A volte cucinare stimola riflessioni esistenziali

Dunque, ieri ho fatto la spesa.

Il che significa una sola cosa: se non voglio gettarne via metà, oggi sono di corvée in cucina.
Il che significa tagliare, mondare, affettare, lavare, preparare, infornare cibi. Lavare, sistemare, riporre un numero svariato di utensili serviti alla bisogna. Restituire un volto umano al lavello e al piano di lavoro (se vi siete chiesti perché lo chiamino piano di lavoro, vuol dire che, fortunelle, non cucinate mai). Ripulire il computer, sempre acceso sul tavolo, da farina, semi di peperone, foglie di lattuga e semi di sesamo.
Nel frattempo, scrivere un articolo, controllare la mail a intervalli regolari, cambiare un po’ di pannolini, giocare con Bea, sistemare casa, preparare un piano editoriale per un progetto che forse parte, non si sa, tu intanto fallo, scrivere un post (questo) dare un’occhiata a Facebook pensando “che palle che è Facebook”.

Il che significa che stasera avrò totalizzato:

-Un biberon di latte e Plasmon;
– Una pagnotta homemade ai semi di sesamo;
– Un pranzo per Beatrice (pastina in brodo più uovo alla cocque, signori);
– Un roastbeef;
– Una ratatouille al forno;
– Una porzione di sugo ai peperoni e una di sugo alle melanzane con le verdura avanzate dalla ratatouille, ché siamo in recessione e sprecare il cibo proprio non si può;
– Un kit pulito e pronto da congelare per il brodo di verdure di Beatrice;
– Una cena per Beatrice (pennette olio e parmigiano, petto di pollo al vapore, oh yeah);
– Una torta di mele, ché le renette stavano andando a male, e gli sprechi signora mia eccetera, vedi sopra.

Esausta, riversa sul famoso piano cottura, mi domando:
Ma se invece di ostinarmi a fare la giornalista e a “fare internet”, qualsiasi cosa questo voglia dire, mettessi su un bel catering?

5 thoughts on “A volte cucinare stimola riflessioni esistenziali

  1. non sarebbe una cattiva idea, solo che se lo fai diventare un lavoro poi ti stufi subito di farlo.

  2. Gradirei assai la tua ricetta del roastbeef casalingo, bitte…:-*

  3. Leti: ok, ti chiamo!
    clarissa: ok, dev’essere proprio il concetto di lavoro che mi turba…
    Mit: ricevuto, appena ho un attimo la posto sul blog :-)

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