLEMA non è MAI stato un vantaggio per NESSUNO in special modo per la Natura.
    Forse non te ne vuoi rendere conto, ma siamo in troppi su questa Terra, davvero troppi e se tutti facessero come chi fa 7-10 figli allora la situazione sarebbe ancora più grave… ESTREMAMENTE più grave.
    Io il sapore di una torta da 10 fette mangiata in 20 forse non lo avrò mai sentito, ma mia nonna sì e molto anche!
    E vuoi sapere como lo chiamava quel sapore?
    Lo chiamava MISERIA.
    Saluti e buona divisione di torta… io per fortuna sono sotto peso e quindi BEN lontana dall’obesità fisica, quanto a quella affettiva ne ho fin troppa. Ho un sacco di amici che mi vogliono un bene dell’anima.

  15. Marylain,
    caspita che verve. Contento che tu abbia molti amici. In effetti 10 fette per 20 assomigliano molto a quello che dici tu. E’ anche vero però che l'”obesità”, leggi troppo benessere materiale, può essere peggio.
    Personalmente cerco di non dare troppo retta ai titoli di tv e giornali per i quali il mondo dovrebbe essere sull’orlo di una catastrofe ecologico-demografica un giorno si ed uno no. Si vive più serenamente.
    Ciao, Alessandro

  16. Marylain,
    ma perchè ho le sensazione di farti incazzare ogni volta che scrivo 2 righe?
    sinceramente non penso che nelle nostre città sempre più piene di vecchi e meno di figli si possa parlare di sovrapopolazione e in tutta Italia chi sta dando le braccia che terranno aperte gli ospedali, le scuole, le banche ecc. quando noi saremo vecchi sono i figli degli immigrati. Non penso che sia neanche reale che ogni donna italiana faccia 7-10 figli a testa. neanche 100 anni fa succedeva questo, c’erano sempre le coppie o – fertili anche affidandosi solamente alla natura.
    Eppoi io non so cosa intenda tu per miseria ma io non credo di averla mai provata.
    Condivido ciò che dice Alessandro che è meglio vivere senza tanto angosciarsi e temere il futuro, la mia esperienza è, finora, che poi tutto finisce bene. Penso spesso di essere afflitta dalla sindrome di Pollyanna. ciao. Emanuela

  17. Interessante, se sette figli vi sembran pochi… io ne ho sette, e per me sono doni che ho ricevuto e accolto con
    gioia, tutto qui.

  18. Ciao a tutti,
    Ho scoperto solo adesso questo blog, rimango positivamente colpita dalla civiltà con la quale viene discusso un tema così scottante da parte di persone che hanno opinioni diametralmente opposte. Credo che entrambe siano degne di rispetto. Sposata da 11 anni e childfree praticamente da sempre, non adduco la sovrappopolazione mondiale quale giustificazione per la mia scelta ma rifiuto che mi si opponga lo spauracchio della “crescita zero”. Come spesso succede credo che la verità stia nel mezzo, e che l’unica ragione al mondo per avere o non avere figli sia la voglia o la non voglia di averne.
    Siamo franchi: si tacciano i childfree di egoismo e scarsa considerazione per il prossimo, ma avete mai sentito una donna dire “Io in realtà starei meglio senza figli, ma d’altronde devo compiere la mia missione e sacrificarmi per la crescita della popolazione!”? Ma quando mai.
    Per quanto mi riguarda non parlerei di scelta: già quando le mie amiche si sdilinquivano alla vista dei bambini nelle carrozzine io mi annoiavo. Non odio i bambini, ci mancherebbe, sono anzi infastidita dall’atteggiamento di certi genitori che non li considerano quanto sarebbe giusto. Io non ne voglio, ma ciò non vuol dire che non riesca a passare del tempo con loro, magari raccontando loro favole o facendoli cantare, se capita l’occasione.
    Quello che non sopporto è lo scarso (per essere gentili) rispetto con il quale noi childfree dobbiamo fare i conti. Domande indiscrete già appena tornati dal viaggio di nozze, e se per caso ci azzardiamo a rispondere “No, per adesso no” dobbiamo subirci ogni sorta di prediche moraliste, e a volte anche l’accusa di non essere normali. Nessuno ha mai pensato che al mondo ci sono anche persone che soffrono perché non possono avere figli ma non hanno piacere di raccontarlo in giro e preferiscono farla passare per una loro scelta (anche se non è il mio caso, ma ne conosco), e per loro queste scene possono essere devastanti. Io mi sono dovuta sciroppare le zie che commentavano “Ah, io li ho voluti subito se no non mi sentivo sposata”, “Io ho provato subito, se no poi avevo paura che non venissero”, “Ma mica prenderai la pillola, vero???” (Scandalo). E la perla “Ma come, non avete neanche mai provato tanto per vedere se ci riuscite?” Giusto, e una volta verificato che ci riusciamo, che ne facciamo, del figlio?
    Ma il commento peggiore di tutti è stato “Ma se non volete figli SUBITO, che vi sposate a fare?” Già l’avrei accettato male senza quel “subito”.
    Mi spiace solo avere fatto soffrire i miei genitori ed i miei suoceri, ma d’altronde non possono basare la loro vita su nostri eventuali figli! Ai miei avrei spesso voluto chiedere cosa si aspettavano da una che non ha mai fatto un complimento ad un bambino. Ma forse, come al solito, credevano che sarei cambiata nel crescere. Come vorrei non averli delusi, ma che altro potevo fare?
    Scusate lo sfogo e buona giornata.

