Leggere, leggere, leggere: avete scelto il libro da regalare?

Da madre di una futura adolescente, conoscere Alberto Schiariti e sentirlo parlare della sua iniziativa – Leggere leggere leggere. Regala un libro a uno sconosciuto – è stata una boccata di ossigeno. Perché io, essendo lievemente ansiosa, nonostante mia figlia abbia poco più di due anni penso già con terrore a quando me la ritroverò improvvisamente nei panni di una preadolescente rognosa. Programmi come The Club o Adolescenti, istruzioni per l’uso (diventato ovviamente un libro), mi terrorizzano più di qualsiasi film horror.

Alberto, che è intervenuto alla presentazione romana de Il tarlo della lettura, ha colpito tutti. Perché è giovane e saggio, riflessivo e divertente. Ha 21 anni, lavora, si smazza tre ore di pendolarismo al giorno, usa queste tre ore per leggere e per osservare le persone che viaggiano con lui. Per mettere insieme le due cose, visto che è giovane e giustamente crede che tutto si possa fare,  basta volerlo, ha pensato di lanciare un “esperimento nazionale” come quello di domani per regalare un libro a uno sconosciuto. Per ottenere due risultati: abbattere la barriera di diffidenza che impedisce a persone che si vedono tutti i giorni, sullo stesso treno, di parlarsi; e invogliare la gente a leggere di più.

Non solo: ci ha anche aperto una finestra sul mondo dei gggiovani, lasciandoci parole di speranza: “Non è vero che non leggono, che non leggiamo; almeno non tutti. Leggiamo, e la realtà giovanile è molto più sfaccettata; non siamo (tutti) quei decerebrati dipinti dai media”. Anche se, ammette, a volte leggere fra i ragazzi sembra quasi una brutta malattia: “In molti mi hanno scritto ringraziandomi per l’iniziativa e dicendomi che sono costretti a leggere di nascosto perché  gli amici li prendono in giro”. Ed è divertente e struggente insieme pensare a ventenni che leggono di nascosto dagli amici e poi in gruppo vanno a vedere l’ultimo cinepanettone, per non sentirsi esclusi. Infine, perché siamo in Italia, Alberto ci ha raccontato di tutti quelli che lo hanno insultato o semplicemente hanno insinuato che, dietro alla sua iniziativa spontanea, coinvolgente (sono più di 243 mila i membri sul gruppo di Facebook) e nata “nella mia cameretta, con dietro solo me” ci siano molti soldi, qualche sponsor di peso o addirittura un partito politico. Magari, dico io, un partito politico si accorgesse di idee come queste e le appoggiasse davvero.

Comunque: domani è il giorno X per Leggere, leggere, leggere.Voi avete già scelto quale libro regalerete? Avete già una mezza idea della persona (deve essere uno sconosciuto, mi raccomando; magari uno che vedete tutti i giorni ma con cui non avete mai scambiato una parola) a cui vorreste darlo? Io, per tenermi pronta, ho già in borsa una copia del Trattato di funambolismo, libro con cui ho iniziato l’anno e che ho amato molto. E’ leggero come un soffio, perfetto per un regalo. Speriamo solo che, visti i tempi, la persona a cui vorrò donarlo non si spaventi e mi tratti come l’uomo del Folletto – “No, grazie, non compro niente”.

9 thoughts on “Leggere, leggere, leggere: avete scelto il libro da regalare?

  1. Sar molto curiosa di sapere come andata. :-) In bocca al lupo! Io sono indecisa tra l’atiemmino ai tornelli in stazione Bovisa e una tizia che vedo sempre al bar la mattina. :-) Libro: “…e venne chiamata due cuori”.
    :-)

  2. Anche io sono curiosissima! Marted ho chiesto ad Alberto di scrivere un appello tipo “raccontate la vostra donazione”. Mi farebbe davvero piacere sapere com’ andata.

  3. Ciao G.

    Grazie delle belle parole. E’ stato molto piacevole anche per me quella serata. Come ti avevo gi anticipato il movimento si sta autoalimentando bene. Ci sono gi centinaia di racconti, senza che ancora lo abbia esplicitamente chiesto :-)

  4. Ciao Alberto (ma chi G.???) grazie a te. Tra i racconti c’ anche il mio :-)
    A presto.

  5. Allora, la versione non ufficiale che la B vicina alla G, mentre quella ufficiale che il tuo cognome aveva una certa assonanza con Grazia e con il turbinio di nomi che ho in testa venuta fuori la G.

    Poi dobbbbbbiamo parlare! ;-)

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