La verde Tenerife

Cosi’ mi e’ sembrata dall’aereo, mentre atterravamo a Tenerife Norte, soprattutto dopo 3 giorni passati a Gran Canaria dove gli unici fili d’erba sono nei giardini degli hotel (e in montagna, of course). Qui gli alisei arrivano eccome, e portano un clima mite ma anche nuvole cariche di umidita’, magari non amate dai turisti ma perfette per le piante che, appunto, la colorano di verde. Almeno nel nord; nel sud, mi dicono, il clima e’ piu’ secco e arido. Molto piu’ verde, quindi, e con la costa piu’ scoscesa, con i monti subito a picco sul mare (ovviamente mi e’ scattato subito il paragone con la Liguria, tanto che il primo sms che ho mandato recitava: “Sono atterrata a Tenerife, tutto bene, sembra Varazze”). Come riuscire a essere provinciali dentro, proprio.
Oggi tour per Santa Cruz, la capitale, dove e’ in corso un’imponente opera di maquillage, soprattutto nella piazza de España, di fronte al grande porto. Il quartiere vecchio che, mi dicono, solo pochi anni fa era pericoloso e malfamato, oggi e’ delizioso, curato, con le case tipiche ornate da balconi in legno di pino canario e un sacco di locali per cenare, ascoltare musica dal vivo e bere qualcosa la sera. In uno di questi, Los Reunidos, ho pranzato e intervistato il proprietario che mi ha detto: “Ho vissuto negli Stati Uniti e in Irlanda ma alla fine sono tornato qui. Per il clima: appena ho due ore libere, tutto l’anno, infilo il costume e vado in spiaggia”. Dagli torto.
A seguire, visita a La Laguna, citta’ patrimonio dell’umanita’. Una bella sorpresa: ne sapevo poco ma mi ha colpito. Centinaia di dimore storiche, di famiglie nobili, notabili cittadini e comandanti militari, alcune purtroppo chiuse in attesa di restauro, ma molte splendide, con portali di legno istoriati, balconi lavorati, patii pieni di piante tropicali e vetrate. Un paio di chiese con gli altari sbrilluccicanti dell’argento rubato , ahime’, al Nuovo Mondo, come la Iglesia de la Concepcion, la piu’ antica di tutte le Canarie (16mo secolo) e molti negozi che si integrano perfettamente con l’architettura storica, senza insegne sguaiate.
Stasera passeggiata sul lungomare di Puerto de la Cruz, nel nord dell’isola (Santa Cruz, Puerto de la Cruz, un po’ piu’ di fantasia no, eh?), cittadina turistica messa recentemente in ombra dal proliferare di albergoni giganti nel sud, a Playa de Las Americas, ma decisamente piu’ chic e tranquilla di quel divertimentificio. Domani giro a Garachico e La Orotava, finalmente vedro’ una delle famose spiagge vulcaniche di sabbia e ciottoli neri. Sembrero’ ancora piu’ bianca, mannaggia.

6 thoughts on “La verde Tenerife

  1. Cavolo, sono stato a Tenerife quando avevo 16 anni. Ho un sacco voglia di tornarci!!! Se poi mi dici tutte queste cosa…la situazione si complica!!

  2. Ti basta sapere che sono bianca anch’io e soffoco perch a Milano le temperature sono molto al di sopra della norma?!
    Continua i tour, che questi racconti almeno ci fanno sognare!

  3. nel testo del sms hai messo “Beln sembra Varazze” o solo “sembra Varazze” ?

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