  19. Consolati Cristy66.
    Il tenore dei commenti dei miei colleghi nei giorni successivi alla nascita dei miei figli è del tipo “Ma lo sai che esiste il preservativo?”.
    “Ma come fai a mettere al mondo dei figli al giorno d’oggi? ” altra osservazione frequente.
    Ho il mio dirimpettaio in ufficio che più o meno ogni sera prima di andare a casa mi saluta con questa frase : ” Mamma mia quanta m…. che ti toccherà spalare adesso” ovviamente riferendosi ai tre piccoli che attendono il ritorno del loro papà. E subito dopo per fortuna ci facciamo una bella risata.
    Breve, significativo silenzio a cui segue il ” Va bene Ale, ma mi raccomando, questo è l’ultimo ” : è la reazione classica di mio padre ogni volta che gli annuncio che aspettiamo un bambino, anche se in realtà quando si ritrova con i nipoti è un super-nonno, tutto affetto e pazienza.
    Ciao, Alessandro

  20. cara Cristy,
    continuo a guardare questo sito ed ho piacere che la gente intervenga ancora.
    Apparte esporre giustamente le tue idee, che ho avuto piacere di leggere, perchè conoscere qualcuno che la pensa diversamente penso che sia smpre una cosa che mi faccia crescere, mi sono trovata molto d’accordo quando fra le righe mi è sembrato di vedere che credi che il matrimonio valga perchè un uomo e una donna si scelgono e si impegnano indifferentemente dai figli che avranno o no. Per me questo come ho già scritto è l’ordine che fa stare su la mia fam. prima mio marito, il nostro accordo/dialogo/relazione, eppoi i figli, anche perchè facendo le cose insieme pesano meno. ciao. Emanuela

  21. Cara Cristy66, se sei convinta, tieni duro! Anch’io ho passato anni a sentirmi in colpa e a tentare di “giustificarmi”. Ho deciso giovanissima di non avere figli e oggi, a 50 anni, non sono pentita di questa scelta. Ho avuto la fortuna di incontrare un uomo che è sempre stato pienamente d’accordo con me. In diciotto anni di matrimonio siamo stati noi ora il figlio ora il genitore l’uno dell’altro, siamo cresciuti insieme e il nostro amore è diventato grande e robusto, come un ragazzone di cui andare fieri. Io penso che, almeno in parte, il panico da mancanza di figli sia dovuto al fatto che rifiutare matrimonio e/o figli sia ancora oggi visto come un gesto controcorrente E chi non si incanala nei sistemi di vita della maggioranza, dimostrando così di poter fare a meno del consenso generale, si sa, viene considerato con sospetto (non sarà mezzo matto e quindi pericoloso?). Oggi che sono una donna matura (ma mio marito mi chiama “la sua bimbetta”) posso permettermi in tutta serenità di rispondere semplicemente “no” a chi mi chiede se ho figli, senza sentirmi in dovere di dare spiegazioni, addirittura di lasciare che qualcuno cerchi di consolarmi per la mia sterilità. Ma quando ero più giovane, come tu ben sai, è stata dura doversi sorbire prediche e consigli non richiesti. E il pensiero che fossero dettati dall’invidia mi ha sfiorato spesso, soprattutto da quando, come insegnante, ho dovuto misurarmi quotidianamente con gli adolescenti. I quali, come scrisse una volta Natalia Aspesi, detestano il mondo intero e prima di tutto se stessi. E, aggiungo io, sembrano fare di tutto per farsi detestare dagli adulti. Nessun genitore con bambini piccoli mi ha mai detto “Beata te”, ma quante volte me lo sono sentito dire da padri e madri di figli dai dodici anni in su! Quante volte, dopo colloqui con genitori immaturi e inconsistenti, mi sono chiesta se la maggioranza fa i figli perché “così fan tutti”.
    Spero che venga presto anche per te il giorno del semplice, sereno “no” e ti auguro una vita libera e felice
    Maria Grazia

  22. Cristy, Alessandro, Emanuela e Mariagrazia: sono io a essere stupita per la civiltà e pacatezza con il quale a distanza di mesi questo post raccoglie ancora commenti ed esperienze. Credo che tutti abbiamo qualcosa da imparare da ogni cosa scritta qui. Io ho scritto il post perché è un argomento che sento molto, ma evidentemente non sono la sola: fare o non fare figli sembra la grande muraglia di oggi, la vera linea di spartiacque. E la cosa più difficile è fare la scelta giusta, sapendo che è l’unica della vita dalla quale non si torna indietro. E, ancora più importante, coinvolge altri esseri umani. Questo è quello che mi è chiaro: da lì a capire se un giorno mi sentirò pronta per averne di miei, purtroppo ce ne corre ancora…

