Un mercato ai piedi del vulcano

Rieccoci qui! Adesso scrivo da Baños (che bella la tastiera spagnola, trovo la tilde senza problemi), una deliziosa cittadina proprio in mezzo alla Valle dei vulcani.

In realta´e´ai piedi del Tungurahua, il vulcano che solo un mese fa ha fatto sfollare 3000 persone. Ma il padrone dell`albergo ci ha detto che ora e´ tranquillo e che se vediamo del fumo “es normal”. Siamo arrivati con un viaggio via pullmann da Otavalo attraversando buona parte della Valle dei vulcani, circondati da vette oltre i 5000 metri, come il Vulcano Cotopaxi: uno spettacolo davvero magnifico, e in piu’ il contatto con le popolazioni locali che a ogni fermata salivano e scendevano e ognuno voleva scambiare qualche parola con “gli stranieri”, visto che eravamo gli unici turisti.

Siamo scesi molto di quota: dai 2.850 m di Quito siamo a 1.800. La temperatura e’ leggermente piu’ alta, ma il tempo, soprattutto nel pomeriggio, resta nuvoloso e molto umido.

Ieri shopping sfrenato al mercato di Otavalo. Che dire? Una meraviglia. Famiglie di indio che scendono dalle loro cime per vendere maglioni di alpaca tessuti a mano, stoffe coloratissime, ponchos e camicette ricamate. Gli indio sono tutti vestiti con il costume tradizionale: per le donne, una camicetta di raso con maniche di pizzo (meravigliosa, volevo comprarla ma poi, davvero, e’ immettibile a casa nostra…), una lunga gonna nera e una fusciacca in vita coloratissima. Che, ci spiegano, ha valore oltre che estetico, rituale. Serve infatti a proteggere il ventre della donna dagli influssi maligni e a mantenerlo fertile: in piu’ la lunga gonna a strati ricorda le pannocchie e vuole essere un omaggio al mais, prima e importantissima fonte di sostentamento per i popoli andini. Come gioielli, portano tutte una collana dorata multifili e due braccialetti rossi ai due polsi per comporre un triangolo di buon auspicio. Gli uomini hanno un bellissimo poncho blu.

Tutti, uomini e donne hanno tutti una lunghissima treccia: inutile dire che quello che avrei voluto davvero “comprare” sono i loro magnifici lucentissimi capelli nero-blu.

In realta’ avrei voluto comprare mezzo mercato: tovaglie, copriletti, maglie e scialli…anche perche’ i prezzi sono davvero incredibili (per un maglione in alpaca si parte da 12 dollari, ma la contrattazione e’ quasi obbligatoria, e si scende di molto…).

Invece mi sono “accontentata” di un maglione in alpaca, sciarpa e berretto, che mi saranno utilissimi per quando affronteremo sul tetto del treno El Nariz del Diablo. Ma, ovviamente, non poteva finire cosi’: non ho resistito e ho comprato un magnifico tappeto tessuto a mano nei colori del rosso e dell’arancione. a parte il fatto che e’ stupendo, vi dico solo che l’ho pagato tipo un trentesimo di quello che mi hanno chiesto pochi mesi fa a Milano. D’accordo, la nemesi sta nel fatto che devo legarlo sopra lo zaino e portarlo in spalle per 15 giorni. Ma vuoi mettere la soddisfazione quando me lo vedro’ nel salotto?

Appena posso, ovviamente, postero’ le foto. Per ora dovete accontentarvi delle mie descrizioni, necessariamente frettolose e approssimative.

I maschi del gruppo, durante il nostro delirio di shopping, hanno deciso di fare una cosa da uomini: sono andati allo stadio a vedere giocare l’Otavalo (giuro!). Sono tornati fieri della vittoria e pieni di amici locali.

Domani, da Baños, faremo un’escursione in Amazzonia: non vedo l’ora. Spero comunque ci rimanga il tempo per un salto ai bagni termali dai quali questa deliziosa e tranquilla cittadina prende il nome.

A presto per raccontarla.

2 thoughts on “Un mercato ai piedi del vulcano

  1. Buon viaggio!
    Io sono rientrato da un paio di settimane e mi manca un sacco l’Ecuador. Ho fatto una decina di giorni sul continente e una settimana alle Galapagos.
    Incredibili!
    Buona continuazione…

  2. Ho letto tutto con grande piacere ed interesse :)
    Pur essendo un uomo mi stupisco un p degli ometti del gruppo; comprare in quel mercato non solo shopping. :-|

    Penso che avrei comprato tutto il comprabile, compreso il tappeto. E senza contrattare penso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
Website