Giornalisti, incompetenti, bugiardi, ma servono ancora

Secondo il 68% degli italiani, i giornalisti sono bugiardi; secondo il 60% sono incompetenti, secondo il 52% non indipendenti, schierati politicamente (per il 48%), corrotti e mercenari (per il 40%).
Seguono altre caratteristiche non esattamente edificanti, tratti da un’analisi a cura di Astra Ricerche e commissionata dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
Dati e definizioni che, era ovvio, hanno fatto la gioia di caporedattori e titolisti (date un’occhiata a quotidiani e magazine online: si sprecano titoli come “Giornalisti, incompetenti e servi” “Giornalisti, incompetenti e bugiardi”, il che crea un cortocircuito surreale e notevole).
Io però la ricerca l’ho letta tutta, e non per ricavarci un titolo a effetto, ma per capire. Secondo me ci sono anche dati incoraggianti: poteva andar peggio, insomma.
Vengono fatte eccezioni ad personam (l’83% degli intervistati salva alcuni rappresentati di categoria) ma soprattutto un confortante 54% che continua a giudicare alto o altissimo il ruolo sociale del giornalismo. E, come reazione ed effetto all’information overload, la ricerca evidenzia la richiesta di un nuovo giornalista garante che certifichi, selezioni e aggreghi le innumerevoli fonti disponibili su ogni argomento orientando i lettori e fornendo una chiara gerarchia delle notizie.
Coincidenza: proprio oggi Marcom mi segnala questo intervento di Robin Good che descrive il Newsmastering ossia:

…una nuova professione che consiste nel filtrare, raccogliere, selezionare le notizie altamente focalizzate su uno specifico argomento dal caos delle informazioni che saturano Internet ogni giorno e proporle in un feed RSS ad un determinato target di pubblico.

Che è poi quello che stiamo facendo/tentiamo di fare/faremo, con risultati alterni, tutti noi che lavoriamo anche o solo nell’informazione online.
Coraggio: non moriremo giornalisti.

6 thoughts on “Giornalisti, incompetenti, bugiardi, ma servono ancora

  1. una cosa non capisco per: perch nel mucchio delle descrizioni negative appaia anche la “schierati politicamente”: io personalmente d retta solo a giornalisti palesemente schierati (a volte direi faziosi) poich lo considero un pregio, un atto di onest intellettuale, e diffido completamente della gente che vuole mostrarsi super partes. E poi l’obiettivit si pu avere pur avendo dichiarato le proprie carte, e spesso porta ad accanirsi ancora di pi verso la propria, di parte, e trovo che sia ben distante dalla non-indipendenza, che cosa ben peggiore.
    a parte questo mi associo all’augurio :-)

  2. odio chi giudica per categorie! Senza dubbio, molti giornalisti devono rinnovarsi, ma il buon giornalismo esiste ed indispensabile. ;-)***

  3. Il buon giornalismo esiste ma, come tutti i prodotti intellettualmente validi, non fruito dalle masse. Mentre tutti guardano il tg2, il tg5 e, con la scusa della posta elettronica, leggono il portale libero.it.
    E poi dicono che i giornalisti sono una categoria da bruciare…

  4. Ormai esiste soprattutto il giornalismo marketing-oriented e questo da un lato arricchisce la categoria e dall’altro la impoverisce se pensiamo solo al giornalismo come la professione a cui siamo abituati.

    Ecco, muore il giornalismo e il giornalista che non si adatta ai tempi e che non sa capire come vanno le cose: muoiono pochi giornalisti perch quelli che non hanno capito queste dinamiche hanno fior fiore di giovani stagisti alle loro dipendenze che riescono a fargli fare pure bella figura in situazioni in cui non sarebbero a loro agio.

    Ps: auguri per la tua bambina, compie il mese fra poco e si avvicina all’anno vero?:)

  5. seralf: il tuo un modo di procedere, senz’altro: almeno sai cosa ti aspetti, what you see is what you get. Meglio un fazioso dichiarato che un finto super partes, indubbiamente.
    MademoiselleAnne: 9 mesi pochi giorni fa, grazie :-) E per quanto riguarda il giornalismo marketing oriented, come il giornalismo fazioso, sempre esistito: solo, se ne facevano accorgere un po’ meno, o forse i lettori avevano meno strumenti per capirlo.

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