  23. Alessandro, Emanuela, Maria Grazia, Blimunda, non sapete quanto i vostri commenti mi abbiano fatto piacere. E’ una cosa fantastica parlarsi in questo modo fra persone che hanno alcune idee agli antipodi (giustappunto, solo alcune). Con comprensione e rispetto, senza commenti tipo quelli di cui scrivevo e di cui scrive anche Alessandro… Certo che anche i tuoi colleghi sono carini quanto i miei! E finché tutto finisce in una risata, va bene.
    Per il fatto di mettere al mondo figli al giorno d’oggi, ti cito a memoria una brevissima poesia che ho letto un giorno in un libro:
    “Come si fa a mettere al mondo
    un figlio, in QUESTO mondo?
    Si chiede lei.
    NON CE N’E’ UN ALTRO.”
    Emanuela, sì, anch’io la penso come te riguardo al matrimonio. E ti dirò che a volte mi è invece capitato di trovarmi davanti a qualche amica che mi diceva “Ma come non fai figli? Tu che puoi! Io mi sposerei solo per fare figli!” A queste frasi rispondo, con tutta la serietà possibile, “Non fare mai un errore così assurdo: è il marito che deve essere la molla per sposarti, i figli poi, forse, prima o dopo verranno, ma la base dovete essere tu, tuo marito ed il vostro rapporto!” Purtroppo il sospetto che alcune delle persone che conosco si siano sposate con questo tipo di mentalità mi viene spesso. Leggere quello che scrivi sul tuo raporto con tuo marito, credimi, è una boccata d’aria.
    Maria Grazia, che dire? Hai riassunto la mia storia. E’ un grande aiuto sapere che ci sono persone che hanno fatto la mia stessa esperienza. Leggendo il tuo intervento in rapporto a quello di Emanuela mi confermo nella mia idea che il rapporto fra due persone può essere meraviglioso indipendentemente dal fatto che ci siano o no i figli, che ce ne sia uno o ce ne siano dieci. Tutto dipende da noi.
    Blimunda, sono convinta che piano piano capirai se ne vuoi o non ne vuoi. E sono sicura che non rimpiangerai mai la tua scelta, ammesso che tu la faccia completamente di testa tua, senza farti influenzare da nessuno. Personalmente, se mai ho rimpianto una scelta, è stato perché qualcuno mi ha convinta a farla.
    Grazie a tutti voi e buona giornata!

  24. Forte sto blog, se continua così si potrebbe farne un libro.
    Approposito di libri: ne ho appena letto uno si chiama “Tutti vostri” ed è una raccolta di testimonianze di genitori e figli di famiglie neumerose. Se conoscete qualcuno che, quando vede una mamma/papà spingere un passeggino e 3 nani che si tengono attorno, si domanda “ma come fanno? io impazziscono con 1” dovete regalarglielo perchè racconta di cose che oggi sembrano impossibili alla maggior parte della gente, invece solo 50 anni fa erano normali.
    Approposito di aneddotti un nuovo collega di mio marito l’altro giorno quando ha saputo che arriverà il ns 7° figlio gli ha detto: “ma tutti con la stessa moglie?”, e da questo ho capito che ormai abbiamo una certa età, o per lo meno quella di avere cambiato 2-3 volte compagno.
    Un altro già al 4° figlio ci aveva chiesto se avevamo la televisione in camera, la riposta in questo caso può essere “sì, ma è talmente noioso ciò che trasmettono”
    Qualcuno ci ha anche detto perchè non ci facciamo un nodo e la facciamo finita. Che poi mi chiedo che fastidio da a loro che noi faccciamo figli: mica che gli chiedo di invitarmi a cena o di pagarmi le vacanze. Penso che per certe persone le nostre scelte un pò paricolari, del resto come quelle di Cristy e suo marito, pongano delle domande profonde a cui non sempre la gente desidera rispondere e preferisce aggredire per sentirsi nel giusto e farti passare per anormale.
    potrebbe essere bello continuare a raccogliere un pò di aneddotti senza cadere nel vittimismo e per riderci un pò sopra. ciao.Emanuela

  25. Mi sento molto vicina a Christy66 e scrivo perché in questo momento mi sento molto arrabbiata: una mia conoscente, prima ancora di pormi la fatidica domanda ha abbassato gli occhi a controllare la pancia. Davvero, non sapete quanto la cosa mi abbia fatto andare su tutte le furie. Sono una persona di indole notoriamente pacifica, ma la voglia di tirarle una pizza in faccia è stata difficile da soffocare.

    Comunque, amo i post civili nelle quali le persone riescono a parlare, vi faccio i miei sinceri complimenti.

    Onestamente, io di bambini non ne voglio (e ricalco quasi in toto il posto di Christy!) però volevo puntualizzare una cosa: ho votato convintissima il sì nel referendum della fecondazione assistita. Sono del parere che chi vuole un bambino debba avere tutte le facilitazioni per poterlo fare perché si tratta di una scelta e come tale va rispettata. Par contre, chi non lo vuole, come la sottoscritta, che sia lasciato in pace. Anche questa è una scelta, rispettatela, per favore.
    In poche parole: ognuno si scelga la vita che lo rende felice, guardi se stesso e lasci vivere gli altri.

    Buonasera.

  26. Alessandro, cosa intendi tu per “obesità” o “troppo benessere materiale”?
    Io parlo per me… non ho un lavoro stabile, vivo ancora con i miei, non ho un’auto, non ho grossi vizi e tutto ciò che mi sono comperata l’ho acquisito con il sudore della fronte.
    Non credo che la stragrande maggioranza dei e delle childfree siano figli o figlie di Berlusconi, ma più semplicemente delle persone essenzialmente istruite e senza gravi problemi economici.
    Poi… anche se si trattasse di un miliardario, mi spieghi che cosa c’è che non va a rimanere senza figli?
    Perché si deve sempre fare il binomio ricco = egoista?
    Il mio vicino di casa possiede una fabbrica ed ha un’infinità di case in affitto, ma mi invita sempre a casa sua a me e alla mia famiglia… è gentile e cordiale. D’altra parte la fabbrica se l’è tirata su da solo e ha tutto il diritto di godersi come preferisce i frutti del SUO lavoro.
    Per quanto riguarda i titoli dei giornali faresti invece bene a guardarli se mi è lecito suggerirti, perché la salute e la salvaguardia del pianeta è affare di tutto.
    Tra le altre cose, perdonami, c’è una bella differenza tra il vivere serenamente senza voler sapere e il vivere serenamente sapendo. Nel primo caso si parla di ignoranza, nel secondo di presa coscienza.
    Dal canto mio preferisco di gran lunga sapere che i ghiacciai si stanno sciogliendo, che moltissimi alberi e foreste sono abbattute, che svariate specie di animali sono in via di estinzione piuttosto che mettere la testa sotto terra come uno struzzo e far finta che nulla stia accadendo intorno a me.

