Decalogo per i parchi divertimenti, Mirabilandia edition

Quando diventi genitore, puoi fare due cose. Continuare, più o meno bene, a fare la tua vita, fregandotene della maggior parte degli eventi relativi alla progenie (compleanni, feste scolastiche, merende), continuando a organizzarti la vita come meglio credi e trascinandoti dietro i figli (versione dei miei genitori, commento di mia madre: “allora si usava così”). Oppure puoi cedere al richiamo #lofaccioperlabambina ed entrare nel turbine infinito di appuntamenti infantili che, sospetto sia colpa di Milano, perché le mie amiche che hanno figliato altrove vivono molto meglio, riempiono l’agenda che nemmeno un capo di Stato.
Sì, poi c’è qualche sfumatura tra i due estremi, ma in generale, tertium non datur. Ci sono i genitori assertivi e i genitori budini bambinocentrici. Indovinate un po’ da che parte pendo io? Ecco.

Comunque, a volte ci sono occasioni belle, dove mi diverto pure io, a sorpresa. Una di questa è stata lo scorso weekend: viaggio stampa a Mirabiliandia (dove non eravamo mai stati) per l’inaugurazione dello Stunt Show “Grosso Guaio a Stunt City” in collaborazione con Hot Wheels. Hashtag ufficiale #miracheloop, da noi declinato in innumerevoli varianti (io conto anche un #mirachesuora, perché ho fotografato un allegro gruppo di sorelle mentre si levavano la mantella impermeabile all’uscita dello Splash car. Chapeau.) Allora, lo show è davvero emozionante; a parte che vedere “in grande” le coloratissime macchinine Hot Wheels con le quali ho giocato così tanto è stato bellissimo (i miei in quello erano avanti: mai nessuno che mi abbia detto “ma perché non giochi con le bambole?). Poi il loop è davvero un loop e il giro della morte toglie il fiato. Ah, e per l’inaugurazione c’erano pure i Facchinetti, padre e figlio. Abbiamo passato due giorni a cantare diodellecittuaaaaaa e dellimmensituaaaaa. Bei ricordi.

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Ma ovviamente la due giorni è stata l’occasione per visitare anche tutto il parco. Io mi sento male sulla London Eye, per dire, per cui per me sono off limits tutti i rollercoster più veloci del Brucomela. Però ci sono i giochi con l’acqua. E lì non ce n’è stato più per nessuno. Ecco cosa vi consiglio di fare per passare un bel weekend al parco.

1) Studiare bene la mappa delle attrazioni e fare il flash pass. Soldi ben spesi: nei weekend, le file sono agghiaccianti, e sì che noi qui abbiamo l’Expo che in quanto a generatore automatico di file non è secondo a nessuno, però aspettare un’ora per un giro da un minuto mi sembra eccessivo. Fate il flash pass e saltate le code senza neppure sentirvi in colpa.

2) Sapere in anticipo in quali attrazioni tuo figlio non potrà andare (per età o altezza). Evitiamo scene isteriche all’ingresso della giostra.

3) Scegliere, per quanto possibile, un weekend caldo e soleggiato se, come a me, vi piacciono le attrazioni con l’acqua. Sono uscita dal Niagara (la cosa più bella del mondo, credetemi) fradicia, come da una doccia. Bonus: ho tenuto pantaloni e maglietta bagnati per due ore e non mi è successo niente. Ho pensato positivo e mi sono convinta di essere inglese. Loro la cervicale non la conoscono, non vedo perché dovrei io.

4) Andarci con gli amici. Non c’è niente di più bello, soprattutto per un famiglia “piccola” come la mia, dotata di figlia unica, che allargare il gruppo. Ci si diverte molto di più.

5) Portarsi uno zaino con almeno due cambi o, meglio, mettersi il costume. Due cambi anche per i bambini, ovviamente. Vedi sopra.

6) Mettere i pantaloni corti. Anche voi, come me, avete le gambe prive di melanina? Che rimarrebbero bianche anche dopo un mese ai Caraibi, mentre il resto del corpo è ustionato? Approfittate di ogni occasione per colorirle un po’. Per lo spesso motivo, portatevi la crema solare per il viso.

7) Mangiare poco e solo cose “asciutte” anche se, come me, andate solo sul Brucomela. Non si sa mai.

8) Se provate a vincere un Minion di proporzioni gigantesche con il lancio delle palline (difficilissimo), fatelo solo alla sera prima di uscire. Pena, girare ore per il parco mano nella mano a un peluche grande come vostra figlia. Per noi non c’è stato problema. Non l’abbiamo vinto, nonostante un mutuo in palline.

9) Fermarsi almeno due giorni, così avrete tempo di fare tutto con calma e di ripetere le cose più divertenti (per me: Niagara, Rio Bravo, Splash car. Per mia figlia: tutti i precedenti più l’area Dinoland, visto che da grande vuole fare la paleontologa.)

10) Lasciarsi un po’ andare avrei potuto fare quella superiore che, uh che cosa cheap i parchi di divertimento, uh, troppa gente, uh, guarda, mi sono bagnata i capelli, che disdetta. Me ne sono allegramente fregata per due giorni, ho girato con un crespo da umido Doc e mi sono divertita tanto. E mia figlia non ha praticamente mai smesso di ridere. Win-win.

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