E poi, il futuro

Mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
Mi sono visto che ridevo
Mi sono visto di spalle che partivo

Ho venduto la mia casa di Varazze. Terrazzo sul mare, vento costante, vasi di timo, limone e basilico.
Lama di luce.
L’ho fatto per una serie di ragioni, tutte logiche, tutte razionali, tutte intelligenti. Ma, come quando ho venduto la mia adorata auto, la ferita brucia. Ancora sobbalzo quando incrocio una KA rossa. Ancora e sempre penserò alla mia casa.
Perché non era una casa, perché era me stessa (parte di). Perché era rifugio, era aperta e chiusa, era solo mia, era legame, sempre più labile, con il posto dove sono nata.
Adesso, a forza di essere sempre qualcosa che appartiene ad altri – moglie di, madre di, ancora e sempre figlia di: tutto, fuorché me – di quel che ero prima non c’è quasi più traccia.
Manca solo che smetta di fumare, e della me di qualche anno fa non resterà, appunto, nemmeno un anello di fumo che si disfa salendo al soffitto.

(Sì, sto già prendendo l’iperico. Per le depressioni di stagione dice che fa miracoli. Poi se non basta cerco anche un dottore, ma uno bravo.)

11 thoughts on “E poi, il futuro

  1. Blimunda, da ligure hai tutta la mia solidariet. Da donna, ti prego, tieni duro sull’essere madre di, moglie di, figlia di. Per me quello il rischio pi grosso. Una casa al mare si pu ritrovare, essere, anche solo per qualche minuto al giorno, solo se stesse e solo per se stese, alle volte difficile. un abbraccio.

  2. nooo la casa di Varazze che tanto ti invidiavo, soprattutto per la vista che si godeva e che tu descrivevi talmente bene che pareva di esserci.
    Stefania mamma di Vittoria

  3. L’iperico pu influire con i contraccettivi ormonali ma, per lo pi, se preso “puro”. Oggi la maggior parte delle formulazioni “tagliata” con altre piante o contiene dosaggi di principio attivo pi bassi che in passato, proprio per ovviare a questo tipo di controindicazioni. I bugiardini non vanno letti, servono solo a far venire l’ansia, bisogna consultare l’erborista o il farmacista :-)

    Per il resto, capisco bene la sensazione di cui parli. Io pur non essendo madre di nessuno, pur essendo figlia da sempre un po’ degenere, e pur essendo “solo” una compagna convivente (flebile laccio rispetto agli altri), provo tutti i giorni a restare la ragazza che ero. E’ durissima e, tra una scelta forzata e un sacrificio, ogni volta mi perdo un pezzetto.
    Anche io a Bologna ho la casa che stata solo mia e che custodisce 10 anni della mia storia; quando la dovr vendere (e arriver quel momento) mi si spezzer il cuore.

    Immagino che serva pensare a queste cose come tappe della propria evoluzione, anche se l per l non si riesce a vedere l’intero disegno. Quello che sei non “finisce”, a volte sonnecchia e volte cambia ma sei sempre TU.

    Stai s, l’autunno che gioca a football americano con l’umore di tutti…figuriamoci di noi bilance che compiamo pure gli anni…. :-))

  4. Ah!…ecco cos’era quel sottile malumore!…il 26 settembre mooooolto vicino!
    Elena

  5. Io 19 ottobre. Ne far 38 ma mi sa che la crisi dei 40 arrivata in anticipo.

  6. Forza , Blimunda, un giro di boa. Anche a me manca la mia casa, quella che ha significato pi delle altre 6, ma quella parte di me non mai stata venduta :)

  7. Capisco. FAre la mamma e la moglie bellissimo, ma rosicchia la te di prima. Non hai tempo per fare quello che facevi prima, o non saggio, o non prioritario, o il tempo per farlo in futuro, “quando sarai grande”, si accorcia (per me a gennaio son 39). Per la casa, una casa, io vorrei tanto potermela comprare… :(

  8. ecco,x questa cosa qui della casa io potrei dare il mio contributo al tuo post successivo “perche’,se e quando piangete”.Quando penso alla mia casa dell’infanzia o a quelle della vacanze a Moneglia mi scappa un lacrimone…

  9. Bli, mi spiace deluderti. ma l’iperico non serve a una cippa lippa. Te lo dico io che l’ho provato quando stavo super gi di morale e nisba. No risultati.

  10. allora non hai smesso di fumare! sfrucugliando tra i tuoi post avevo trovato quello relativo allo smettere di fumare, e credevo che tu ci fossi senza dubbio riuscita…non si deve dire e non si deve pensare, lo so, ma ho colpevolmente pensato, poco fa: “allora non sono l’unica scema che non ci riesce!” ;-)

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