    Non comprendo nemmeno la posizione di emanuela.
    Il fatto che tu non abbia mai provato che cosa sia la miseria non significa necessariamente che non via sia qui in Italia e nel resto del mondo.
    L’argomento immigrazione, poi, è veramente dolente.
    Fermo restando che quando sia io che te moriremo poco (anzi NULLA) ci importerà di quanti albanesi ci siano in Italia paese che, tra le altre cose, disprezzo dal profondo del cuore per il suo oscurantismo crescente, non credo proprio che la soluzione all’immigrazione sia quella di proliferare come non mai giusto per essere in pari con questa gente.
    La soluzione è un’altra, ovvero limitare al MASSIMO gli ingressi di queste persone qui in Italia… non permettere che un lavoratore straniero prima si porti qui la moglie con i suoi relativi 10 pargoli e poi tutta quanta l’allegra famigliola.
    Questa è l’unica soluzione, ma ahimè, non si applica perché gli immigrati si sa… lavorano due volte di più e prendono la metà.
    Penso, però, che qui si stia uscendo un po’ dal seminato.
    Tutto ciò che vorrei puntualizzare è:
    Liberissimi di fare figli, ma cerchiamo di non offendere chi non li ha con additando queste persone come “obese” di troppi beni materiali o egoiste.
    Credo che nessuno abbia il diritto di giudicare l’altro in questo modo.
    Credo altresì che sia irreale dipingere il mondo come il luogo de: “Tutto finirà per il meglio.”
    No.
    Non è così.
    Come non esistono le famiglie del Mulino Bianco (altra pubblicità socialmente dannosa a mio parere), non esiste nemmeno un luogo del genere.
    Il mondo è fatto di gioie sì, ma anche di dolori, sofferenze, patimenti e di morte.

  27. Ciao ho 31 anni e sono mamma di tre bambini di 10, 5 e 2 anni. Volevo fare i complimenti a Emanuela e Lucia… io vorrei tanto prendere esempio da voi, non necessariamente per il numero di figli ma sicuramente per la forza d’animo e la caparbietà con cui affrontate la vita. In questo mondo ormai si sono persi tutti valori possibili, i nostri figli quando cresceranno si troveranno ad affrontare una realtà cinica fatta di competizione a scuola e sul lavoro; il vestire e il possedere oggetti all’ultimo grido hanno sostituito l’essere. Io spero di trasferire ai miei figli il valore dell’essere fieri di se stessi e di quello che si è per come si è. Non puoi vedere il mondo solo come un posto fatto di dolore e morte o meglio puoi vederlo e renderti conto che tu nel tuo piccolo puoi fare qualcosa per cambiarlo; ad esempio educando tre bambini che diventeranno adulti migliori di noi perchè mamma, papà e famiglia gli sono stati vicino e non li hanno cresciuti a pane e play-station.
    IO PARLO AI MIEI FIGLI, LEGGO AI MIEI FIGLI, OSSERVO I MIEI FIGLI E LI IMMAGINO DA GRANDI…perchè nessun lavoro è piu importante di formare delle persone…un bacio ale

  28. ciao a tutti sono chiarella. una mamma anomala come spesso mi definisco. mi piace il mio lavoro, ci passo molto tempo. mi incazzo quando qualcuna delle mie amiche aprofitta della possibilità (sacrosanta se giustificata)di starsene a casa in maternità a rischio pur stando benissimo, lo trovo oltremodo scorretto. mi sono assentata dal lavoro (lavoro in proprio, ma non credo ci fosse bisogno di specificarlo) giusto per partorire. faccio le ore piccole per stirare. cucino di sussistenza, e quando mi impegno molto mio figlio grande (quattro anni) mi dice che buona come la carne simmenthal non ce n’è!! quando sono incinta sono al massimo del mio peggio, odio avere la pancia, lo ritengo un male necessario ma comunque lo odio, e non parliamo degli altri disturbi gravidici. Odio allattare, l’ho fatto per entrambi i miei bambini, ma quando mi si dice che la gravidanza è il più bel momento nella vita di una donna ho sempre pensato che sia una balla infinita. O almeno, per me lo è. Pago una signora perchè mi pulisca la casa. MIo marito mi ha quasi costretta a farlo, visto che volevo continuare a lavorare, e io ho pensato che quei soldi valgono in quanto tutto il mio tempo rimanente lo passo coi bambini. Lui spesso non c’è, ma a me non pesa la sua assenza. Non lo incolpo nè lo costringo a fare cose perchè è giusto dividere la fatica per due. SE non lo fa spontaneamente fa lo stesso.
    Parliamo dei bambini….li amo, ho due maschietti….però li preferisco dai due anni in su. Quando tutto il mondo si rompe le palle perchè smettono di essere dei pupotti e cominciano ad essere delle personcine. Molto spesso penso che ho una grande possibilità e cioè quella di trasmettere a loro ciò che sono io, le mie idee e la mia percezione delle cose. Chi altro mai troverò così interessato che mi ascolti così tanto? Ho un blog che langue, l’interesse altrui è limitato, ma i bambini sono li che ti chiedono risposte e io gliele dò. Questo è il mio senso dell’essere madre e la bellezza che ci trovo.
    Comunque, non c’è nessuno che può dire come sarà il futuro. Magari le childfree cambieranno idea. O magari chi voleva solo due figli, anzi “al massimo due” ne farà sette o dodici. O ancora magari chi ha sette figli ammetterà che non ne può più. Il futuro è incerto, riguardo a tutte le cose.
    La mia testimonianza riguarda la sfida affascinante di crescere degli uomini veri. Non mi interessa che siano puliti (e infatti non lo sono) nè che siano i più popolari della compagnia, non vorrei nemmeno che fossero sempre felici, non cerco consensi esibendoli, ma non passa giorno nel quale non provi ad insegnargli a diventare degli uomini sensibili, collaborativi, generosi, aperti alle altre persone, affettuosi, coerenti. Ci riuscirò? Probabilmente no, ma se davvero ci andassi vicina?
    Ad ogni modo, il mio commento riguarda i figli desiderati. Sostengo che è importante che la responsabilità, la fatica e la gioia e tutte le altre cose che porta un figlio con se siano riconosciute ed accettate dai genitori. É una questione di responsabilità. Se tu metti al mondo un figlio voluto penso che il fardello sia più lieve. La cosa importante è scegliere con coerenza, a seconda del proprio essere, nessuno, uno due o dieci, se è una scelta di vita approfondita e voluta è comunque giusta. Per il resto, la gente ha sempre commentato da che mondo è mondo.
    scusate per la lunghezza.
    chiarella

