E se andassi a vivere in chiesa?

chiesa_bottone

No, siccome passano i mesi, io continuo a vedere potenziali case da acquistare, ma la situazione resta sempre quella drammaticamente descritta qui, mi è venuto in mente che potrei assecondare un delirante trend (segnalato da Immobiliare.it), ossia quello di comprarmi una bella chiesetta sconsacrata e via.
Cito dal comunicato stampa: ad Asti si può acquistare una chiesa settecentesca in stile barocco in pieno centro storico (trattative riservate), a Firenze bastano 780.000€ per comprare una chiesetta di 170 mq in zona Careggi, già dotata di angolo cottura (ostie al vapore, anyone?), e per la quale viene offerta anche la possibilità di trasformazione in civile abitazione. A Olevano Sul Tusciano (Salerno) si vende una chiesetta del 1300 con terreno circostante, a un prezzo che neanche un monolocale a Lambrate: 90.000 euro. A Vergato, sulle colline bolognesi, è in vendita una piccola chiesa priva però di riscaldamento. Serviranno bue a asinello, ovviamente. A Lucca c’è chi ha già sviluppato un progetto per trasformare navate e sacrestia in villa a 2 piani con mansarda e possibilità di piscina. La più antica delle chiese sconsacrate ora in vendita è a Volterra, risale all’anno 850, è all’interno di un complesso completamente ristrutturato e costa 1.650.000€. Ma, attenzione, c’è la possibilità di costruirsi anche il garage.

Ricapitolando: per amatori, contesto d’epoca, atmosfera imperdibile, soffitti alti, tutto legno, assenza di vicini rumorosi, ampie vetrate luminosissime, spazi personalizzabili, possibilità soppalco, cucina abitabile, cabine armadio in sacrestia, posto auto privato nel sagrato.
E’ come un loft, ma molto più chic.

Le domande da fare all’agente immobiliare

La prima cosa da verificare è che l’agente sia effettivamente iscritto all’albo dei mediatori. I collaboratori di agenzia possono effettuare appuntamenti, certo; ma non svolgere la trattativa. In generale, l’appartenenza a un grande gruppo immobiliare dovrebbe offrire maggiori garanzie e più controllo sull’operato degli agenti.

Qual è la sua disponibilità in ore serali o nel weekend? Quando acquisti o affitti un’abitazione, una sola visita non è sufficiente. E’ importante poterla rivedere con calma, in orari compatibili con il tuo lavoro.
A quanto ammonta la commissione? E’ trattabile? Chiedere che le percentuali trattenute dall’agenzia vengano comunicate esattamente prima di iniziare la trattativa. Esistono delle tabelle di minimo e massimo, ma è sempre possibile trattare; vale l’accordo preventivo tra le parti.
Chiedete l’esclusiva? Ci sono penali? Generalmente l’esclusiva è richiesta dalle agenzie ma offre anche maggiori garanzie al proprietario o aspirante acquirente/locatore. Chiedere sempre l’ammontare della penale in caso di rottura dell’esclusiva, che deve essere al di sotto della provvigione.
Avete un vostro notaio di fiducia? Se non sapete a chi rivolgervi, affidarsi al notaio che normalmente lavora per l’agenzia può eliminare un problema. Attenzione al caso contrario; se preferite rivolgervi a un professionista già conosciuto, domandate se la scelta del notaio per registrare il contratto è vincolata o meno.

(Antonio Pasca, Presidente di Tecnocasa Franchising SpA).

Qui le altre domande agli esperti

Stasera vieni a casa mia? Così te la vendo

Trovare casa, lo sappiamo tutti, può diventare un inferno.
Io al momento non ho ancora ripreso la caccia, ragione di più che con la pancia in aumento vertiginoso, l’ultimo pensiero è correre ai quattro angoli di Milano per vedere buchi improponibili.
In generale comunque, in caso si trovasse la magione dei sogni e, cosa ancora più improbabile, si avessero i soldi per acquistarla, resta il problema di liberarsi della casa in cui viviamo al momento.
Alcuni investitori di professione mi hanno più volte avvertito su questo aspetto: non comprare casa se non sei certo di vendere la tua o se non hai tempo sufficiente per farlo; rischi di diventare uno di quelli che il mercato immobiliare chiama dontwanters, ossia chi vuole sbarazzarsi al più presto possibile di un’abitazione e alla fine accetta offerte parecchio più basse del valore reale.
A questo proposito scopro che abbiamo importato dagli Usa la tendenza Open House, cioè, più o meno: voglio vendere casa, organizzo una giornata aperta, invito molte persone potenzialmente interessate che possono vederla con tutta calma in un contesto diverso dalle solite tristi visite guidate di 5 minuti e spero che uno di loro alla fine mi faccia un’offerta.
Non solo: negli Usa e in alcuni casi anche da noi, l’Open House si trasforma in un vero e proprio party immobiliare, che tra una tartina e un prosecchino dovrebbe disporre meglio i clienti all’acquisto.
Al limite, male che vada avete conosciuto un sacco di gente.