Ivano Fossati per i maschi

Dopo aver scritto il post su Fossati sono successe un po’ di cose. La prima è stata la scoperta di un bellissimo pezzo di argomento analogo di Guia Soncini su D, uscito giorni prima del mio post, da me non letto in tempo utile ma ahimè molto simile. Poi hai un bel dire che gli oroscopi non contano.
Poi, ho ascoltato Decadancing è ho avuto la bella sorpresa di ritrovare il Fossati che amo di più e anche di scoprire che non ha perso il vizio di scrivere cose per me (ahem), come ne La normalità: Ma se tutto è un maledetto imbroglio, l’amore dove niente appare come è, all’esistenza di tutti i giorni non ci si può abituare (…) Ma tu te li ricordi i nostri anni, i tempi delle stelle in fondo agli occhi Il vento soffia piu sicuro adesso, io sono sempre al mio posto, alleato con te, è la normalità.
Ma anche: Quello che manca al mondo è un poco di silenzio. Quello che manca a questo mondo è il perdono che non vedo e non sento.
Infine, un amico carissimo, di quelli che non vedi da anni anche perché beato lui da un po’ vive in Brasile, ma è di quelli che risenti ed è come ci avessi pranzato ieri, e con il quale ho condiviso canzoni, libri e sensazioni e sì, anche quell’avventura che fu trovare Monza per andare a sentire Fossati, ha letto il mio post e ha fatto un po’ come quelli che non hanno un blog ma ti dicono: “E come? E Panama non ce l’hai messa? E questa? E quell’altra?” e si è beccato la classica risposta: “Quello è il mio post su Fossati. Se ne vuoi uno su Fossati per i maschi, scrivilo e te lo pubblico”. E così è stato. Poi è arrivata l’alluvione a Genova e ho avuto altro da pensare, ma questo post adesso è qui.

Il tuo testo su Fossati mi ha colto alla sprovvista e mi ha fatto pensare e ritrovare nella memoria canzoni che sono intatte e presenti, seppure non affiorano sovente dall’inconscio.
Per me Fossati non è mai entrato nell’olimpo (Faber, Conte, Battiato, Dylan, Cohen) e non è rimasto neanche alle porte (Guccini, Capossela, De Gregori, Vecchioni, Lolli). E’ sempre stato un poco a parte, schivo, genovese, distante.
Eppure ritrovo traccie sue che macchiano vari percorsi. Panama è sicuramente forte, cosi bagnata di ironia e immagini di avventura (come se Paolo Conte avesse riscritto Maracaibo). Mi ha guidato a volte a stare in mare, a smetterla di ballare con la francese, a pensare a chi non sapesse di danzare su una polveriera mentre io stavo al timone. E poi, l’avventura dell’America Latina!
E ancora, sparsi nel tempo: il sogno adolescente de La mia banda suona il rock, la traduzione che toglie il fiato di Oh que sarà di Chico Buarque. Il fatto che (come Chico), Fossati sia un autore bisessuale e che mi ha sempre dato l’impressione di saper raccontare il femminile ‘dal di dentro’. La Vanoni disse questo di Chico con la musica di Tatuaggio. Io non essendo donna mi fido del parere suo e di altre donne.
Per quando riguarda quello che capisco, cioè il mondo maschile di Fossati, posso descriverlo come un amico, che ti confessa molto, anche i famosi motivi che ‘non sono belli da verificare’, ma con una tensione serena. E’ un maschio italiano che parla, che nel confessarsi si consola e si è già perdonato, per certi suoi peccati.
E tre bottiglie in fila e quattro poi e le risate e che nome avessi quella notte
non ricordo più sentivo che finiva e il giorno ce l’avevo addosso già e sembravo qualcuno in un altro posto ma stavo ancora là.
e c’è spesso il gusto del racconto di un’avventura, come lo faresti a un amico importante la sera dopo, tra le risate e il vino.
Che gusto di selvatico di nessun pentimento mi trovo sulla bocca, sulle mani.
Di tempo in tempo l’amore ha i suoi fastidi, io ne sto al riparo.
E lo troviamo ancora a fare l’elogio al peccato e al peccatore. A scrivere una canzone il cui titolo (l’amore con l’amore si paga) è la traduzione di come in slang brasiliano si definisce il 69 (e non come anno politico).
Ritornando all’uomo, però, c’e’ anche il riscatto. Le lacrime sono ‘non meno sincere’ di quelle della donna e almeno cerca di ‘copiare l’amore’.
Ma il punto piu’ alto di questo discorso ‘dei/sui/nei sessi’ sono le parole di Fossati nella costruzione di un amore. Chi parla è un uomo? E’ una donna? Sono entrambi? Non ho mai sentito un duetto di questa canzone, ma forse in questo modo troverebbe il suo senso più profondo.
Ecco insomma idee sparse e buttate lì, per un artista schivo ma che spesso esprime cose che ci appartengono. E in questo senso un artista utile: uno che puoi usare per amici  eamori dicendo ‘possa farti ascoltare una canzone?’ E così sperando in un po’ più di comprensione di quella che ci è stata concessa dalla francese di Panama, che si annoia, che balla cinque mambo per volta e che ha voglia di musica, mentre noi abbiamo voglia di arrivare a terra. E avere terra dove andare.

(Federico)

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