  29. 2 settimane fa è nata Sara. buonissima! per ora mangia, dorme e ….espelle abbondantemente.

  30. Complimenti per la nascita di Sara (che nome meraviglioso…sai dopo tre maschi mi piacerebbe poterlo usare anche io)…Visto che sei tornata a scrivere su questo blog volevo chiederti (se mai mi risponderai) se sei tu la Emanuela iscritta all’associazione nazionale famiglie numerose…Sono una nuova iscritta e sarebbe stato interessante scambiarsi qualche parere. Un bacio grande a te e alla piccola Sara. ALESSIA

  31. si la nostra famiglia è iscritta, però se tu hai letto questo nome sul nostro sito, non sono l’unica a scrivere. comunque se desideri possiamo metterci in contatto, chiedendo a Blimunda la mia email. ciao. Emanuela

  32. blimunda….ma è vero che aspetti anche tu un bimbo?quando me l’hanno detto non c’ ho creduto. nel caso auguri e benvenuta tra noi,se vuoi possiamo cndividere l’attesa xche anche noi ne aspettiamo uno….

  33. stefano: so che sembra molto strano ma è tutto vero. Una bimba per l’esattezza. Appena entrata nel sesto mese. E voi?

  34. Blimunda, come faccio a farmi dare da te l’indirizzo e-mail di Emanuela? grazie un saluto ALESSIA

  35. ciao alessia, l’ho già mandato qualche giorno fa alla mail con cui ti sei registrata per questo commento, controllala.

  36. Ho 34, uomo, e per me non voglio nessun figlio. Scrivo per comunicare alcune opinioni.
    Innazitutto mi dispiace di constatare come il problema dei figli (si, no, quanti e come allevarli) sia dibattuto quasi solo da donne e da pochissmi uomini. Un uomo avrà un ruolo di secondo piano nella gestazione, crescita e cura materiale dei figli, ma si sa che i soldi per i pannolini, pappine, vestiti, ecc… vengono pagati da chi lavora e fa straordinari, cioè il marito. Per cui i mariti/padri spesso si trovano coinvolti in una realtà che non immaginavano e di cui molti alla fine non sono contenti.
    E già, i soldi. Non se ne parla quasi mai, come se fosse una cosa secondaria, quasi un dettaglio.

    “Osservatore speciale” mi dice che con 1300 ci vivono in 4 (moglie +2 figli). Fanno 425 a testa al mese. Io non ci credo. Senza offesa ma non ci credo.
    Chiaramente non paghi l’affitto, nè il mutuo. Forse le case crescono da sole dalla terra come i fiori e le piante ? Da dove viene la casa dove abiti, e poi quanti metri quadri è ? Stai crescendo due figli in un monolocale da 40 mq ? Perchè è questo quello che io potrei permettermi con il mio stipendio. Un monolocale da 40 mq.
    E dovrei sposarmi, e metterci dentro mia moglie e fare 2 figli ?
    No grazie, non sono una mucca da stalla.
    Sono cresciuto in una famiglia abbastanza numerosa (5 figli che potevano essere 6) e so bene cosa vuol dire. Dividere. Dividere tutto, dal cibo, ai pochi giocattolini, all’affetto di mamma e papà. Quando ci sono e quando non sono esauriti e nevrotici.
    Famiglia numerosa ? No grazie.
    Oggi vado a pagare il conto del controllo della automobile. Un Opel Astra, una macchina decente, ma non di lusso.
    Due gomme nuove (si vedeva la maglia di acciaio interna e una era a rischio scoppio), cambio olio motore, pulizia filtro, candele, controllo gas di scarico, controlli vari: freni, radiatore, assetto ruote. E mi dice che la marmitta ha un buco e che il prossimo anno non passerà la revisione quindi va cambiata. Idem per i freni. 5.000 km poi vanni cambiati.
    Con me porto 400 euro, vediamo quanti ne riporto a casa. Quando torno ve lo dico. Penso che ne porterò a casa meno di 100.
    Ecco, dove vanno i soldi per crescere il mio ipotetico figlio. Nella automobile. D’ora in poi la chiamero la mia bambina.
    A dicembre arriva l’assicurazione. Altra botta da 500 euro.
    Vorrei sentire anche i vostri di conti. Di chi cresce 3,4 7 figli.
    Non queste strane matematiche “si divide l’ansia, si moltiplica l’amore”. Vorrei sentire anche una matematica più terra terre.
    Quella della spesa settimanale, quella dell’ICI, quella dell’autovettura, quella delle medicine.
    Ora vi saluto, e vi auguro tanti bei momenti, a chi ha coniuge e figli, a chi ha solo il coniuge, e chi come me è solo e oggi se ne va a fare un giro in piazza per non sentirsi solo.

  37. a me sembra che la signora faccia come tante mamme di napoli che fanno figli come conigli e poi ci pensa la provvidenza a farli tornare sani e salvi a casa.
    Il mio non voler avere figli non attiene solo a problemi economici e sociali, ma è che mi RIPUGNA l’idea di avere un essere vivente nel ventre.

  38. “…Il mio non voler avere figli non attiene solo a problemi economici e sociali, ma è che mi RIPUGNA l’idea di avere un essere vivente nel ventre. ”

    In tal caso, non capisco dove stia il probema: qualcuno ti OBBLIGA ad avere figli se non li vuoi?

    Lisa

  39. La Provvidenza aiuta i figli a tornare a casa sani e salvi, ma aiuta anche a pagare i conti, a comprare l’auto nuova a vestire i figli e aiuta anche per i beni supperflui che non avresti mai osato comprare ( ultimamente abbiamo ricevuto due cell con video camera usati, ma favolosi per noi). Però bisogna crederci alla Provvidenza, sennò lei ti rispetta se vuoi fare solo con le tue forze.

  40. Con rispetto parlando, ma scusa Emanuela: ci mancava giusto la Provvidenza. Con questa citazione sono tornata di botto alla seconda superiore: Manzoni e i Promessi Sposi. Grazie per questo amarcord.
    (Mi fa sorridere, scusa, ma rispetto la tua Fede e le tue scelte di vita). Spesso vorrei avere una visione così positivista del mondo (e qui mi viene in mente Candido di Voltaire… sempre seconda superiore), ma non mi riesce tanto bene.
    Seriamente, cmq é bello, é costruttivo confrontarsi su questioni tanto centrali nella nostra vita.
    Non sono sposata, non ho figli. Credo che oggi sia più complicato di una volta essere mamma, moglie e donna con un ruolo attivo nella società. Credo anche sia difficile prendere delle posizioni a priori. Devo ancora valutare quello che la vita riserva a me e all’uomo che amo.

  41. Vedo che questo blog continua a produrre opinioni diverse e svariate, tutte molto rispettabili. Mi ha colpito molto quella di Davide però e in parte appoggio pienamente. Posso darti qualche risposta in merito se vuoi:
    Ho 32 e aspetto il mio quarto figlio (speriamo una bimba dopo tre maschietti). Ho smesso di lavorare dopo la nascita del secondo in quanto non potevo piu’ contare sull’aiuto di mia madre che allora trascorreva in ospedale molte ore al capezzale di mio padre che venne a mancare nove mesi dopo.
    Facevo il tecnico aziendale in Svizzera e guadagnavo all’incirca 1800 euro al mese senza straordinari. Ma ho dovuto fare una scelta. Avrei dovuto lasciare mio figlio al nido a 2 mesi e questo non era possibile per me…non avrei mai potuto farlo. Mio marito lavora anche lui in Svizzera da 12 anni e il suo stipendio si aggira intorno ai 2500 euro al mese compresi i tre assegni dei bambini. Abbiamo un mutuo sulle spalle di 800 euro che aggiunti alle bollette e alle spese per il mantenimento delle due auto, non lascia spazio a shopping vari e spese inutili. Io mi sento comunque una privilegiata perche ci sono persone che vivono con ancora meno e fanno piu’ fatica di me. Le rinuncie sono tante; partiamo dai vestiti fino ad arrivare alle vacanze che ci permettiamo quando possiamo. Io ho imparato da mia madre l’arte di gestire al meglio una famiglia risparmiando senza pero’ far pesare questo ai bambini…Ad esempio il piu’ grande che ha 10 anni capisce già cosa significa sacrificarsi per una causa comune: abbiamo disposto un salvadanaio dove da settembre stiamo mettendo ognuno quello che puo’ (mance della nonna, soldi destinati a figurine o al caffè al bar…) per fare due o tre giorni in montagna sulla neve…Posso assicurarti che i bambini sono entusiasti di partecipare a questo progetto e io ritengo che cio’ sia anche molto educativo per loro. Dal canto mio è da sei mesi che per risparmiare faccio il pane in casa, non usciamo a mangiare fuori (ogni tanto per far contenti i bambini mangiamo all’ikea e loro si divertono da matti), non mi compro abiti nei negozi che frequentavo quando lavoravo ma cerco di riciclare da mia cugina o compro ai saldi di fine stagione….Dirai: che vitaccia. Si a volte si. Non posso negarti che mi piacerebbe anche solo per una volta uscire e spendere come facevo prima ma il senso di responsabilità che ho verso i miei bambini mi porta a conservare quelle cento euro che molto raramente avanzano per realizzare un fondo per sopperire alle esigenze scolastiche (gite, materiale, libri…) dei miei bambini.
    Quest’anno poi ho fatto a meno di pulmini e mense. Mi sono detta: sono a casa dal lavoro? Bene faccio io il pulmino e la mensa, risparmiando altri 120 euro al mese. Le ripetizioni di inglese e matematica per mio figlio le faccio io, anche se questo significa a volte ritardare il regolare svolgimento delle faccende domestiche trovandomi poi a stirare ad ore impossibili della notte. Ho però la fortuna di avere un marito che mi aiuta molto sia in casa che con i bimbi…e lo fa volentieri. Quest’anno non andremo in vacanza perchè a giugno dovrò partorire. I soldi che risparmieremo (se mai li risparmieremo) andranno nel fondo scuola. Prima di rimanere incinta avevamo messo in vendita il nostro appartamento in quanto, come hai ricordato giustamente tu, volevamo una casa piu’ grande. Abbiamo girato per mesi…ma i prezzi delle case sono improponibili e il sacrificio era troppo per noi abituati a fare sempre il passo lungo come la gamba. Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: ma a noi cosa ci manca? La mia casa non é grande (poco piu’ di 90 mq) ma è cosi carina, e’ la nostra casa. A quel punto mio figlio di 10 anni scoppia in lacrime e mi dice: mamma non te lo volevo dire ma io non volevo lasciare la mia cameretta anche se devo dividerla con i miei fratelli. Quindi, concludendo, butto là una riflessione: di cosa hanno realmente bisogno i bambini di oggi? Di tempo e’ la mia risposta. Di tempo solo per loro. Di una madre che li ascolti seduta e non di fretta mentre lo porta a scuola la mattina o troppo tardi la sera mentre lo riprende alle sei dal dopo scuola. Di un genitore che gli dica sono qui per te perche’ ho voluto dedicarti questi anni perche’ nulla mi sta piu’ a cuore della tua crescita. Anche se questo, e’ chiaro, ha un conto salato da pagare. Mille rinunce ma credo che non scambierei, ora come ora, la mia libertà di essere madre con nessun lavoro ben remunerato.

  42. Secondo me questa Emanuela è una madre snaturata, primitiva e senza cuore, come fa una persona a mandare in giro i propri figli con la mappa del Tuttocittà senza essere preoccupata che a loro accada qualcosa di brutto, io ho 30 anni e mia madre si preoccupa ancora quando devo andare da qualche parte(e non è che sia figlia unica perché ho due fratelli), io stessa quando il mio gatto esce non riesco a non essere in apprensione finché non ritorna dentro, ho sempre paura che possa essere investito da qualche automobile o che possa essere aggredito da un cane…comunque la madre in questione conferma in pieno la teoria dello storico Ariès secondo cui la limitazione della fecondità è iniziata, nel Settecento, proprio quando si diffuse una maggiore sensibilità umana ed affettiva e l’attenzione per l’individuo, che portò i genitori a volersi concentrare con più cura e sollecitudine su pochi rampolli e il loro futuro, piuttosto che partorirne 10-15 destinati a perdersi per il mondo in balia del caso, come se fossero degli estranei o degli animali…. io una madre come questa Emanuela la odierei, le chiederei perché mi ha fatto nascere, perché non sopportava di avere l’utero vuoto? Che schifo che ancora oggi esistano persone così! IO PIUTTOSTO CHE NASCERE IN UNA FAMIGLIA CON 7 FIGLI AVREI PREFERITO ESSERE ABORTITA

  43. Cara Kitty, sei cresciuta in una famiglia con tre figli ma non mi sembra che tu sia venuta su meglio!!
    Innanzitutto esprimere la propria opinione non significa necessariamente offendere gli altri o le scelte di vita fatte da altri. E’ davvero squallido che una donna di 30 anni si esprima ancora come una sedicenne senza cervello.
    L’unica frase attendibile che hai saputo esprimere non è farina del tuo sacco e peraltro è riferita ad un’epoca storica ed economica, oltre che sociale, completamente diversa da quella che stiamo vivendo. Usare la parola “schifo di persona” o “avrei preferito essere abortita” fa comprendere a tutti noi quanto tu sia priva di argomentazioni valide e immatura per l’età che hai.
    La nostra società, tutti i giorni, ci mette di fronte al dato di fatto (descritto in diversi libri e discusso in altrettante trasmissioni televisive) per il quale in Italia si sta assistendo alla FINE DELLE FAMIGLIA. Un quarto delle famiglie italiane è formato da una sola persona (single, divorziata…), l’altro quarto da coppie senza figli, un altro quarto da coppie con un figlio solo e da famiglie con un solo genitore. Nonostante questo sia il quadro della stragrande maggioranza delle famiglie oggi, vorrei capire allora come mai i ragazzini di oggi siano cosi’ disperatamente soli o meglio lasciati soli da genitori egoisti che hanno preferito carriera e benessere economico piuttosto che dedicarsi all’educazione, alla crescita e alla presa d’automia da parte dei loro figli. Visto che tu, cara Kitty, ne fai una questione numerica, spiegami come mai oggi le famiglie scelgono di avere un figlio solo e non riescono a gestire nemmeno quello che nella maggioranza dei casi cresce viziato, timoroso della vita e incapace di qualsiasi decisione autonoma. Non a caso, e tu ne sei un esempio lampante, i giovani non si costruiscono piu’ una vita insieme nelle giuste età ma continuano a rimandare questo momento…certo! Troppa fatica staccarsi dal capezzolo di mamma: lasciare il certo per l’incerto, lasciare le comodità, smettere di vivere come un adolescente non è cosa facile. Io non critico queste persone ma non le condivido. Meglio essere come Emanuela che ha aperto la porta alla vita e come me che a 32 anni aspetto la mia quarta bambina. Io do’ la vita e tu invece parli di morte, di aborto. Fare figli non è affare solo da ricchi o da ignoranti sprovveduti sui metodi anti-concezionali. Esiste una maternità consepevole che ogni volta si prepara ad accogliere una nuova vita nel rispetto della persona che sarà, per amarla e accudirla da piccola e da grande ma per insegnarle anche ad andare per il mondo portandosi addosso i valori che la famiglia d’origine le ha trasmesso. Meglio dunque responsabilizzare i propri figli che farli arrivare a 30 anni attaccati alla gonnella di mamma come te.

  44. Scusate, adesso avrei una domanda: ma questo sarebbe un topic per childfree, giusto? Come mai tutte queste mamme quando di siti mammeschi/papeschi e pupeschi ce ne sono una sporta? Non offendetevi, non è una polemica, ma mi chiedo, come mai vi sconvolge che noi non si voglia avere bambini? Perché per voi ciò costituisce un problema? Io non mi sconvolgo se voi avete tre figli a testa (o sette, de gustibus…). Perché ci rimanete tanto male se altri non ci pensano neanche a farli, i bambini? Perché dite “speriamo cambiate idea”. Ma, onestamente, che noi sia partorisca o meno, cosa cambia nella vostra vita? Niente, credo… Allora perché questa veemenza, questo voler farci cambiare idea? Qualcuno mi spieghi.

    Sono felice che voi siate delle persone realizzate, ma davvero, sono fortemente convinta che molte mamme incastrate in famiglie raffazzonate perché si usa così, perché la mamma vuole il nipotino, perché di sì, perché altrimenti chissà la gente cosa pensa, parlino con invidia.
    Molta invidia.

  45. Son tornato su questo sito, me ne sono ricordato quasi per caso. Intanto frequento spesso i siti in lingua inglese “childfree”. Chissa forse anche in italiano un giorno nascera’ qualcosa. Con una media di 1,3 figli x donna, ci dovrebbero essere diversi childfree anche in Italia.
    Ma di tutte le risposte quella di Emanuela, la mamma di 7 figli se non erro, rimane emblematica “La Provvidenza aiuta i figli a tornare a casa sani e salvi, ma aiuta anche a pagare i conti, a comprare l’auto nuova a vestire i figli”.
    Emanuela, io ho tutto il rispetto per te ma le cose che dici mi suscitano profondo disgusto. Non sai quante volte ho pregato un dio in cui non credo piu’. L’ho pregato anche per la pace sulla terra, ma molte volte, molto egoisticamente l’ho pregato che esaudisse i miei superficiali desideri. Come immagini benissimo, Emanuela, non sono mai stato ascoltato, neanche riguardo alla pace nel mondo.
    Ora tu mi parli di due cellulari usati avuti in regalo da amici. La cosa mi fa piacere, perche’ se vi regalano dei cellulari vuol dire che i bisogni di fondo dei vostri figli sono soddisfatti. D’altra parte pero’ lo dici come se il regalo fosse gradito, com’e’ giusto che sia, e quindi mi confermi che anche il superfluo contribuisce a fare la felicita’.
    Di sicuro i tuoi figli non avranno lo stesso tenore di vita dei loro coetanei. In conseguenza di cio’ saranno considerati inferiori dai loro amici e dalle persone con cui entranno in contatto. A tutto questo tu ovviamente non hai mai pensato. Quello che interessa e’ avere una piccola tribu di bambini ai tuoi comandi. Ti fa sentire importante ti gratifica, ti senti una mamma realizzata. Questo riguarda i tuoi sentimenti, ma non ci dice nulla riguardo a quelli dei tuoi figli. Chi mi dice che la tua felicita’ corrisponda alla loro ?
    Vorrei tanto avere la possibilita’ di osservare da vicino la tua famiglia, sono sicuro che troverei molte conferme sul fatto she non vorrei mai essere uno dei tuoi figli.

  46. Sono la prima figlia di Emanuela!E’ vero che a volte ci si sente inferiori, più sfigati o lasciati in disparte dai nostri coetanei, però dall’altra parte è anche vero che siamo diversi dagli altri e secondo me molte volte abbiamo ricevuto un’educazione che ci favorisce..cioè in una famiglia numerosa vieni responsabilizzato molto prima rispetto alla media dei ragazzi del giorno d’oggi..si matura prima. Per esempio già a 5 anni la mamma ti manda a prendere il pane da solo dall’altra parte della strada, cosa che secondo me al giorno d’oggi è difficile trovare in un ragazzo di 10 anni..

    E poi vuoi togliere la gioia di svegliarti ogni mattina e sentirti dire 8 buon giorno?? O tornare a casa da scuola magari nevrotico e vedere 8 persone che ti vogliono bene e con cui puoi passare il pranzo?? ogni tanto mi sembra di essere in una squadra di calcio visto il numero di persone che ci sono nella mia famiglia, poi aggiungi circa un amico al giorno e ci arriviamo quasi..
    tante volte bisogna rinunciare a qualcosa per il bene della famiglia però poi si riceve il centuplo in amore, nel bene che ti vogliono tutti i tuoi famigliari…

    secondo me i veri amici non sono quelli che ti giudicano inferiore solo perchè non sei vestito all’ultima moda, perchè non ti interessa o magari non hai i soldi per comprare i vestiti, solo perchè non hai il cellulare con 1000 funzioni, un cellulare all’ultima moda..un vero amico è quello che ti accetta in qualunque modo tu ti presenti davanti a lui..
    Al mondo d’oggi le famiglie numerose fanno paura! manifestarsi famiglia numerosa provoca una reazione in chi hai di fronte, ciò aiuta a distinguere i veri amici da chi ti disprezza, forse più velocemente rispetto alle persone più “normali”; MA QUESTO NON SIGNIFICA CHE SIAMO SOLI, senza amici veri!!!!

  47. Caro Davide,
    il mio Dio mi insegna che la felicità puoi trovarla dentro di te nell’incontrare Lui e che niente può togliertela, nè la fame, nè la sete, nè il presente, nè il futuro, nè la guerra, nè la morte, nè la vita e che niente di tutto questo ci potrà separare da Lui se lo incontriamo. E’ questo che cerco per me e per tutti quelli che amo, comprendere che il problema della tua mancata felicità è SEMPRE dentro di te e non fuori. ciao. Emanuela

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